



Addio Tomàs
siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle






Semplicemente l'Islam e la ricerca scientifica non c'entrano una cippa. Non c'è questa grande incompatibilità dell'Islam con la scienza.
Non si tratta di luce dell'Islam e oscurantismo cattolico. Questa volta, almeno, non significano proprio nulla.
Tu sai che mi occupo di Kuwait e sai che vado lì e aiuto a coordinare una serie di progetti scientifici in campo ambientale. Non ho trovato resistenze culturali o politiche nei confronti di questo tipo di ricerca.
Semmai le differenze sono nei meccanismi di decision making.
I fondi alla ricerca, in quelle zone, vengono elargiti solo se la ricerca ha un output immediato nel business. In pratica la ricerca di base, senza un prodotto applicabile, viene sempre messa in secondo piano.
Sul piano decisionale ci sono differenze da paese a paese.
- Kuwait: sono i primi ad avere un omologo statale del CNR, ma lo gestiscono acquisendo fondi da compagnie private e dalla fondazione dell'Emiro, previa dimostrazione che la ricerca in atto abbia un valore immediato e facilmente spendibile.
- EAU: pura speculazione finanziaria. Crei enormi parchi industriali e tecnologici per attrarre multinazionali interessate a delocalizzare R&D in ambienti assolutamente favorevoli dal punto di vista fiscale. 0 tasse, spese minime.
- Oman: è stato il primo e unico paese del GCC a istituire il ministero dell'Ambiente. Non costruisce in modo selvaggio e promuove programmi politici e ambientali, rendendosi conto che fra i paesi arabi è quello con il patrimonio di diversità ambientale più ricco.
Gli altri paesi sono molto simili al modello EAU, a parte per l'eccessiva prudenza e la scarsa abilità in materia economica. L'Arabia Saudita rimane un caso a parte: sempre troppo focalizzata sulle tecnologie della desalinizzazione e del petrolio, sembra incapace di attrarre qualsiasi tipo di investitore scientifico serio. Forse è anche dovuto a un ambiente generale molto arretrato a livello di decision making.
Ripeto, per una volta, lasciateci fuori la religione.
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Allora Rexal parliamo di affari, la ricerca pura non c'è. ok.


Allora Pomponio, non andiamo ad attribuire all'Islam colpe che non ha, perchè stavolta non c'entra una cippa. Io coi loro ricercatori, negli ultimi tre mesi ci ho parlato ogni mese: loro sono interessati alla ricerca e soffrono esattamente come tutti gli altri per la carenza di fondi.
Ai politici di quelle parti interessa mantenere il potere aumentando il vitalizio dei cittadini derivato dai profitti del petrolio. Attualmente un kuwaitiano, senza muovere un dito e con la cittadinanza, prende circa 1000 € al mese. Già ora si stanno accorgendo che devono orientarsi meno verso l'attività mercantile tradizionale e più verso attività produttive reali.




Il Corano è come la Bibbia: puoi dire tutto e il contrario di tutto. Ad aprile ho scritto due righe di discorso per un amico che doveva fare una presentazione per alcune attività ambientali: sono riuscito a pescare una marea di hadit in cui si esaltava la protezione ambientale e la cura per la terra.
Poi becchi quelli che invitano a allontanare il cane in quanto animale impuro (se non ad ammazzarlo, addirittura).
Ma sulla ricerca scientifica non ci trovi nulla: i primi anni dell'Islam, proprio mentre noi eravamo nel pieno dell'oscurità medievale, hanno visto il fiorire di ingengeri, matematici e filosofi.
Perchè si sono fermati a quel periodo? Involuzione meramente politica. Pascal e Voltaire dicevano che Maometto proibiva di leggere, ma furono proprio i tempi subito successivi a Maometto a vedere fiorire le grandi biblioteche del Cairo e di Baghdad, Cordoba e Toledo.
Cordoba e Toledo furono riconquistate dagli Spagnoli.
Baghdad ha visto l'invasione mongola.
Il Cairo quella ottomana con i suoi invidiosi mullah.
Più di tutte, l'Islam è una religione influenzata dall'opportunismo politico e come tale flessibile. Tutti possono dire tutto in qualsiasi campo. Il declino della scienza musulmana è più un fattore dovuto alle vicende storiche che religiose.

