come sarebbe a dire che non l'hai mai detto?
Un ateo, se è tale, sa di non errare mai, è questo il punto, qualsiasi cosa esso faccia e in qualsiasi tempo.
questo l'hai scritto tu. questo sapere di "non errare qualunque cosa faccia", io l'ho interpretato come "senso di infallibilità". per me essere convinti di non errare mai, vuol dire essere convinti di essere infallibili. del resto mi sembrava l'unica interpretazione possibile a quello che hai scritto... nella lingua italiana "l'infallibilità" è la "mancanza di errore", l'impossibilità di sbagliare. non ci vedo nessun'altra interpretazione. se non intendevi scrivere quello che hai scritto per me va benissimo.
il discorso che fai è assolutamente sensato. ma paradossalmente ogni ateo crede in qualcosa di metafisico e non dimostrabile: crede nella "non esistenza di dio". la non esistenza di dio non è scientificamente dimostrabile, così come non è scientificamente dimostrabile l'esistenza di dio. nel bell'esempio kierkegaardiano che fai sull'uomo che cerca di alleviare il suo senso di angoscia, non dovresti escludere nessuno secondo me. non devi escludere i credenti che si creano il loro credo non dimostrabile, non devi escludere gli atei che si creano entità metafisiche non dimostrabili (gli atei che hanno una propria spiritualità), ma non devi escludere nemmeno gli atei che non credono in nulla di metafisico, perchè anche la loro posizione è indimostrabile ed è creata per sopperire al senso di angoscia e di vuoto, esattamente come avviene negli altri casi. ogni risposta metafisica è una proposta per alleviare il nostro senso di vuoto e anche l'ateismo è una risposta metafisica.
allora saresti un ateo fatalista, rassegnato agli eventi, con la capacità di discernere ma incapace di compiere scelte, saresti l'opposto dell'ateo di sartre che invece si incasina il cervello per la moltiplicità delle scelte da compiere e per l'impossibilità di discernere.
sono agnostico e relativista. evito di inventarmi risposte a domande a cui non è possibile rispondere.
in tutti i casi che ho elencato viene negata l'esistenza di dio, quindi in tutti i casi elencati sto parlando di atei.
tranquillo, non cado in contraddizione, non potevi saperei che fossi agnostico e non ateo.
io in quanto agnostico non prendo posizione. ovviamente considero le religioni "non veritiere", frutto dell'invenzione dell'uomo. ma non dimentico nemmeno che l'ateismo stesso è una conseguenza di quelle invenzioni (quindi anch'esso è un'invenzione umana). l'uomo ha inventato l'idea di dio, poi ha inventato anche l'idea della non esistenza di dio. ma ovviamente prima di avere l'idea di dio l'uomo non poteva di certo porsi la domanda: "dio esiste o no?". dopo che l'uomo ha avuto l'idea di dio, dopo che l'uomo ha inventato le religioni, quella domanda è diventata una delle domande a cui più di ogni altra hanno cercato di dare una risposta i filosofi. io, non avendo fede, lascio la risposta in sospeso a questa domanda a cui è impossibile rispondere se non attraverso un atto di fede.






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