Approfitto dell'antipatico ot creatosi in un altro 3d per aprire un confronto.
Prendo spunto da alcune cose dette da Orazio per formulare alcuni quesiti.
Su quali basi razionali un ateo considera ciò che reca danno contro terzi automaticamente immorale?
Perchè se valesse il principio contrario, cioè se si ritenesse "morale", dunque lecito, recare danno al prossimo, l'umanità dovrebbe approvare implicitamente la propria estinzione.
Ma la domanda è: perché non dovrebbe approvare la propria estinzione? Quale strano dogma ateo ci parla della lotta assoluta per la sopravvivenza?
Orazio dice: Perchè per l'ateo esiste solo questa vita.
Ma io chiedo: Vita? Di quale vita sta parlando Orazio? E secondo quale ragionamento un ateo dovrebbe essere, nella maniera più assoluta, attaccato alla sua unica vita (sempre che di vita si possa parlare)?
Perché, ad esempio, Orazio non si spara?
Arrivati qui sembra che l'apologetica dell'ateismo incontri un limite insormontabile e l'apologeta, in questo caso Polem... ops... Orazio... continua a ripetere che lui vive perché ama la vita etc...
Così questo è quanto ho scritto nella mia ultima risposta:
Appunto. Come puoi tu dire che la vita del tuo prossimo è degna o non è degna di essere vissuta? A quanto pare non puoi. E dal momento che non puoi devi anche dare una spiegazione convincente di questa tua non possibilità di decidere. Cosa che fino ad ora non hai fatto. L'unica cosa che ti sei limitato a dire è che il prossimo debba decidere lui da solo, se la sua vita vale la pena viverla oppure no: ma non spieghi perché. Già, perché tu, da ateo, che sei il mio prossimo, non dovresti sentirti MAI legittimato a farmi del male? Che cosa te lo proibisce? La tua opinione già espressa? Ma se proprio tu stesso hai DETTO di essere una persona che cambia idea molto spesso, la tua idea che solo il prossimo debba decidere se vale la pena vivere la sua vita e che a lui non gli si possa assolutamente far del male (gratuitamente), è un'idea che si regge sul nulla. Mentre invece l'idea di amare il prossimo come amiamo noi stessi, per un cattolico è un dovere inviolabile.





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