
Originariamente Scritto da
ataturk
Non credo ci sia nulla da rallegrarsi sull'uscita della Santanchè dal partito. La scelta che fu fatta da Storace di designarla candidato premier, era l'unica che ci poteva consentire di uscire dal ghetto nel quale Fini (e il Cavaliere) ci avevano relegato. Sono convinto che dei voti presi da La Destra alle ultime politiche, una buona percentuale è stato conquistato dalla grinta di Daniela Santachè. Credo che lei non abbia fallito semmai ha fallito il duo Strace/Bontempo (basta vedere le risibili percentuali di Roma e del Lazio in genere) e l'idea che potesse ancora esistere un partito identitario di Destra senza cadere nel radicalismo di FN.
Oggi senza la Santanchè La Destra non è altro che l'ennesimo partitino della microgalassia della destra radicale italiana.
Intanto Fini e Berlusconi stanno costruendo un centrodestra senza radici storiche, abiurando il ns. passato ed i ns. valori.
Il problema è sempre il solito: o si resta ancorati fieramente al proprio
passato in un isolamento politico eterno, oppure si scende a patti con il nemico (FI/AN) e si contribuisce alla nascita del PDL sperando e cercando di portare quella storia fatta di valori, idde e quant'altro che ci ha caratterizzato dal 1945 ad oggi.
Daniela Santanchè a scelto questa strada, gli altri l'isolamento.
Va bene così ma alla fine a vincere e a contare saranno i Fini, i Gasparri ed i Matteoli.
Saluti