Sì ma il punto è che, con o senza Platone, è necessario che lo Stato sia guidato da un'élite di uomini "superiori" per qualità e valore.
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Sì ma il punto è che, con o senza Platone, è necessario che lo Stato sia guidato da un'élite di uomini "superiori" per qualità e valore.
Volete pane o croissant? http://www.cultrura.net/images/M_images/pdf_button.png http://www.cultrura.net/images/M_images/printButton.png http://www.cultrura.net/images/M_images/emailButton.png Eddài, cercate di prendermi-catturarmi-comprendermi e non fate quel muso risentito perché non mi tocca la poesia della socialità, l’estasi dello stipendio, l’intrigo della distribuzione dei biglietti da visita e contrassegni di riferimento della BCE, le pene dei pezzenti che non si possono permettere la TV satellitare e non possono mandare i figlioli a fare il master universitario a Cambridge (dacché queste e non altre sono le conquiste dell’arrampicata di classe), degli sfrattati che chiederebbero solo un sofà dove guardarsi a oltranza Maria De Filippi.
La lagna non mi va, non mi piace, mi indispone. Ve lo immaginate, a Sparta, uno che ti fa il rosario delle sue magagnette e non le tace come esige il decoro? Rupe Tarpea per la direttissima. O la socialità (mollezza da disfacimento), o Sparta (l’essenzialità del comunismo castrense degli àristoi). In summa, o Sparta, o Napoli (chiagni e futti, chiagni e futti)…
Un uomo che sia uomo non si lagna, si ribella – e non incatenandosi davanti alla prefettura. Un uomo che sia uomo non scrive lettere ai giornali o a Raffaella Carrà, diventa brigante. Un uomo che sia uomo non si abbasserebbe mai a fare la questua, ma piglierebbe lo schioppo. Le mandrie dei bisognosi facessero un gesto vero, puro, alto di rivolta (oh, mica contaminare di rosso sintetico l’acqua di una fontana! Figuriamoci se Marinetti si sarebbe sporcato le mani per meno di un colorante naturale come il sangue, e figuratevi il sangue al posto dell’anilina da Giamburrasca…), e io li amerei perdutamente, quanto disprezzo ciò che è borghese. Totalmente.
Il punto è che non siamo più ai tempi in cui il popolo c’era ancora e strappava dalle radici gli “alberi della libertà”, che piazzisti giacobini di paté filosofico-morali con l’erre moscia (e non solo l’erre) piantavano in nome del sedicente riscatto dell’individuo (cfr. l’inquieto Settecento nostrano). C’era una volta il popolo, ma oggi non c’è più. Non c’è nella suburra multirazziale delle grandi e piccole città. Non c’è in campagna, dove gli africani hanno scalzato gli indigeni fiacchi nella raccolta dei pomodori. Non c’è nelle fabbriche. Il popolo è andato scuola, ha dimenticato i bovi e l’aratro, il taglio e il cucito, ed è diventato borghese, moderno. Più o meno agiato – e anche con il mutuo da pagare, anche sfrattato, anche preso a pesci in faccia dalla vita, resta borghese, con il feticcio dell’innocenza e dell’onestà civile, con la tremarella ai ginocchi al solo sentir parlare di efferatezza, di opere decidenti. Il ‘popolo’ di oggi ama i funerali, ma non chi li provoca. Ama i pretini laici, anche se non va più in chiesa. Ama le moralette, non la vita, che sa di terra e sole e sangue. Il ‘popolo’ di oggi, salvo alcuni eccentrici che confermano la regola, non è razzista: è tollerante, pacifico, ama il belato corale e multicolore. E se non ha razza, non è popolo. Che cosa, altrimenti, lo individuerebbe per tale? La bandiera molle del 25 aprile? I patri confini? La storia, tumultuosa ed equivoca: storia di tradimenti, rivolgimenti, infamie (che il popolo conosceva senza battere ciglio, inerte, correo)? Il popolo che, alla provocazione del Duce: “Volete pane o cannoni?”, esultava: “cannoni”, poi ha cambiato il padrone, ha mutato il campo bellico nella stalla democratica, e ha cominciato a belare “pane” con Togliatti e Berlinguer. E ancora “pane” con Moro e Rumor. E “pane” con Craxi e Andreotti. E ora, dei “cannoni” non gliene si può neanche parlare. E ora, al posto del “pane”, vuole solo i croissant.
8 agosto 2008
http://www.cultrura.net/index.php?op...=215&Itemid=39
Onore!
E pagare l' usura alle banche? E' giusto?
Non ti preoccupare, se c'è del buono in te leggendo testi validi le tenebre dell'ignoranza e dell'errore verranno dissipate, altrimenti pazienza, vuol dire che non c'era niente da fare. Un solo consiglio librario per quanto riguarda l'URSS, così chiudiamo l'OT: L'URSS di Lenin e Stalin di Andrea Graziosi, studio storico di grande spessore e di recentissima pubblicazione, così potrai vedere quanto bene fece Lenin ai contadini ed agli operai, NEP compresa.