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Discussione: Effetto Brunetta

  1. #31
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    Ecco il solito ignorantone che parla di cose che non capisce con il tono dell'esperto, e non capisce ciò che legge, neppure se lo rileggesse 1000 volte.

    Ma vai ......con Di Pietro!

  2. #32
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    Citazione Originariamente Scritto da novizio Visualizza Messaggio
    Brunetta S.S.


    Santo Subito
    straquoto

  3. #33
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    Citazione Originariamente Scritto da Pieffebi Visualizza Messaggio
    Ecco il solito ignorantone che parla di cose che non capisce con il tono dell'esperto, e non capisce ciò che legge, neppure se lo rileggesse 1000 volte.

    Ma vai ......con Di Pietro!
    eh già, facci capire, tu che hai fatto le squole alte cosa c'entra l'amministrazione retta da forza italia piuttosto che rifondazione con iparadossi burocratici di cui parli.
    Siamo tutti 'recchie

  4. #34
    SENATORE di POL
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    Che l'Amministrazione sia retta da "Forza Italia" è detto, fra l'altro, "per inciso", cerca su un buon dizionario che cosa significa. Che la separazione fra "politica" e "gestione", frutto delle riforme fasulle dei primi anni novanta del secolo scorso (come anche la "privatizzazione del pubblico impiego", che se intesa come viene intesa dai genietti del neocraxismo "antimercatista" la prima dovrebbe farci dire:.........ma se il pubblico impiego è già "privatizzato", di che diavolo stiamo parlando?) implichi una irresponsabilità politica ......dei sindaci e assessori .....è la favola che consente alla burocrazia italiana di rimanere a livelli di efficienza da terzo mondo attuale, con buona coscienza di tutti. Altro che assenteismo e sparate nel mucchio per esaltare gli allocchi e gli assenteisti cronici del parlametno europeo saliti in cattedra di fustigatori.....
    Del resto non era il signor Brunetta, quando si candidò a sindaco ......, che disse che voleva rivoluzionare l'amministrazione burocratica del comune di Venezia? Dunque un sindaco può farlo, o magari, più modestamente, potrebbe astenersi dal far assumere dirigenti e funzionari fedeli ma incapaci, secondo l'andazzo che in questo Paese dura da molto tempo con uno "spoil system" di fatto, neppure regolamentato da norme trasparenti, che certo le sinistre usano in modo assai massiccio, ma di cui i neo e vetero craxiani sono, per tradizione, dei vecchi maestri....
    Ma sono questioni del menga. La sostanza è che ci sono dirigenti comunali preposti a uffici competenti per materia in questioni dove il diritto di famiglia (e dintorni) dovrebbe essere conosciuto a menadito, che non conoscono neppure l'art. 144 del Codice Civile. E sono lì da anni con piena soddisfazione dei sindaci: rossi, verdi, neri, bianchi, gialli e a pallini.


    Saluti LIBERALI

  5. #35
    Dai che non c'ho tempo
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    Citazione Originariamente Scritto da Pieffebi Visualizza Messaggio
    Che l'Amministrazione sia retta da "Forza Italia" è detto, fra l'altro, "per inciso", cerca su un buon dizionario che cosa significa. Che la separazione fra "politica" e "gestione", frutto delle riforme fasulle dei primi anni novanta del secolo scorso (come anche la "privatizzazione del pubblico impiego", che se intesa come viene intesa dai genietti del neocraxismo "antimercatista" la prima dovrebbe farci dire:.........ma se il pubblico impiego è già "privatizzato", di che diavolo stiamo parlando?) implichi una irresponsabilità politica ......dei sindaci e assessori .....è la favola che consente alla burocrazia italiana di rimanere a livelli di efficienza da terzo mondo attuale, con buona coscienza di tutti. Altro che assenteismo e sparate nel mucchio per esaltare gli allocchi e gli assenteisti cronici del parlametno europeo saliti in cattedra di fustigatori.....
    Del resto non era il signor Brunetta, quando si candidò a sindaco ......, che disse che voleva rivoluzionare l'amministrazione burocratica del comune di Venezia? Dunque un sindaco può farlo, o magari, più modestamente, potrebbe astenersi dal far assumere dirigenti e funzionari fedeli ma incapaci, secondo l'andazzo che in questo Paese dura da molto tempo con uno "spoil system" di fatto, neppure regolamentato da norme trasparenti, che certo le sinistre usano in modo assai massiccio, ma di cui i neo e vetero craxiani sono, per tradizione, dei vecchi maestri....
    Ma sono questioni del menga. La sostanza è che ci sono dirigenti comunali preposti a uffici competenti per materia in questioni dove il diritto di famiglia (e dintorni) dovrebbe essere conosciuto a menadito, che non conoscono neppure l'art. 144 del Codice Civile. E sono lì da anni con piena soddisfazione dei sindaci: rossi, verdi, neri, bianchi, gialli e a pallini.


    Saluti LIBERALI
    Eccola lì una cosa sensata.
    Gli strumenti per rimuovere l'inefficienza, la pigrizia o l'ottusità da un ufficio pubblico non ci sono.
    alla politica spetta il compito di trovarli, vero, ma è davvero molto difficile, a meno di ricorrere ad una dittatura.
    ed anche lì..sarebbe dura.

  6. #36
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    Citazione Originariamente Scritto da Valerio2 Visualizza Messaggio
    I due scritti restano valutabili esattamente quanto il CV. Quindi il tuo ragionamento rimarrebbe confinato al 25% (relativo alla prova orale).
    Tante volte un CV importante, per un ricercatore, non è di per sé così discriminante. Non mi pare che tale figura sia in vetta alla carriera accademica. Anzi, se non sbaglio, si tratta proprio del primo gradino. In questo caso non mi pare troppo alieno selezionare i candidati in base alle potenzialità ed alle capacità, piuttosto che alle esperienze. Se così non fosse, i "soliti noti" terrebbero sempre le giovani promesse lontane dalla possibilità di accedere alla carriera.

    Inoltre vedo con un certo sospetto le tue accuse di disonestà nella valutazione delle competenze. So quanto nepotismo affligga l'ambiente universitario, ma privilegiare il CV non mi pare una soluzione tanto idonea. Magari vedrei meglio un diverso criterio nel formare le Commissioni.


    Beh, qui l'accusa di malafede è fin troppo evidente, e non mi pare tanto giustificata nel caso di Brunetta. Hai per caso notizie su di lui che avvalorino i tuoi sospetti? O è un'accusa generica verso questo governo, magari riconducibile ad una diversa militanza?

    Quello che BOY74 ha ipotizzato/suggerito, oltre a coincidere esattamente con quello che è il mio pensiero sulla PA, mi pare non solo facilmente realizzabile in un ottica di revisione delle piante organiche, ma anche accettabile dai colpiti, che si vedrebbero ridotti ad un ruolo di minor impegno (piuttosto che licenziati), soluzione molto equa, razionale e funzionale.
    Guarda, i "soliti noti" hanno cv pessimi. In tutto il mondo i ricercatori sono reclutati in base al cv (quasi unicamente) e generalmente ad un colloquio nel quale i migliori (in base al cv) espongono quelle che saranno le linee di ricerca che vorranno sviluppare.
    Un esame come avviene in Italia ha un solo scopo, quello di annullare la comprovata idiozia del "figlio del politico", che in quanto poco incline sarebbe in genere più portato a mansioni come il garzone o lo spazzino da spiaggia come dimostra il fatto che non ha pubblicazioni o partecipazioni a progetti internazionali di ricerca. In questo modo, una valutazione soggettiva, da parte di una commissione che nel 90% dei casi ha competenze ben inferiori a molti candidati, e che ha ordini precisi su chi deve e chi non deve vincere... ha un compito agevolato.
    Io so di orali in cui i candidati in 3 minuti (tre!) dovevano descrivere il loro piano quinquennale di direzione di istituti del CNR con oltre 1000 dipendenti! E logicamente quello dal cv peggiore vinceva ribaltando il punteggio iniziale...

    Una cosa ragionevole (un primo passo) la hai detta tu sarebbe quella di nominare le commissioni in base a criteri più seri, inserendovi esperti internazionali poco inclini alle mafiate: sai che se lo proponi rischi il linciaggio?

    Infine si, sono un po in malafede, ma ne contro Brunetta, ne contro il Governo... più in generale contro i disonesti, specie se poi vantano la loro onestà.
    Ciaociao!

  7. #37
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    Citazione Originariamente Scritto da Gigione Visualizza Messaggio
    Eccola lì una cosa sensata.
    Gli strumenti per rimuovere l'inefficienza, la pigrizia o l'ottusità da un ufficio pubblico non ci sono.
    alla politica spetta il compito di trovarli, vero, ma è davvero molto difficile, a meno di ricorrere ad una dittatura.
    ed anche lì..sarebbe dura.
    Se la politica non può fare niente o poco più di niente, allora qualcuno deve spiegarmi di che cosa stiamo davvero parlando. Di "vendetta di classe" di bottegai e professionisti ed evasori fiscali sodomizzati da Visco che ora ci godono perchè le vittime, ammesso e non concesso che ce ne siano, sono altre?
    La prima cosa da dire è che prima della pigrizia e l'ottusità degli "uffici pubblici" si deve sapere che.....l'articolazione di detti uffici, il loro grado di efficienza o inefficienza, di pigrizia o altro è estremeamente diversificato, per comparti dell'amministrazione, per aree geografiche, settori, per singola Amministrazione e persino per singolo ufficio dell'Amministrazione. Che a volte gli uffici non sono ottusi, sono le norme che devono applicare che sono ottuse (mentre altre volte si tratta di interpretazioni ottuse di norme non chiarissime, perchè i politici - leggi: legislatore - scrivono le norme in modo assai peggiore di come dovrebbero, ad esempio, e sappiamo pure il perche').
    L'Amministrazione costa cara in Italia perchè si occupa ancora di cose di cui si potrebbero occupare altri, perchè se ne occupa con norme assurde e obsolete, perchè se ne occupa con impiego di mezzi (risorse umane, strumentali, eccetera) inadeguato (inadeguato perchè molto spesso eccessivo, perchè, qualche volta, insufficiente), perchè gli indirizzi vengono dati da politicanti che hanno la minima idea delle questioni che stanno trattando, perchè la politica è uscita dalla porta per entrare dalla finestra (attraverso "manager" politicizzati, non propriamente lungimiranti, messi al loro posto dai politicanti e che a questi rispondono non propriamente per risultati di gestione, ma soprattutto per fedeltà.....nei comportamenti, nelle scelte), perchè molti dirigenti, funzionari e dipendenti sono "pigri", negligenti, svogliati, poco capaci. Questi signori, a volte sono pigri per natura, spesso sono pigri perchè frustrati, demotivati o peggio da un sistema che non fa nulla ne' per stimolarne l'impegno, la responsabilità, la produttività, e che anzi qualche volta giunge a punire la troppa solerzia, se si scontra con determinati interessi consolidati (nella PA il bossing e il mobbing sono diffusissimi, ad esempio, e non a caso), troppo spesso meri interessi che un tempo si sarebbero detti "partitocratici". I contratti di lavoro dei vari contratti della PA sono all'insegna del livellamento, ovviamente verso il basso, sono fatti per fare sentire la stragrande maggioranza di impiegati e funzionari dei meri strumenti della dirigenza, non coinvolti nel raggiungimento degli obiettivi dell'Amministrazione se non, nel migliore dei cai, in maniera puramente virtuale e assolutamente marginale.
    Le "carriere" sono state abolite da parecchi lustri, i sistemi che le hanno sostituite, nel tempo, sono una vera gara al livellamento e alla frustrazione di ogni autentica meritocrazia, in un sistema per altro dove il "merito" non è affatto misurato oggettivamente, ma si traduce in una rappresentazione del grado di "fidelizzazione" che il dirigente di rango inferiore, il funzionario, l'impiegato, il tecnico, l'operaio hanno dimostrato di aver raggiunto verso il "manager" politicizzato o comunque di sicura nomina politica, che risponde in gran parte per il proprio grado di fidelizzazione dimostrato rispetto a chi lo ha posto al vertice di quella struttura pubblica, o poco ci manca.
    La selezione del personale, che "il pubblico concorso" dovrebbe garantire fatta secondo criteri oggettivi, trasparenti, eccetera, è....nella gran parte dei casi........quello che sappiamo. Oggi ci sono strumenti per cui una certa percentuale di dirigenti e funzionari è di fatto incardinata in posti più o meno di responsabilità senza neppure un vero concorso pubblico......seppure con contratti "a tempo determinato".
    L'assenteismo esiste? Certo, anche se pure qui la diversificazione fra ente e ente, fra comparto e comparto, fra settore e settore, fra area geografica e area geografica rischia di essere assai più rilevante che quella "media" fra lavoratori pubblici e privati.
    L'assenteismo va combattuto? Sicuramente, ma con norme che non si prefiggano solo "effetti annuncio" e poi siano per il 50% niente altro che la ripetezione di cose già esistenti da tempo (quindi false novità), per il 25% norme con effetto deteriore quando non meramente punitivo verso i VERI MALATI (il che è grave e controproducente), per il 25% l'introduzione di comportamenti che debbono essere sostenuti da un insieme di altri provvedimenti, altrimenti resteranno, di fatto, solo uno spauracchio, ossia molto fumo e ben poco arrosto, eccetera.
    Quindi di cose da fare ce ne sono fin troppe, e si DOVRANNO FARE, perchè la situazione (economica, sociale, politica, eccetera) LO IMPONE.
    Altrimenti tanto vale riconsegnare le chiavi del governo alla sinistruzza....

    Saluti liberali

  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da Pieffebi Visualizza Messaggio
    Io non sono berlusconiano, sono solo un liberal-(neo)conservatore (interclassista per principio) che pensa, quando riesce ancora a pensare, bene o male, giusto o sbagliato, con la propria testa. E auguro, nello spirito di "Berta Filava" (ai tempi di Nerone), lunghissima vita al signor ministro Brunetta.

    Shalom
    Caro PFB, ai NazionalSocialisti piacque tanto scialacquare col welfare tanto da aver innalzato a casta di intoccabili del sindicato parassiti come archivisti, contabili, ragionieri, bidelli, ... dediti all'accattonaggio della malattia non appena chiama qualche lavoro un poco più oneroso del nulla.


    Saluti Liberali

  9. #39
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    Se la politica non può fare niente o poco più di niente, allora qualcuno deve spiegarmi di che cosa stiamo davvero parlando. Di "vendetta di classe" di bottegai e professionisti ed evasori fiscali sodomizzati da Visco che ora ci godono perchè le vittime, ammesso e non concesso che ce ne siano, sono altre?
    La prima cosa da dire è che prima della pigrizia e l'ottusità degli "uffici pubblici" si deve sapere che.....l'articolazione di detti uffici, il loro grado di efficienza o inefficienza, di pigrizia o altro è estremeamente diversificato, per comparti dell'amministrazione, per aree geografiche, settori, per singola Amministrazione e persino per singolo ufficio dell'Amministrazione. Che a volte gli uffici non sono ottusi, sono le norme che devono applicare che sono ottuse (mentre altre volte si tratta di interpretazioni ottuse di norme non chiarissime, perchè i politici - leggi: legislatore - scrivono le norme in modo assai peggiore di come dovrebbero, ad esempio, e sappiamo pure il perche').
    L'Amministrazione costa cara in Italia perchè si occupa ancora di cose di cui si potrebbero occupare altri, perchè se ne occupa con norme assurde e obsolete, perchè se ne occupa con impiego di mezzi (risorse umane, strumentali, eccetera) inadeguato (inadeguato perchè molto spesso eccessivo, perchè, qualche volta, insufficiente), perchè gli indirizzi vengono dati da politicanti che hanno la minima idea delle questioni che stanno trattando, perchè la politica è uscita dalla porta per entrare dalla finestra (attraverso "manager" politicizzati, non propriamente lungimiranti, messi al loro posto dai politicanti e che a questi rispondono non propriamente per risultati di gestione, ma soprattutto per fedeltà.....nei comportamenti, nelle scelte), perchè molti dirigenti, funzionari e dipendenti sono "pigri", negligenti, svogliati, poco capaci. Questi signori, a volte sono pigri per natura, spesso sono pigri perchè frustrati, demotivati o peggio da un sistema che non fa nulla ne' per stimolarne l'impegno, la responsabilità, la produttività, e che anzi qualche volta giunge a punire la troppa solerzia, se si scontra con determinati interessi consolidati (nella PA il bossing e il mobbing sono diffusissimi, ad esempio, e non a caso), troppo spesso meri interessi che un tempo si sarebbero detti "partitocratici". I contratti di lavoro dei vari contratti della PA sono all'insegna del livellamento, ovviamente verso il basso, sono fatti per fare sentire la stragrande maggioranza di impiegati e funzionari dei meri strumenti della dirigenza, non coinvolti nel raggiungimento degli obiettivi dell'Amministrazione se non, nel migliore dei cai, in maniera puramente virtuale e assolutamente marginale.
    Le "carriere" sono state abolite da parecchi lustri, i sistemi che le hanno sostituite, nel tempo, sono una vera gara al livellamento e alla frustrazione di ogni autentica meritocrazia, in un sistema per altro dove il "merito" non è affatto misurato oggettivamente, ma si traduce in una rappresentazione del grado di "fidelizzazione" che il dirigente di rango inferiore, il funzionario, l'impiegato, il tecnico, l'operaio hanno dimostrato di aver raggiunto verso il "manager" politicizzato o comunque di sicura nomina politica, che risponde in gran parte per il proprio grado di fidelizzazione dimostrato rispetto a chi lo ha posto al vertice di quella struttura pubblica, o poco ci manca.
    La selezione del personale, che "il pubblico concorso" dovrebbe garantire fatta secondo criteri oggettivi, trasparenti, eccetera, è....nella gran parte dei casi........quello che sappiamo. Oggi ci sono strumenti per cui una certa percentuale di dirigenti e funzionari è di fatto incardinata in posti più o meno di responsabilità senza neppure un vero concorso pubblico......seppure con contratti "a tempo determinato".
    L'assenteismo esiste? Certo, anche se pure qui la diversificazione fra ente e ente, fra comparto e comparto, fra settore e settore, fra area geografica e area geografica rischia di essere assai più rilevante che quella "media" fra lavoratori pubblici e privati.
    L'assenteismo va combattuto? Sicuramente, ma con norme che non si prefiggano solo "effetti annuncio" e poi siano per il 50% niente altro che la ripetezione di cose già esistenti da tempo (quindi false novità), per il 25% norme con effetto deteriore quando non meramente punitivo verso i VERI MALATI (il che è grave e controproducente), per il 25% l'introduzione di comportamenti che debbono essere sostenuti da un insieme di altri provvedimenti, altrimenti resteranno, di fatto, solo uno spauracchio, ossia molto fumo e ben poco arrosto, eccetera.
    Quindi di cose da fare ce ne sono fin troppe, e si DOVRANNO FARE, perchè la situazione (economica, sociale, politica, eccetera) LO IMPONE.
    Altrimenti tanto vale riconsegnare le chiavi del governo alla sinistruzza....

    Saluti liberali
    bene, mi rimangio il pagliaccio e me ne scuso.
    Sai come funziona mediamente la p.a. e soprattutto sai il perchè.
    Continuo a non capire perchè ci hai infilato quel "giunta di forza italia" che non c'entra granchè.
    Va rivisto l'intero sistema, partendo dall'alto.
    Poi va beh, anche la giunta e i dirigenti locali possono e devono, ma devono poter contare su un appoggio sicuro, dopo di che metterci la volontà.
    Non ne faccio una questione di campanile, ho votato ds per due amministrazioni di fila a Genova.

  10. #40
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    E gli statali non si ammalano più
    Crollo del 37,1% delle assenze
    E gli statali non si ammalano più Crollo del 37,1% delle assenze

    ROMA - Un crollo verticale del 37,1 per cento. Di malati e di relative assenze nell'unico settore del pubblico impiego. Diventiamo un paese più sano. E anche più efficiente. E' il risultato del monitoraggio ordinato dal ministro per la Funzione Pubblica Renato Brunetta, "il miglior antidoto contro i fannulloni" come lo ha ribattezzato ieri il sottosegretario Gianni Letta, per misurare l'effetto reale del primo mese di vita del decreto anti-assenze. "Risultati sorprendenti" roteava ieri gli occhi il ministro pregustando il dato diventato ufficiale oggi che fotografa le presenze negli uffici nel luglio 2008 rispetto al luglio 2007. Dati che secondo il dicastero si traducono in 25 mila persone in più al lavoro e, quindi, "più servizi e maggiore qualità delle prestazioni".

    Già l'effetto annuncio era stato micidiale: il 15 per cento delle assenze per malattia in meno rispetto all'anno scorso nel periodo maggio-giugno, l'11 per cento in meno a maggio - in venti giorni perché il governo ha giurato l'8 maggio - il 20 per cento in meno a giugno. Significava 13.700 persone in più al lavoro nei due mesi, 250 mila invece che 212 mila. Soprattutto un paese più sano, dove le persone, nella fattispecie i dipendenti pubblici, si ammalano meno. In fondo possiamo anche vederla da questo punto di vista.

    Il 25 giugno è entrato in vigore il decreto (appena convertito dal Parlamento) e il fatidico articolo 71, quello che regola il nuovo regime delle assenze per malattia. E quindi: taglio allo stipendio, certificati obbligatori e non del medico curante "dopo il terzo evento di malattia nell'anno solare", obbligo della visita fiscale anche per un giorno solo di assenza. Titoloni sui giornali, servizi sui tg, del tipo "Potè più Brunetta della penicillina" e casi esemplari: Palazzo Vecchio ad esempio, sede del comune di Firenze dove iimprovvisamente non ci sono state più assenze per malattia. Dimezzate, in un colpo solo. Per non parlare delle inchieste, denunce e pedinamenti alle uscita secondarie dei vari palazzo e uffici. E si arriva a oggi.

    http://www.repubblica.it/2008/08/sez...annulloni.html

 

 
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