riporto l'articolo 49 per rispondere alla tua domanda:
"Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale"
In questo comma si parla di libera associazione in partiti.
Il soggetto è: "Tutti i cittadini"
Quindi chi ha diritto di associarsi liberamente in partiti? ovviamente "Tutti i cittadini". E' pacifico poi il modus, cioè con metodo democratico.
Se il metodo democratico, dovesse intendersi come esterno ai partiti, non tutti i cittadini ne usufruirebbero, ma solo coloro i quali operano esternamente ai partiti. Ne sarebbe tradito il dettato che vuole la totalità dei cittadini e non solo una parte di essi.
D'altronde la norma transitoria e finale che vieta la ricostituzione del partito fascista, è essa stessa di per sè una conferma, una regolamentazione dei partiti.
Si vieta esplicitamente un determinato argomento dell'oggetto sociale dei partiti e cioè il fascismo.
Ammettiamo pure l'articolo 49 sia da interpretarsi nella maniera più tollerante come è sempre stato fatto finora, comunque non si vieta una regolamentazione. Ci sono norme costituzionali impositive, che obbligano il legislatore a fare e norme di divieto che obbligano a non fare.
Quand'anche il metodo democratico si volesse intendere come esterno, la costituzione impone che ciò avvenga, ma non vieta che il metodo democratico sia applicato anche all'interno dei partiti.
Questo secondo il principio per il quale, ciò che non è vietato può essere consentito.
E' quindi consentito legiferare sull'ordinamento interno dei partiti anche se non imposto per obbligo dalla Costituzione.
Infine il venir meno della "democraticità" dei partiti sia esterna che interna a causa della legge elettorale che di fatto mette nelle mani dei partiti la designazione dei candidati, pone un vuoto e il legislatore a rispondere nuovamente alla richiesta dell'articolo 49 che al momento non è più soddisfatto.





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