





Fallo leggere anche a tuo fratello:
Sotto la segreteria di Giovanni Malagodi il partito si orientò su posizioni più coerentemente liberiste, più vicine agli insegnamenti di Einaudi e di Croce, con una durissima e storica opposizione alla nazionalizzazione dell'energia elettrica e in generale alla formula del Centrosinistra che condusse il Partito ad un periodo felice che vide molto salire i consensi. Questa nuova strategia politica non fu apprezzata da alcuni giovani liberali (fra cui Eugenio Scalfari e Marco Pannella), ispirati soprattutto dalla redazione del Mondo di Mario Pannunzio. Essi si staccarono dal PLI e fondarono il Partito Radicale nel 1955, su posizioni più laiciste.
Rimasto all'opposizione per tutti gli anni sessanta, il PLI subì poi una crisi elettorale che lo portò a diventare un partito marginale nello scacchiere politico italiano. Nel 1972 Malagodi si dimise dall'incarico di segretario, e dopo il crollo del 1976 (quando il PLI ottenne solo l'1,6% dei voti alle elezioni politiche) fu scelto come segretario Valerio Zanone.












Poveracci.


siamo in un'economia mista con una presenza dello stato vicina al 50%