



[]Sa die de s’Italia
Ancora una volta gli italiani e i filo-italiani di stirpe sarda ci hanno sottratto ciò che con tanta fatica. siamo riusciti a creare per dare un minimo di valore alla nostra storia .
La festa di”sa die de sa Sardigna” con cui si celebrava la cacciata dei piemontesi nel 1793 non esiste più. Relegata nel limbo delle altre vicende della storia sarda che non sono confacenti al progetto di completa italianizzazione del popolo sardo, ma anzi avrebbe potuto metterlo in grave rischio.
I partiti italianisti rabbiosi, i quali reagiscono selvaggiamente contro la volontà dei sardi di recuperare la loro identità attraverso la rivalutazione del proprio passato unitario e dunque rivoluzionario, dimostrano ancora una volta quanto siano pericolosi per le giuste aspirazioni di libertà del nostro popolo.
Le piazze d’Italia sono disseminate di nomi e monumenti che fanno riferimento alle vittorie degli italiani contro popoli con i quali oggi condividono lo stesso destino europeo; nessuno si pone il problema di cosa ne pensino tedeschi, austriaci, francesi ecc..
Per i sardi no!
Tutto deve essere funzionale all’Italia: i sassarini che sono morti a migliaia nel 15-18, non potevano essere celebrati come soggetti consapevoli di condividere con gli italiani l’ideale del loro sacrificio semplicemente perché furono ingannati. Questo non lo sanno solo gli storici ma tutti i sardi.Allora cosa ci si inventa? GLI EROI DI NASSYRIA! Ragazzi del 2000 ai quali viene propinata la storiella di essere la continuazione della gloriosa brigata che si fece onore sul Carso per difendere la patria italiana. Accostamento improponibile! I ragazzi dell’ 89 avevano nel cuore la Sardegna e non l’Italia, erano poveri pastori e contadini ai quali promisero terre e pane, poi con l’inganno furono destinati a diventare carne da macello. Le nuove reclute invece sono dei mercenari profumatamente prezzolati a colpi di 5.000 euro al mese, al servizio dello stato italiano che non solo avalla il progetto espansionistico americano, ma vi partecipa direttamente per poter ambire alla spartizione della ricca torta irakena. La festa più importante della Sardegna è stata dedicata a questa insopportabile ipocrisia!?
Il gioco dei nostri nemici come vedete è chiaro.Distruggere la nostra storia per annientare le nostre aspirazioni d’ INDIPENDENZA. Si spiega solamente così il fatto che la residenza degli Arborea ad Oristano dopo 500 anni continua ad essere un carcere, mentre la residenza dei Medici a Firenze è da anni un bellissimo museo visitato da milioni di turisti, per lo stesso motivo le chiese medioevali in Sardegna sono “pisane, genovesi, catalane”, e non sarde, benché finanziate da i giudici e costruite da maestranze sarde. Idem per le torri di difesa nelle coste che sono considerate “spagnole” e che invece furono finanziate, costruite e perfino progettate da noi. E che dire dei 7 mila nuraghi ancora quasi tutti sepolti perché la sovrintendenza di Roma ha sempre privilegiato la spesa verso i siti archeologici punico-romani così che possano ampliare la conoscenza delle loro origini, certamente non le nostre.
E che dire dei fondi che i governi regionali destinano alla cultura? Alla loro cultura! Milioni di euro vengono spesi per mantenere il teatro lirico a Cagliari, e altrettanti ne vengono dati per gli spettacoli itineranti”ITAGLIANI”, mentre le compagnie di teatro in lingua sarda stanno a poco a poco morendo.
Cosa ne è stato della legge 26 e 482 per la valorizzazione della lingua e la cultura sarda? Avrebbero dovute essere finanziate iniziative importanti come giornali, televisioni, editoria, teatro, cinema che promuovessero la nostra lingua ,nonché il recupero e la divulgazione di tutto il materiale letterario in lingua sarda nelle scuole.
La cultura si esperisce nella forma piu’ umiliante alla stessa stregua degli indiani d’America in buffonesche parate paesane di fronte a turisti annoiati.
Per contro cosa ci concedono i nostri nemici?
Le citazioni di un sovrano del XVI secolo che i sardi senza orgoglio ( principalmente politicanti) rispolverano per ribadire il principio della nostra inferiorità. Non serve a niente se poi si scopre che quell’individuo era un incestuoso e infame, e che date le sue qualità morali alquanto discutibili i suoi giudizi sono privi di alcun valore.
Ci concedono di essere aperti verso il mondo ammonendoci che l’indipendenza a cui noi aspiriamo è chiusura e separazione.
Siamo stati governati quasi 60 anni da i partiti italiani e l’unico modo con cui i sardi hanno potuto vedere il mondo e con gli occhi di centinaia di migliaia di emigrati che ancora oggi vanno miseramente alla ricerca di un posto di lavoro da 750 euro, vergognosamente alloggiati a gruppi di sei o sette persone in piccoli appartamenti a 700 euro al mese, mentre gli ascari sardi delle varie sigle romane si danno da fare per fare “tabula rasa”della loro terra e preparano il terreno per speculatori di ogni sorta.
Non abbiamo diritto di attribuirci alcun merito perché tutto ciò che è positivo nella nostra terra è dovuto all’Italia quello negativo al peccato originale della nostra sardità.
Ci dicono di non preoccuparci in quanto siamo affidati direttamente nelle mani amorevoli di mamma Italia, diversamente rischiamo di stare peggio.
Caro figlio di puttana italianista o filo-itagliota che dir si voglia che ti accingi a partecipare alle prossime elezioni per fottere ancora una volta il popolo sardo; ci avete quasi annientato togliendoci quasi tutto, PEGGIO DI COSI NON SI PUO’ STARE, ma la dignità c’è l’abbiamo ancora, e durerà fino a quando arriverà il nostro momento, allora si faranno i conti.
COME ?
Come nel 1793 vi caricheremo insieme a tutti i vostri simboli su una nave con destinazione Civitavecchia e celebreremo l’evento con “sa noa die de sa Sardigna”.
LA BRIGATA SASSARI ?
Se vorranno si potranno unire a voi IN SEGUITO decideremo il giorno dei festeggiamenti a data da destinarsi .


Emmo, est justu, la bisonza mutire "Sa die de s'Italia" nudda b'intrat cun sa Sardigna, appo idu banderas italianas ebbia, appo intesu innos de mameli unu fat'a s'ateru, nas ana leadu puru kustu, okannu est andada goi, ma s'annu ki benidi la bisonza boicottare, sos piseddos deven andare a iscola e nois a traballare.
Nudda Festa, o este sa nostra o de niscunu.
Sa die de s'italia cun sas "marcettas" si la fetan in dom'issoro.
Bastardi !!!
No si narada "Budrus"? "Bastardi" est italianu.
salludis indipendentistas.


in sardu o in Italianu tenede arresone pro meda e sa cosa chi a naradu....


Nois li nàmus "Burdos", bi d'io ponner peri "molèntes"!!!Originally posted by Marigosu
No si narada "Budrus"? "Bastardi" est italianu.
salludis indipendentistas.
CCS - SNI


e finas BURRICUS MRAMMEDDOSUS si olleus nai is cosas comenti ollint naradas...Originally posted by gherrianu
Nois li nàmus "Burdos", bi d'io ponner peri "molèntes"!!!![]()


Tue tenes rezone si at podet faghere una spezia de "disobedienza civile"ma a chie lu preguntamus tottu custu?Originally posted by Doloverre
Emmo, est justu, la bisonza mutire "Sa die de s'Italia" nudda b'intrat cun sa Sardigna, appo idu banderas italianas ebbia, appo intesu innos de mameli unu fat'a s'ateru, nas ana leadu puru kustu, okannu est andada goi, ma s'annu ki benidi la bisonza boicottare, sos piseddos deven andare a iscola e nois a traballare.
Nudda Festa, o este sa nostra o de niscunu.
Sa die de s'italia cun sas "marcettas" si la fetan in dom'issoro.
Bastardi !!!
A pitzinedhos chi bufana coca cola, bestidos a s' americana e ca faedhan comente sos milanesos?
Bi cheret calchi cosa pius forte e incisiva.


Non vorrei creare un vespaio inutile ma mi viene spontaneo dire che bevo Coca Cola, che in parte vesto "all'americana" e che parlo come i romani, anche in romanaccio. Lo confesso, mangio da Mc Donald's quando ne ho voglia.Originally posted by sergiogabrcossu
Tue tenes rezone si at podet faghere una spezia de "disobedienza civile"ma a chie lu preguntamus tottu custu?
A pitzinedhos chi bufana coca cola, bestidos a s' americana e ca faedhan comente sos milanesos?
Bi cheret calchi cosa pius forte e incisiva.
Nonostante questo, o forse grazie anche a questi cortocircuiti umani e politici, sono un indipendentista sardo di sinistra e nonviolento.
E' una questione di scelte personali e autocoscienza, non di estetica.
bon'arrejonada a totu
franciscu


Originally posted by tziku
Non vorrei creare un vespaio inutile ma mi viene spontaneo dire che bevo Coca Cola, che in parte vesto "all'americana" e che parlo come i romani, anche in romanaccio. Lo confesso, mangio da Mc Donald's quando ne ho voglia.
Nonostante questo, o forse grazie anche a questi cortocircuiti umani e politici, sono un indipendentista sardo di sinistra e nonviolento.
E' una questione di scelte personali e autocoscienza, non di estetica.
bon'arrejonada a totu
franciscu
Caro amico
Ho solomente voluto ricordare con una citazione metaforica che non esistono le condizioni per poter promuovere una rivolta civile, semplicemente perchè non esiste, su quasto problema , una sensibilità difusa e radicata. cosi come proponeva Doloverre.
Si potrebbe invece tentare con qualcosa di più semplice e alla nostra portata ma allo stesso tempo qualcosa di forte e visibile.