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polemiko
Australia, abusi su nativi all’ombra della Croce?
All’ombra della Croce molti abusi sono stati compiuti contro gli aborigeni australiani. Di questo ha chiesto scusa, pochi giorni fa, il premier Kevin Rudd; di questo ha preso atto con dolore, ieri, a Canberra, l’arcivescovo di Sydney, il cardinale George Pell, che ha colto l’occasione dell’arrivo in Parlamento dei due simboli delle Giornate mondiali della gioventù, in programma in luglio nella metropoli australiana.
«È un momento per pregare per la giustizia, la pace e l’uguaglianza nel nostro Paese», ha detto il cardinale che poi ha sottolineato che, proprio in questo momento, occorre «riconoscere che, in altri tempi della nostra storia, la Croce non è stata portata con fedeltà da chi professava di seguire Cristo».
Le parole dell’arcivescovo di Sydney non sono certo le prime che un uomo di Chiesa in Australia pronuncia per stigmatizzare il parossismo talvolta toccato da chi portava avanti l’opera di evangelizzazione dei nativi. Ma il luogo scelto dal cardinale Pell per tornare a parlare su questa, che resta una ferita aperta per la società australiana, è molto significativo. Anche perché sono state pronunciate davanti al premier Rudd, che appena pochi giorni fa, parlando a nome della “Australia ufficiale”, quella della politica, del Parlamento, della società «bianca», ha chiesto scusa agli aborigeni. Scuse rivolte in particolare alla «generazione rubata», le decine di migliaia di aborigeni che furono sottratti a forza da bambini alle madri e affidati a missioni cristiane o a famiglie bianche, secondo una politica di assimilazione abolita solo nel 1970.
(Fonte: corriere.com)
... la cultura del fare del male, sapendo che poi si può sempre chiedere scusa...
