









La guerra non è il bridge o il rugby, o una partita di calcetto. Non è pensabile una "parità di condizioni di partenza" come nel liberalismo.
Esistevano certo formalità e convenzioni ma questo avveniva quando i contendenti erano europei che si trattavano da pari.






Al tuo posto direi che con i mezzi di cui dispongono (tradotto: che abbiamo acconsentito a che se ne appropriassero) potrebbero scatenarsi, muoverci guerra, non si sa con quale risultato. Ma la semplice immigrazione dei "dannati della terra" non è decisamente un problema che non si possa affrontare mettendo da parte le superstizioni umanitarie e sentimentalistiche.


sarebbe vero se voialtri foste la maggioranza del paese.in realtà non è così.la stragrande maggioranza della gente per fortuna ha ancora una coscienza.e non è assatanata da quella che voi chiamate identità.sai quanto cazzo gliene frega alla gente dell'identità,con tutti i problemi che ha a mandare avanti la framiglia.

