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  1. #151
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  2. #152
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    Predefinito lasciamoli votare

    sono d'accordo che i senatori a vita possano votare , ci mancherebbe altro.
    Valgono però alcune osservazioni, come quella che essendo nominati al di fuori delle scaramucce, potrebbero eventualmente astenersi, però sono liberi di fare quello che vogliono.
    Cossiga il vero autore della vegliarda banda se la rideva.
    Contento lui, ma non contenti tutti.
    Ti potevi risparmiare la battuta sul comunismo dei vegliardi, essi non sono mai stati comunisti, al di fuori di napolitano, anzi erano tutti anticomunisti.
    Nella vecchiaia si sa si diventa più saggi e il sangue scorre meno nelle vene per cui qualche suggerimentino ci sta proprio tutto.

  3. #153
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da pergola2000@yahoo.it
    sono d'accordo che i senatori a vita possano votare , ci mancherebbe altro.
    Valgono però alcune osservazioni, come quella che essendo nominati al di fuori delle scaramucce, potrebbero eventualmente astenersi, però sono liberi di fare quello che vogliono.
    Cossiga il vero autore della vegliarda banda se la rideva.
    Contento lui, ma non contenti tutti.
    Ti potevi risparmiare la battuta sul comunismo dei vegliardi, essi non sono mai stati comunisti, al di fuori di napolitano, anzi erano tutti anticomunisti.
    Nella vecchiaia si sa si diventa più saggi e il sangue scorre meno nelle vene per cui qualche suggerimentino ci sta proprio tutto.

    La battuta sul KGB era un'ironia, proprio per dire che non si può affibbiar loro la solita etichetta di sovietismo. Fino a qualche giorgio prima Andreotti era il fiore all'occhiello della CDL ed ora invece "non vale più niente" nè come ex candidato PdR, nè come senatore... E' l'equivalente zolfa degli italiani all'estero: prima grandi e "liberali" equilibratori della democrazia italiana grazie alla loro esperienza a contatto con grandi democrazie... il giorno dopo invece inaffidabili elettori e faccendieri antagonisti in combutta coi senatori doppiogiochisti. Agli uni ed agli altri si vuole togliere il diritto di voto, mentre entrambi (con interessanti collezioni degli antenati) ne avrebbero da dire di cotte e di crude ancora prima di votare. Sarebbe giusto che gli "Anziani" del Senato abbiano diritto d'Arringa come per Cicerone per il bene della Patria.



    Moretti ad esempio ha appena ricordato una cosa fondamentale già contenuta in un vecchio ammonimento degli anni ottanta: se non si fà un vero antitrust non vi libererete mai degli ingambisti sempre ad un passo dal cesarismo, i quali solo per miracolo non hanno ancora tratto il dado.
    Dopodicchè le forze laiche potranno liberamente riprendere il loro cammino senza strumentalizzazioni illiberali e lavorare con le altre forze parlamentari.
    Come a dire che abbiamo qualcuno che manovra al pentolone che non dovrebbe trovarsi in cucina. I reggimenti da lasciare oggi oltre il Rubicone a gustarsi il litorale riminese sono le entità e le sostanze soggette all'Antitrust.

  4. #154
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    L'analisi dell'Ocse
    Segnali di ripresa frenati dalla debolezza del governo Prodi

    Secondo l'Economic Outlook dell'Ocse l'economia italiana mostra "segnali di ripresa". Il problema per l'istituto di ricerca è che la limitata maggioranza parlamentare e la frammentazione che caratterizza la coalizione di governo mettono a rischio le riforme strutturali di cui l'Italia ha bisogno per tornare a crescere stabilmente. "Il nuovo Governo italiano - si legge nel rapporto - ha annunciato la sua intenzione di realizzare urgenti riforme strutturali. Ma i rischi sembrano particolarmente alti. Appare infatti difficile fare le riforme necessarie, visti i limitati margini parlamentari e la natura frammentata della coalizione di Governo.



    Questo potrebbe avere ripercussioni sulla fiducia dei mercati, sulle finanze pubbliche e sulla crescita". Del resto, sottolinea il rapporto, "senza riforme strutturali da parte del nuovo Governo, a partire dalle liberalizzazioni, da una maggiore flessibilità salariale e da una riduzione della spesa pubblica, la stagnazione è destinata a persistere". Questo per la cronaca. Perché se andiamo alle valutazioni politiche, il quadro descritto dall'Ocse ci appare peggiore, tanto che vedremo presto se la fiducia al governo Prodi sarà in grado anche di ridare fiducia alla borsa che in queste ore appare in crisi. I mercati non possono contare su un governo che sembra la segreteria della Fiom, e che ancora non si è insediato e già annuncia una tassa sulle rendite finanziarie. E' chiaro che se mai qualcuno volesse investire da noi, in questo momento guarda già altrove. Certo all'economia c'è un tecnico di valore quale il professor Padoa Schioppa, che non ha bisogno dei nostri riconoscimenti. Ma la compagnia politica che lo ha seguito al ministero rischia di tarpargli le ali.

    Vedremo di capire quale sia l'idea del ministro dell'Economia sui conti, ma se davvero la situazione è così drammatica, la scorporazione di ministeri e il ridondante numero della compagine del nuovo esecutivo non saranno certo d'aiuto. Può anche darsi che gli italiani seguano diligentemente gli ukase di Visco sulle tasse, spinti da un improvviso senso di responsabilità morale, risolvendo tutti i problemi. Ma, per nostra esperienza, se non si dà la percezione di difendere gli interessi dello Stato, offrendo servizi e dimagrendo i costi dello stesso, i capitali dei cittadini tendono a volatilizzarsi. E solo le categorie più povere ed indifese finiscono nelle maglie strette del fisco. Con il che il deficit non si risana.

    Roma, 23 maggio 2006

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  5. #155
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    Tutti in conclave!
    Il Consiglio dei ministri ridotto ad un semplice organismo di partito

    Non è un segnale positivo che il presidente del Consiglio, ancora prima di avere la fiducia delle Camere, abbia fatto sapere di ritenere opportuno un "conclave" dei ministri da tenersi per un paio di giorni, probabilmente in qualche agriturismo alla moda.

    Il Consiglio dei ministri non è un organismo di partito, è un caposaldo istituzionale e si riunisce a Palazzo Chigi.

    Per quale motivo trasferirlo? Prodi vuole invitare i suoi ad una maggiore riservatezza lontano da occhi indiscreti? Cosa deve dire loro, Prodi, di tanto segreto?



    Le divisioni del suo governo e della sua coalizione sono evidenti ormai a tutti gli italiani, e resteranno, anche se porta i ministri in meditazione zen in Tibet. Il problema è, piuttosto, se il governo Prodi, nonostante le evidenti contraddizioni che lo percorrono e che si sono lette finora ogni giorno sui giornali e si continueranno a leggere, è comunque in grado di esprimere un'idea guida utile al Paese - oltre alla deliberata volontà di liberarsi da Berlusconi, come rivendica anche oggi Valentino Parlato sul Manifesto: "questo è un grande successo". Sarà anche, ma non basta. Perché ancora non si sa se il governo Prodi saprà governare, nonostante le sue infinite ed eclatanti debolezze. Per il momento l'unica cosa certa è l'occupazione gramsciana delle casematte dello Stato. Dalle più alte cariche istituzionali, alle presidenze dei gruppi parlamentari, ai posti delle commissioni. Ha cominciato con lo spacchettare i ministeri ed ora spacchetta i gruppi parlamentari per controllare financo i presidenti del gruppo misto o assicurarsi maggiori presenze nelle diverse commissioni di Camera e Senato. Tutte queste operazioni di tipo militare sono una palese debolezza di questa maggioranza, che fa fatica a riconoscersi come tale. Ma questa palese, spropositata debolezza, che si registra ad ogni occasione, non deve essere equivocata. Non è affatto detto che sia una condizione di precarietà del governo. Perché la protervia e l'arroganza con cui ci si muove sulla scena pubblica sono difficili da contrastare. Tanto che c'è già un quotidiano del nord che incita alla "rivolta". Forse è solo un modo di dire, ma il clima, anche dopo il dibattito sulla fiducia, non è dei migliori, ed il centrosinistra, passando da una proposta ad un'altra, forte anche solo dei suoi pochi voti, non fa nulla per renderlo accettabile.

    Roma, 24 maggio 2006

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  6. #156
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    Saponaro: Bianchi si dimetta
    Il vice segretario del PRI, Corrado De Rinaldis Saponaro, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

    Considerare il Presidente degli Stati Uniti "il peggior Presidente della storia recente" americana e dichiarare di essere fortemente emozionati per i discorsi del dittatore di Cuba è certamente legittimo. Ciascun cittadino italiano è libero di avere e di esprimere le proprie opinioni. Non altrettanto legittimo è, invece, fare dichiarazioni di tale insensatezza da parte di chi ricopre il ruolo di ministro della Repubblica, come è il caso del prof. Bianchi che dal giorno del suo ingresso al governo ha scoperto di avere un inesauribile spirito comunicativo su tutto lo scibile umano. Le sue dichiarazioni al "Corriere della Sera" pubblicate ieri rappresentano un palese quanto inaudito attacco al governo di un Paese amico e alleato con il quale non ci sembra il caso di innescare incidenti diplomatici. A questo punto il Presidente del Consiglio deve chiarire se il governo condivide o meno le linee di politica estera tracciate dal ministro Bianchi. In caso positivo è bene che gli italiani sappiano la verità, in caso negativo sarebbe quanto mai opportuno che il ministro Bianchi si dimettesse (o fosse dimesso) subito e senza esitazione.

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  7. #157
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    Dalla padella alla brace
    Il governo sull'Iraq costretto a rinviare la decisione del ritiro

    La Farnesina ha annunciato una decisione in tempi rapidi per ciò che concerne il mantenimento o meno della presenza militare italiana in Iraq. E questo conferma il sospetto di chi, vedi il quotidiano "il Riformista", ritiene che il governo Prodi non governi ancora e, dei suoi primi cento giorni, dieci li ha passati a discutere, altri dieci a decidere, i prossimi dieci chissà.

    Ma, facili ironie a parte, l'imbarazzo sulla vicende irachena è sintomatico di una coalizione lacerata, stretta fra gli impegni internazionali assunti con potenze alleate, Usa e Gran Bretagna, e le esigenze pacifiste, oltre ai roboanti slogan elettorali, di parti rilevanti della coalizione stessa.



    In queste ore, fra l'altro, il presidente statunitense ed il premier britannico hanno convenuto sui tanti errori commessi nell'intervento contro Saddam. Non c'erano le armi di distruzioni di massa, e vi sono stati gravi eccessi compiuti dalle forze occidentali e nei sistemi di detenzione - Abu Grahib - e nei rapporti con il personale del dissolto partito Baath. Ma Bush e Blair difendono a spada tratta l'avviato processo democratico nella regione, per il quale, nonostante la guerra, il terrorismo, la presenza militare straniera, l'80 per cento della popolazione è andato a votare e si è scelta un governo, accettando la sfida della piena rappresentanza.

    Questo processo va difeso ed incoraggiato: è il dato positivo ed irrinunciabile a fronte dei possibili errori commessi. Un dato positivo che è stato riconosciuto dallo stesso leader del partito di maggioranza relativa, l'onorevole Fassino, nel recente congresso dei Ds, verso il quale non è possibile voltare più gli occhi. E questo è tanto evidente da far sì che lo stesso ministro degli Esteri, on. D'Alema, abbia convenuto sulla necessità di mantenere una missione civile, la quale va protetta. Come si è compreso, questo stride con chi nella maggioranza continua a chiedere il ritiro immediato delle truppe, come fece a suo tempo Zapatero, o addirittura si illudeva di poterle ritirare a luglio.

    Quale che sia la decisione, avremo uno strappo inevitabile. O nei confronti del diritto all'aiuto di un popolo che si sta emancipando da una dittatura, o nei confronti di chi - sordo ad ogni ragione internazionale - pretende il ritiro e basta. Quando ci sarà questa decisione, il governo Prodi cadrà nella padella o nella brace, a piacer suo.

    Roma, 26 maggio 2006

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  8. #158
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    Predefinito Nei primi cento giorni ...


  9. #159
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    Quello strano effetto. Brancaleone

    Il governo Prodi è colpito dall’effetto Brancaleone. Una gaffe via l’altra tipica dei dilettanti allo sbaraglio, un discutere dell’universo politico senza sapere quello che si dice e, ahimè, quello che si è. In questa settimana ne hanno dette di tutti i colori, da Di Pietro sulle autostrade “spagnole” da bloccare, a Ferrero che vuole regolarizzare mezzo milione di clandestini da Visco che si autoproclama segretario del partito delle (nuove) tasse, a Bianchi col no secco al ponte di Messina e gli insulti a Craxi

    tratto da L'Opinione 29 maggio 2006

  10. #160
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    Predefinito Per nuvola rossa

    CAro Red Cloud
    inserisci l'articolo di Giavazzi oggi sul corriere dal titolo Prodi e le riforme, non riesco ad inseririla , tu che sei bravo lo puoi fare.
    Fanne un inizio di discussione e teniamolo sempre in evidenza eprche ce n edi carne al fuoco,
    potremo intitolarlo i consigli dei cento giorni. Anche se nel preambolo è un pò fumoso e di parte.
    Avevamo consigliato alcuni anni ( 2001 )fa come fare le riforme e cioè subito, ma il governo Berlusconi è stato più attento alle "sue" riforme che alle riforme di cui aveva bisogno l'Italia.
    Nella seconda parte del Governo Berlusconi questo è avvenuto, ora ci riprova Giavazzi.
    Vedremo cosa avrà da dire Prodi ai suoi nella riunione al di fuori di Palazzo ghigi.
    Certo non parleranno delle proposte Giavazzi, vedremo in seguito se il prode Giavazzi, già consigliere di D'Alema, riesce a rimanere sostenitore della Unione o Ulivo e come c.....zo si chiameranno.

 

 
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