Paolo Maldini indagato, il pm:
«Ha corrotto per evitare controlli fiscali»
Coinvolti anche la moglie, il giornalista De Zan e altre
41 persone. Il legale dell'ex giocatore: accuse infondate
MILANO (22 aprile) - Paolo Maldini, indagato nell'inchiesta del pm di Milano Paola Pirotta, avrebbe corrotto il funzionario dell'Agenzia delle entrate e commercialista Luciano Bressi con somme di denaro per garantirsi «l'esenzione di controlli fiscali da parte dell'ufficio di Milano 1» dell'Agenzia delle entrate. Lo si legge nell'avviso di chiusura delle indagini notificato all'ex capitano del Milan, alla moglie Adriana Fossa e ad altre 41 persone.

L'accusa è di corruzione e accesso abusivo al sistema informatico dell'anagrafe tributaria

Secondo il capo di imputazione, i coniugi Maldini avrebbero offerto a Bressi, titolare di uno studio professionale di cui erano clienti, non solo «l'onorario per lo studio (circa 40 mila euro annui)» ma anche la «procura speciale» della loro società, la Velvet Sas, da cui scaturivano ingenti corrispettivi in nero (somma non inferiore a 185 mila euro). Bressi, sempre secondo il capo di imputazione, agiva «in violazione dei principi di imparzialità e trasparenza e con l'assenso e la consapevolezza di entrambi i coniugi Maldini», si interessava «e curava personalmente tutte le più svariate pratiche fiscali inerenti» la Velvet «ed i loro interessi personali, garantiva loro l'esenzione di controlli fiscali». I fatti contestati ai coniugi Maldini arrivano fino al 23 giugno 2009.

Il nome di Maldini era già comparso nell'indagine nei mesi scorsi, quando era finito in carcere Bressi. Nell'ordinanza d'arresto, infatti, veniva riportata una telefonata intercettata del 26 gennaio 2009, nella quale l'ex capitano parlava con Bressi e gli diceva: «Volevo fare una piccola ... verifica su, su, su Alessandro eh ... Come si può fare (...) Su di lui si può fare una verifica eh ... fiscale su di lui... Nel senso se ha avuto problemi con la giustizia ad esempio eh .. Oppure se ha avuto problemi con il fisco ...».

Alessandro P.B. faceva parte di una società nella quale l'ex calciatore sarebbe voluto entrare per portare a termine un'operazione immobiliare in Toscana. Tramite Bressi, dunque, Maldini avrebbe acquisito «dati riservati» e di qui l'accusa di accesso abusivo a sistema informatico. A cui si aggiunge quella ancora "inedita" di corruzione, contestata anche alla moglie.

Maldini e la consorte, stando all'avviso di chiusura indagini, fino al 23 giugno del 2009 avrebbero corrotto Bressi, titolare anche di uno studio commerciale, con somme di denaro per garantirsi «'l'esenzione di controlli fiscali da parte dell'ufficio di Milano 1» dell'Agenzia delle entrate.

Il legale di Maldini l'avvocato Danilo Buongiorno parla di accuse «del tutto infondate» e spiega che il suo assistito «è certo di potere dimostrare l'assoluta estraneità sua e di sua moglie, le cui posizioni dovevano essere quelle di parti lese e non certo di indagati». Maldini attraverso il suo legale, fa sapere di essere «tranquillo e sereno».

Nell'inchiesta è indagato anche il giornalista sportivo Davide De Zan che, come si legge nell'avviso di chiusura, sarebbe entrato, con la complicità di un funzionario, nel sistema informatico dell'anagrafe tributaria, per «ottenere informazioni» patrimoniali sui suoi colleghi Alessandro Piccinini e Paolo Ziliani.
Paolo Maldini indagato, il pm: «Ha corrotto per evitare controlli fiscali» - Il Messaggero
P.S. mi piacerebbe fare un 3d solo con notizie di questo tipo...ncav: