Più portaborse in Regione:
108 non bastano
di Roberta Giani
TRIESTE Più «portaborse». E meno contributi «rosa». Raccontano che Renzo Tondo e la Lega non gradiscono. Aggiungono che non sono i soli. Eppure, a poche ore dalla maratona d'aula sulla manovra estiva, i consiglieri di maggioranza rivelano che la tentazione c'è. Fortissima. Ed è già tradotta in un mini-pacchetto di emendamenti: emendamenti che, oltre a infliggere un duro colpo al «pink power», aumentano di oltre il 10% gli addetti di segreteria previsti nella dotazione di palazzo. «Li abbiamo esaminati in gruppo» rivelano nel Pdl. «Il Pdl ce li ha presentati in maggioranza» ammettono, smarcandosi, leghisti e centristi. «Non li abbiamo visti, ma il Pdl ce li ha annunciati» confermano, smarcandosi ancor più, nel Pd.
Clima carbonaro, ma non c'è da stupirsene: quegli emendamenti dall'esito incerto, «perché non è nemmeno detto che li depositiamo» giura un forzista e «perché è scontato che noi non li firmiamo» promette un leghista, sono potenzialmente esplosivi. Vanno a toccare (e non al ribasso), nei giorni di sacrifici e tagli, due benefit politici tutt'altro che popolari: i «portaborse», ovvero gli addetti di segreteria che accudiscono presidenti, assessori e consiglieri, e i contributi pubblici ai gruppi, da sempre garantiti, ma solo da aprile ripartiti in base al sesso, a tutto vantaggio delle donne.
I «portaborse», innanzitutto. Attualmente, in Regione, ce ne possono essere 108: costano sui 4 milioni di euro all'anno e guadagnano dai 2.461 ai 2.856 euro lordi al mese. Non sono tutti uguali: i due terzi in servizio sono dipendenti regionali a tutti gli effetti che, per cinque anni, lavorano a supporto dei politici; gli altri, i veri «portaborse», sono esterni e arrivano su chiamata. È la legge a stabilire a chi vanno assegnati. Ed è quella legge che il consiglio potrebbe cambiare: «Il dato di partenza è che, in questa legislatura, stiamo già risparmiando sugli addetti di segreteria: ne abbiamo una ventina in meno. Ma la situazione è squilibrata: i gruppi piccoli sono strafavoriti e i grandi strapenalizzati» spiega un forzista. Esemplifica un altro: «Il Pdl ha 21 consiglieri e 13 addetti, il Pd ne ha 17 e 12, mentre ad esempio Ds e Margherita separati arrivavano a quota 20. E intanto l'Udc ha 4 consiglieri e 4 addetti che, sommando quelli spettanti a chi ricopre cariche istituzionali, arrivano a 10». Un'«ingiustizia», insomma. Ed ecco, allora, gli emendamenti: il primo autorizza 7 assunzioni in più, togliendo dalla quota dei gruppi i 7 segretari dei presidenti di commissione, mentre il secondo aumenta il numero dei «portaborse» dei megagruppi Pdl e Pd: «In tutto - quantificano in maggioranza - sarebbero al massimo 13-14 assunzioni in più».
Non solo i «portaborse», però. Un altro emendamento, a sua volta «in progress», ridisciplina i contributi ai gruppi consiliari: oggi l'80% del budget totale, 183.667 euro mensili, viene suddiviso in parti uguali tra i 59 consiglieri e poi girato ai gruppi di appartenenza mentre il 20% residuo, 33.733 euro, viene ripartito solo tra le consigliere. In nome delle quote rosa. Risultato: un uomo porta in dote 2.490 euro al mese e una donna, ce ne sono solo tre, ben 14.734. «Ci sono almeno due ipotesi di emendamento. La prima - confidano in maggioranza - prevede di distribuire il 100% del budget in parti uguali, senza differenze di sesso, mentre la seconda prevede di ridurre al 5% la percentuale "rosa"».http://ilpiccolo.repubblica.it/detta...ne=EdRegionale





