Cosa ne pensate?
Per me bisognerebbe farlo conoscere ai giovani d'oggi.
Nonostante io non condivida le idee del partito in cui militava, il modo in cui è stato minacciato e ucciso mi hanno reso uno strenuo difensore della sua memoria.


Cosa ne pensate?
Per me bisognerebbe farlo conoscere ai giovani d'oggi.
Nonostante io non condivida le idee del partito in cui militava, il modo in cui è stato minacciato e ucciso mi hanno reso uno strenuo difensore della sua memoria.


SERGIO RAMELLI 29 Aprile 1975-29 Aprile 2005.
Trent’anni,caro Sergio. Trent’anni che abbiamo vissuto,in cerca di un sogno. Trent’anni che a Te sono stati rubati,senza un perché.
Perché ricordarsi ancora di Sergio ? Perché i giovani conoscano un passato recente dell’Italia nata dalla resistenza durante il quale migliaia di giovani bollati come fascisti e picchiatori, furono in realtà vittime dell’odio insegnato ai figli dai padri ancora non sazi del sangue del 1945 e da cattivi maestri che tale odio coltivavano ed insegnavano. Perché tale odio oggi non ritorni e consegni le Tre Guerre Civili Italiane finalmente alla storia. Anche se,purtroppo, ancora oggi c’è chi plaude a chi lancia cavalletti ed inneggia agli assassini di Nassirya. E c’è chi urla, come il 25 aprile di quest’anno a Milano: ”Berlusconi , Albertini, farete la fine di Mussolini.”
Erano gli anni di “Uccidere un fascista non è reato” o di “Se vedi un punto nero spara a vistaè un Carabiniere o è un Fascista”, ma anche di “Ora e sempre,resistenza !”. Erano gli anni non certo “formidabili” come qualcuno ha invece scritto . E dove purtroppo “la meglio gioventù” ghettizzava altra gioventù.
Erano gli anni in cui una famiglia normale fu colpita da una tragedia immane.
Sergio era nato il 6 luglio 1956,undici anni dopo la fine della guerra.
Giocava al pallone e tifava Inter. Gli piaceva Celentano. Portava i capelli lunghi e non amava il barbiere.Aveva un motorino,un Ciao . E si iscrisse all’Istituto Tecnico Molinari a Milano perché amava la matematica e la chimica. Anzi,avrebbe voluto laurearsi in chimica. Era bravo,e spesso passava i compiti ai compagni di scuola; generoso, allegro, mai uno screzio.
Aveva una ragazza, Flavia.
L’ultimo anno di scuola si venne a sapere che Sergio era di Destra,che frequentava il Fronte della Gioventù ed il MSI. E fu l’inizio di un calvario.
Come risulta dagli atti del processo contro i suoi assassini,Ramelli fu più volte prelevato a forza dalla sua classe e minacciato.
In seguito, in data 13 gennaio 1975 venne circondato in strada da 80 studenti e costretto a cancellare alcune scritte apparse sui muri del Molinari.
A scuola scrisse un tema contro le Brigate Rosse:e questo fu la sua condanna.
A fine gennaio il fratello Luigi,scambiato per Sergio,fu aggredito da due giovani con chiavi inglesi.
Il 3 febbraio ,mentre si recava a scuola col padre per presentare domanda di trasferimento ad altra scuola, venne costretto a passare nel corridoio dell’istituto tra due file di “compagni”, venne insultato e colpito, tant’è che svenne. Il Preside ed alcuni professori che scortarono padre e figlio fino all’uscita,vennero a loro volta malmenati.
Il 9 marzo Sergio e Luigi vennero assediati per mezz’ora in un bar di viale Argonne da una ventina di “bravi ragazzi” con bandiere rosse.
Anche un altro giovane di Destra del Molinari,Claudio N.venne picchiato e costretto al ritiro.
Infine, a coronamento del tutto, alle ore 13 del 13 marzo 1975, mentre appoggiava il motorino in Via Paladini , la vile aggressione: il “cosiddetto” servizio d’ordine della Facoltà di Medicina di Avanguardia Operaia lo circondò e lo colpì sulla testa con grosse chiavi inglesi, quelle Hazet 36 (fascio dove sei?, diceva un altro slogan) allora tristemente famose.
Ricoverato al Policlinico, alternò momenti d’incoscienza a brevi momenti di ripresa, fino a morire il 29 aprile.
Mentre Sergio era in coma, anche Luigi venne nuovamente minacciato. Il giorno prima della morte ci fu un corteo di “antifascisti” sotto casa Ramelli, con scritte e manifesti pieni di minacce.
Poi ci furono funerali quasi vietati, con i partecipanti costretti ad arrivare alla spicciolata, tutti fotografati dai compagni per un vero schedario che venne ritrovato mesi più avanti; il corteo impedito,il consigliere comunale missino Staiti ed alcuni ragazzi fermati dalla polizia, altri spintonati, un prete minacciato d’arresto perché protestava.
Questa la storia di alloraoi vi fu un processo dove gli assassini furono tutti condannati. Brave persone,si diceva . Certo, chi studiava Medicina come faceva a sapere l’effetto di una Hazet 36 calata con forza ripetutamente su una testa ? Ora sono tutti fuori,brave persone,con famiglia e figli….
Ed ora finalmente oggi, 29 aprile 2005 i giardini pubblici ,tra via Bronzino e via Pinturicchio della Sua, della mia Milano, saranno a Lui dedicati. Anche se c’è ancora molta gente che odia e che scrive sui muri, oggi come allora , ”Tutti i fascisti come Ramelli,con una riga rossa tra i capelli”…
Gente che ancora insegue chissà cosa, come alcuni partigiani che in questi giorni hanno distribuito in alcune Scuole Medie adesivi con sopra scritto “ora e sempre resistenza”. Fieri dell’Italia che costruirono. A loro dedico le parole dette da un religioso che portava il fazzoletto azzurro dei Volontari della Libertà alla vista dei Funerali Negati a Sergio: ”Non è questa l’Italia per la quale ho combattuto: questa non è un’Italia né LIBERA né DEMOCRATICA”.
Addio Sergio, Tu che conosci la Vera Pace in Cristo, prega per questa povera Patria insieme a tanti altri Camerati caduti in quegli anni ’70 ed a quei ragazzi che cercarono di salvare l’Onore della Patria dopo l’ 8 settembre.
A noi, sopravissuti di quell’era, resta il Tuo Ricordo e l’incarico di raccontare sempre questa tragedia di un giovane normale colpito da un odio senza perché.


Onore a Sergio Ramelli.


Nemmeno ora c'è a Milano una Via Ramelli.
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.


c'e invece a Verona


Adesso vado ad amarcord antiberlusconiano.
Come si chiama l'avvocato di parte civile, della famiglia Ramelli nel Processo Ramelli (1985-1993) e del MSI nel processo Porto di Classe?
Ignazio La Russa.
Come si chiamano gli avvocati difensori (appartenenti al Soccorso Rosso) che affermarono, durante questi processi, più volte che «Chiudere un ritrovo frequentato da fascisti è un'azione di alto valore sociale» e che «uccidere un fascista non può, in ultima analisi, costituire reato» o che «Quando i diritti fondamentali di una comunità non vengono realizzati (come la messa al bando del MSI), la comunità ha il diritto di riappropriarsi di quei diritti»?
Gaetano Pecorella e Giuliano Pisapia.
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.






Una preghiera per Sergio Ramelli.


Sergio Ramelli
Presente!
Bravo Albert,il fatto che tu che sei di un'altra parte politica , ricordi questo ragazzo,ti fa veramente onore.
Pensa che c'è anche chi,militando nell'area di destra,certi ragazzi li ha dimenticati(non faccio nomi eh,arrivateci da soli )
Dico davvero sei una persona che merita rispetto e tanta stima.