"Napolitano non sta bene". E' polemica, insorgono Pd e Pdl
"Giorgio Napolitano rappresenta l'Italia. La sua salute non è un fatto privato. La salute può essere l'unica giustificazione del suo comportamento". Non lascia troppo spazio alle battute, stavolta, Beppe Grillo. Il capo dello Stato resta tra i suoi bersagli preferiti, soprattutto dopo la firma posta sotto al Lodo Alfano. L'aveva già definito Morfeo (dio del sonno della mitologia greca) che, aveva detto a Torino nel secondo V-day, "dorme dorme, poi si sveglia e monita". Ieri, però, il comico genovese, sul suo blog (centinaia di migliaia di accessi al giorno, versioni anche in inglese e giapponese) si chiedeva se Napolitano fosse "in grado di esercitare ancora il suo incarico e per quanto tempo. Se possibile disporre della sua cartella sanitaria". Perché, continua Grillo, "un Presidente della Repubblica debole, (malato?), soggetto a pressioni, è utile sia al Pdl, che fa passare tutte le leggi razziali e anticostituzionali che vuole, sia al Pdmenoelle, che preferisce un presidente diessino, uno di famiglia, a uno Schifani". Davanti a un presidente del Senato (che per Grillo diventa "l'impiegato di Berlusconi") che "scoppia di salute" è comunque sempre "meglio Napolitano". E la conclusione non fa che innescare le ormai consuete critiche.
Da destra, prima. Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori Pdl: "Non ci venissero più a dire che si tratta di comici. C'è un limite oltre il quale la democrazia ha il dovere di difendersi. Le sue parole mettono i brividi". Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera: "È in atto una sorta di impazzimento politico a chi la spara più grossa ma con una pericolosità che sfugge al gruppo dirigente del Pd". Per il Pd parla prima Antonello Soro, presidente dei deputati: "Mi sembra sbagliato considerare Grillo un interlocutore politico. È un comico che ha ormai smarrito la strada dell'arte, preferendo un nuovo mestiere e finendo per far male tutte e due le cose". Poi Giorgio Tonini, dal coordinamento politico dei democratici, "riconferma tutta la stima e l'apprezzamento per Napolitano e per il suo lavoro". E Rosy Bindi rovescia la battuta: "Bisognerebbe che qualcuno chiedesse la cartella clinica a Grillo".
Sarà per l'orario (la notizia arriva in rete intorno alle 20) o per il giorno pre-festivo ma dei politici che dividevano piazza Navona l'otto luglio con Grillo non parla nessuno. L'unico a voler dire qualcosa è Marco Travaglio, a modo suo: "Grillo vuole bene a Napolitano: gli fornisce una serie di alibi e si augura che le sue firme siano frutto di un momento di torpore o di appannamento".
http://www.repubblica.it/2007/11/sez...apolitano.html
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