Viviamo in un’epoca straordinaria: non abbiamo mai vissuto così a lungo né così bene, non siamo mai stati così ben nutriti, curati, abbigliati, intrattenuti, trasportati e ricchi nella millenaria storia dell’umanità. Gli straordinari vantaggi di cui godiamo non ci sono stati graziosamente elargiti dalla Provvidenza divina e non sono il frutto di illuminate politiche riformatrici. Sono il risultato del lavoro, dell’impegno e dell’intelligenza di miliardi di uomini e donne, ognuno dei quali si è dedicato al suo lavoro per ricavarne un beneficio personale e, così facendo, ha anche non intenzionalmente realizzato l’interesse dei suoi simili. E’ stato il coordinamento spontaneo dell’attività di miliardi di persone in tutti i Paesi del mondo che nel corso dei secoli ha consentito all’umanità di crescere, di prosperare, di progredire. La libertà delle relazioni economiche fra persone diverse non solo all’interno di uno stesso Paese ma anche abitanti in Paesi diversi, la “mano invisibile” del mercato, ha fatto raggiungere alla condizione umana livelli sempre più alti. Non possiamo consentire alla miopia degli incolti di intralciare il funzionamento dell’unico vero motore di crescita e di benessere diffuso. Come in passato, se vogliamo guardare al futuro con speranza e con ottimismo dobbiamo impedire alle forze ostili all’apertura internazionale di prevalere.
Queste considerazioni sono a mio avviso deprimenti. Purtroppo non vengono dalla sinistra, ma dalla destra. A parlare è un uomo che ho stimato molto e che adesso mi accorgo essere distante anni luce da me. E' Antonio Martino. Martino è tra i liberali il più "conservatore", ma questo testo non fa che allontanare i veri conservatori dai liberali. Il mio conservatorismo ha un sapore antico e nulla ha a che vedere con l'apologia della globalizzazione fattaci di questo liberal-progressista wiggish.
Il testo completo in pdf si trova qui
http://brunoleonimedia.servingfreedo...58_Martino.pdf




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