











florian, scusami ma vorrei un attimino farti la paternata. Come sai mi sono sempre schierato in tuo favore nelle discussioni, proprio perchè in te ho visto un potenziale Conservatore Liberale corente. Ora lo sei, ma in modo incoerente e contradditorio. Se sei un Conservatore, allora devi amettere che la forma statale, viola tutti i principi Conservatori, come il diritto alla vita, alla libertà e alla proprietà. Solo rununciando alla becera e ormai relitica forma statale si può arrivare alla riscoperta di se stessi e della propria sovranità.
Ora consentimi uan domanda:
Hai già comprato l'Etica della Libertà? Devi farlo Florian, e studiarla a fondo.




Di Rothbard ho "Per una nuova libertà", sempre di Liberilibri. Comunque ti ringrazio della segnalazione e vedrò di seguire il tuo consiglio.
Ti ringrazio inoltre per le parole gentili nei miei confronti e ricambio la simpatia.
PS. La mia "incoerenza" liberale sta nel fatto che accanto alla sovranità del singolo ho a cuore la comunità nazionale (più che lo "Stato" nazionale). Mi piace pensare che i popoli abbiano un loro "carattere" e non siano dei meri agglomerati di individui. Non sono cosmopolita e aborro la globalizzazione quando annulla differenze culturali ed etniche. Credo infatti nello scambio volontario e non nell'integrazione forzata. Per questo a volte parlo da liberale e a volte da reazionario...


c'è una soluzione per tutto
PS. La mia "incoerenza" liberale sta nel fatto che accanto alla sovranità del singolo ho a cuore la comunità nazionale (più che lo "Stato" nazionale). Mi piace pensare che i popoli abbiano un loro "carattere" e non siano dei meri agglomerati di individui. Non sono cosmopolita e aborro la globalizzazione quando annulla differenze culturali ed etniche. Credo infatti nello scambio volontario e non nell'integrazione forzata. Per questo a volte parlo da liberale e a volte da reazionario...
http://mises.org/journals/jls/11_1/11_1_1.pdf
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P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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Presidente di Progetto Liberale


Io ho letto il libro di Tremonti, e devo dire che, accanto a spunti di reduce Socialismo Liberale (sussidiarietà e terzo settore no profit) e a qualche inedito spunto europeista (seppure la retorica delle radici cristiane mi dia DECISAMENTE l'orticaria e sia contrarissimo a sottoporre la BCE al controllo politico di chicchessia) il tutto mi è sembrato un pamphlet certamente accattivante ma complessivamente confuso di una idea di Mercato a la cartè tutt'altro che innovativa: il Mercato ogni volta che ci serva, ma tranne quando si deve salvare la tot azienda "di interesse nazionale"; la globalizzazione va bene per giustificare la privatizzazione dei servizi e l'abbandono del welfare, ma non quando produce libera concorrenza o immigrazione; la lotta contro i mali della povertà su scala globale unita a una paura del diverso quasi spasmodica, nel nome di radici da preservare.
Io sono un convinto sostenitore dello slogan dell'Ordoliberalismo tedesco, "Il mercato quando sia possibile, lo Stato quando sia necessario", ma Tremonti fa un passo un pò più lungo della gamba, in questo caso: il suo Stato non si limita a creare le condizioni perchè il Mercato assuma maggiore efficienza a priori e maggiore equità a posteriori, ma è uno Stato che interviene direttamente a orientare con i suoi criteri il libero gioco del Mercato. E' una concezione politica che ricorda da vicino un certo dirigismo corporativo anni '30 che è incompatibile col moderno sistema economico globale e che potrebbe avere speranze di successo giusto se inserita in una politica economica di livello continentale, ossia proprio ciò che Tremonti e i suoi amici identitari leghisti temono di più. Cosa ci serve difenderci dal dumping sociale della Cina quando l'Europa corre, nell'economia e nel welfare, con velocità diverse e spesso incompatibili tra loro ? A cosa serve creare un Eurodebito pubblico per finanziare progetti di ampio respiro se poi si denuncia la "cricca di eurocrati di Bruxelles" e contemporaneamente si guarda schifati ogni tentativo di renderla più accountable nel nome di una Sovranità Nazionale che si è contribuito a smontare pezzo per pezzo e che ora si difende nel modo più deteriore, ossia salvando baracconi a spese dei consumatori scaricando su di loro sia i costi dell'operazione che il contraccolpo indiretto dei tagli ai servizi resi necessari da simili inutili spese ?