

Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)


Le proteste dei marittimi
bloccano il porto del Pireo
Il trasporto marittimo dal porto ateniese del Pireo oggi è paralizzato da uno sciopero contro l'annuncio del governo di voler liberalizzare il cabotaggio delle navi da crociera battenti bandiera non europea.
La Federazione panellenica dei lavoratori marittimi ha deciso la sospensione per 24 ore delle partenze di tutte le navi battenti bandiera greca denunciando le conseguenze per l'occupazione. Una protesta simile è in programma in occasione della festa del primo maggio. A mezzogiorno la protesta aveva bloccato l'imbarco di circa mille passeggeri. La polizia non è intervenuta. Il governo vuole evitare lo scontro con i sindacati.
Cosa prevede la liberalizzazione
La legge greca attualmente impedisce alle grandi navi passeggeri non europee di iniziare e terminare una crociera da un porto ellenico. La revisione legislativa, annunciata dal premier Giorgio Papandreou, si ritiene possa portare maggiori introiti annuali per 800 milioni di euro a beneficio del settore turistico, colpito sensibilmente dalla crisi globale. Il provvedimento contro cui protestano i marittimi, dunque, non è collegato direttamente con le pesanti misure di tagli alla spesa pubblica che il governo greco ha dovuto varare nelle scorse settimane nel tentantivo di rimettere in equilibrio i conti. Misure che, per ora, non sono state sufficienti a tranquillizzare i mercati e a frenare la speculazione che ha spinto i rendimenti sui bond decennali del paese mediterraneo sopra il 9%. Si tratta, in ogni caso di una delle tante riforme strutturali che il governo vorrebbe realizzare per rivitalizzare l'economia.
La protesta dei marittimi fa seguito a quella della scorsa settimana da parte di lavoratori del porto del Pireo iscritti al sindacato comunista Pame, in coincidenza con lo sciopero di 24 ore dichiarato dal sindacato dei dipendenti pubblici, Adedy, contro il piano di austerità.
Martedì manifestazioni contro la decisione del governo di ricorrere agli aiuti Ue-Fmi sono state convocate dal sindacato del settore pubblico, Adedy. Una parziale paralisi dei trasporti urbani è egualmente prevista per domani a causa di una dimostrazione annunciata dai dipendenti del settore che sospenderanno il lavoro dalle 11.00 alle 17.00 locali.
Il sindacato del settore privato, Gsee, che non ha partecipato alle ultime proteste, sta valutando se dichiarare un nuovo sciopero nazionale di 24 ore, verosimilmente all'inizio di maggio.
Le proteste dei marittimi bloccano il porto del Pireo - Il Sole 24 ORE
Figliolo, lei è un asino...
(D.Pastorelli, cit.)


e quelle si chiamano bolle
finora non ne abbiamo mai avute sui consumi dal 2003 e cioè da quando è entrato l'euro.
L'unico crollo dei prezzi c'è stato sull'edilizia, ma a livelli locali e non sono delle vere e proprie bolle come quella americana.
La bolla nel caso greco è quella del debito... in realtà neppure è scoppiata ancora... alla Grecia abbiamo solo scoperto i bilanci truccati![]()
Ultima modifica di stefaboy; 29-04-10 alle 00:57
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(brunik - 25/09/2011)


vabbè ma gli scioperi sono normali quando si fanno le liberalizzazioni...succedono in ogni paese... adesso non esageriamo con questi Greci... ci sono cose per le quali protesteranno alcune categorie, ma che alla fine tollerano, altre per le quali possono succedere degli scontri violenti e sulle quali bisogna riflettere bene prima.
Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)


Mah, a me sembra che i greci di fare sacrifici non ne abbiano alcuna intenzione.
Sembra che diano come doveroso e scontato che siano gli altri a dover ripianare i loro debiti e che invece loro possano continuare tranquillamente a fare finta di niente.
Ripeto, è una mia impressione, però...
Figliolo, lei è un asino...
(D.Pastorelli, cit.)


Grecia, Portogallo, Spagna, Italia, Irlanda... Oltre a quelli già evidenziati da furbo e altri, c'è un importante fattore che accomuna gli stati "deboli": il fatto che il protestantesimo non abbia sfondato. In questi stati, il delirio della social-democrazia, per cui tutti devono ricevere dallo stato una pletora di servizi, anche a costo di indebitarsi pesantemente, viene rafforzato dal concetto di carità universale, che è forte nelle declinazioni più tradizionali del cristianesimo (ortodossi in Grecia e cattolici in Portogallo, Spagna, Italia, Irlanda).




Sarò anche esagerato... ma la madre di tutte le bolle è quella generata dallo sviluppo che stiamo seguendo da un po' a questa parte. Lo sviluppo finananziato dal debito.
Tutti a lamentare gli effetti e nessuno a fermarsi sulle cause.
Detto ciò, una cosa è speculare 'dopo' lo scoppio delle microbolle. Un'altra cosa è guardare il processo montante senza accorgersi di nulla.
E non è una cosa locale, intendi?
Succede che la Camusso e Landini restino gli unici rappresentanti della sinistra italiana e, paf!, mi si cambia l'avatar glorioso. Tutto d'un tratto... FACEPALM


Questo è il problema sollevato anche da Benjamin e da un po' tutti i critici verso la socialdemocrazia (me compreso) del debito che finanzia il tenore di vita al di sopra delle proprie possibilità.
Il debito incontrollato come malattia cronica dell'europa è un problema che esiste e che probabilmente continuando su questa rotta ci porterà al collasso.
Questa è una malattia endemica che secondo me và affrontata togliendo il potere del debito ai politici locali e collegandolo a enti finanziari centrali.
(a proposito... la Germania ha proposto una stretta del patto di stabilità proprio in queste ore... la direzione è quella...)
Sono abbastanza scettico verso un'unificazione vera e propria della politica economica europea. sono più favorevole di una centralizzazione della finanza che sia meno soggetta agli sbalzi umorali della politica.
Altro discorso è il contingente, l'attuale. E' vero che i debiti della Grecia l'hanno condotta in questa situazione. Ma il problema non è la Grecia.
Mi riferisco ad esempio al declassamento della Spagna.
Che motivo c'era di declassare la Spagna, da parte di S&P se non quello meramente speculativo ?
Ecco noi dobbiamo impedire a livello centrale che la nostra moneta venga attaccata da qualcuno all'esterno, approfittando dei nostri momenti di debolezza. Sono due problemi diversi, ma collegati tra di loro.
Ultima modifica di stefaboy; 29-04-10 alle 09:07
Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)


Per giudicare la solidita' di un'economia non importa quello che essa produce. Non e' che se uno produce fagioli e acciughe e' per questo un pezzente (mi viene in mente la Bubba-Gamp gamberi corporation...)... e non e' affatto vero che invece se si producono computer o telefonini si diventa ricchi (vedi la vicenda ibm...).
L'economia greca e' comunque relativamente autosuffciente... i greci vivono di quello che fanno... e il loro tenore di vita e' sostanzialemente lo specchio del valore di cio' che producono. Il fatto che il loro pil sia in calo del 2% e' poca cosa (e sono in buona compagnia).
Diverso e' il caso del loro stato, che ha sperperato i soldi delle imposte e si e' indebitato sulla pelle dei greci per piu' del valore del loro lavoro di un anno. Certo, alcuni ne hanno beneficiato, ma se non stiamo troppo a sottilizzare, e' lo stato che e' da sistemare... non la grecia.
Ultima modifica di ciddo; 29-04-10 alle 09:06