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Discussione: Presidopoli

  1. #1
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    Predefinito Presidopoli

    SCUOLA & GIOVANI

    "Vengono qui a 50 anni e dopo 6 mesi vanno via". La Uil: "Al Nord pochi laureati"
    Scuola, la Lega in rivolta

    "Dal Sud 117 presidi su 118"
    di SALVO INTRAVAIA

    ROMA - Più di 100 scuole del Nord a settembre saranno guidate da neo dirigenti scolastici del Sud. Con buona pace di chi non vede di buon occhio il fenomeno, la pattuglia dei capi d'istituto meridionali che dirigono le scuole settentrionali è in forte aumento. Così, dopo quello degli insegnanti, adesso è il momento dei dirigenti scolastici: i presidi e i direttori didattici di una volta. In Lombardia è già polemica.

    Dopo le esternazioni del leder della Lega Umberto Bossi contro i prof del Sud, alcuni esponenti del Carroccio hanno ripreso il tormentone e rincarato la dose: "La questione dei presidi è grave perché arrivano qui già cinquantenni, e se restano sei mesi è già tanto. Ma il problema è generale, riguarda tutti i dipendenti pubblici", dichiara Matteo Salvini, capogruppo del Carroccio al consiglio comunale di Milano. E continua: "In Lombardia servono pompieri, insegnanti e funzionari lombardi, non gente che scappa lasciando posti scoperti".

    Il fatto è che negli ultimi concorsi (banditi a livello regionale) per dirigente scolastico le istanze e gli idonei nelle aree meridionali del Paese sono stati tantissimi, parecchi di meno quelli delle regioni settentrionali. Meno vocazioni o commissioni giudicatrici più severe al Nord? Sta di fatto che su 118 posti vacanti per il 2008/2009 ben 108 saranno occupati da neodirigenti che hanno vinto il concorso in Sicilia, Calabria, Campania e Puglia. Quasi metà delle poltrone saranno occupate da dirigenti originari di Napoli e dintorni. E se a queste regioni aggiungiamo i 9 provenienti dalle Marche (che non è al Sud ma al Centro) arriviamo a 117: più del 99 per cento.

    "Probabilmente - dice il segretario generale della Uil scuola Massimo Di Menna - hanno contribuito tutti e due i fattori: meno domande e, forse, una maggiore selezione al momento delle prove d'esame. Ma quello che mi preme sottolineare è che al Nord i ragazzi trovano lavoro prima, e spesso non c'è necessità di andare all'università, cosa che al Sud fanno praticamente tutti. E quello per dirigente scolastico è un posto riservato ai laureati".

    La possibilità per i vincitori degli ultimi concorsi regionali (quello ordinario e quello riservato) di spostarsi da una regione all'altra è stata offerta dall'ex ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, con uno degli ultimi atti del precedente governo. Ma cosa sarebbe accaduto se non fosse stato modificato il meccanismo di assegnazione degli scranni più alti? "Da un paio d'anni gli incarichi di presidenza non esistono più e le scuole sarebbero rimaste praticamente senza un dirigente scolastico", spiega il leader della Uil.

    Infatti non è più possibile assegnare incarichi di presidenza (affidare cioè le scuole a insegnanti in possesso di determinati requisiti) e i 100 istituti del Nord sarebbero stati affidati ad un reggente: un preside che avrebbe gestito due scuole. "Il problema - conclude Di Menna - è che occorre una programmazione degli organici di lungo termine: bisogna bandire i concorsi periodicamente evitando che si creino troppi vuoti". Ma adesso sui posti di dirigente scolastico incombe il decreto legge 112 che "taglierà parecchi posti".
    (8 agosto 2008)

    http://www.repubblica.it/2008/07/sez...i-dal-sud.html

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  2. #2
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    vabbe se è per questo io mi ricordo che quando andavo alle medie era venuto un professore del nord al mio paese perchè si era pigliato moglie calabrese e lo avevano messo a fare il prof da noi e molti lo sfottevano e volevano che se ne andasse ma io ero contrario perchè secondo me non bisogna guardare dove si è nati se no si è razzisti soprattutto tra italiani. per me uno del nord può anche fare il prof al sud e viceversa; al nord ci sono molti professori del sud come ci sono molti lavoratori del sud che sono stati obbligati a lasciare il loro paese e si fanno il mazzo al nord e questo è un vantaggio per il nord che dovrebbe ringraziarli e non certo andare a vedere quanti sono e che accento hanno. e poi si sa che nei posti pubblici ci sono sempre più del sud che del nord perchè quelli del nord sono più portati a lavorare nelle ditte mentre quelli del sud se non ci fossero i posti dello stato non avrebbero lavoro. quindi è presto spiegato perchè i presidi sono del sud. piuttosto io sarei per dare un aiuto a chi va a lavorare in padania e per i nordici che vanno a lavorare al sud per favorire l'unità nazionale e mettere da parte i campanilismi

  3. #3
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    Bossi non vuole i prof del sud perchè hanno bocciato quell'ignorante di suo figlio.
    Se se ne vanno i prof dal nord, tornerete all'età della pietra, prima che nasca una generazione di professori lombardi(che non hanno mai voluto studiare)

    Secondo me tornerete all'epoca dei lanzichenecchi

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Gonzalo Visualizza Messaggio

    Bossi non vuole i prof del sud perchè hanno bocciato quell'ignorante di suo figlio.
    Se se ne vanno i prof dal nord, tornerete all'età della pietra, prima che nasca una generazione di professori lombardi(che non hanno mai voluto studiare)

    Secondo me tornerete all'epoca dei lanzichenecchi

    Fa caldo, vero?

  5. #5
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    Con l'autonomia ogni istituto decide sulla cultura da propinare ai propri studenti.

    Con presidi meridionali al nord si fa in modo di allevare i padani in un ambiente che distrugga il più possibile le loro radici e li ammaestri a pensare da itaGliani.

  6. #6
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    Ma come? prima dicevano che non c'è più gente del nord che vuole fare l'operaio e tutti si laureano, oggi ci dicono che al nord ci sono pochi laureati...
    Non so più sa dir, mejo che vo in ferie...

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da catanzarino Visualizza Messaggio
    ...e poi si sa che nei posti pubblici ci sono sempre più del sud che del nord perchè quelli del nord sono più portati a lavorare nelle ditte mentre quelli del sud se non ci fossero i posti dello stato non avrebbero lavoro. quindi è presto spiegato perchè i presidi sono del sud. piuttosto io sarei per dare un aiuto a chi va a lavorare in padania e per i nordici che vanno a lavorare al sud per favorire l'unità nazionale e mettere da parte i campanilismi

    Tipica scusa colonialista e quindi razzista. Alla faccia dell'unità nazionale.
    Se vedòm!

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Gonzalo Visualizza Messaggio
    Bossi non vuole i prof del sud perchè hanno bocciato quell'ignorante di suo figlio.
    Se se ne vanno i prof dal nord, tornerete all'età della pietra, prima che nasca una generazione di professori lombardi(che non hanno mai voluto studiare)

    Secondo me tornerete all'epoca dei lanzichenecchi
    toh, apro il computer dopo 10 giorni e c'è un deficiente nuovo, le idiozie però sono sempre le stesse, devono impararle da piccini....

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
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    "Vengono qui a 50 anni e dopo 6 mesi vanno via". La Uil: "Al Nord pochi laureati"
    Scuola, la Lega in rivolta

    "Dal Sud 117 presidi su 118"
    di SALVO INTRAVAIA

    ROMA - Più di 100 scuole del Nord a settembre saranno guidate da neo dirigenti scolastici del Sud. Con buona pace di chi non vede di buon occhio il fenomeno, la pattuglia dei capi d'istituto meridionali che dirigono le scuole settentrionali è in forte aumento. Così, dopo quello degli insegnanti, adesso è il momento dei dirigenti scolastici: i presidi e i direttori didattici di una volta. In Lombardia è già polemica.

    Dopo le esternazioni del leder della Lega Umberto Bossi contro i prof del Sud, alcuni esponenti del Carroccio hanno ripreso il tormentone e rincarato la dose: "La questione dei presidi è grave perché arrivano qui già cinquantenni, e se restano sei mesi è già tanto. Ma il problema è generale, riguarda tutti i dipendenti pubblici", dichiara Matteo Salvini, capogruppo del Carroccio al consiglio comunale di Milano. E continua: "In Lombardia servono pompieri, insegnanti e funzionari lombardi, non gente che scappa lasciando posti scoperti".

    Il fatto è che negli ultimi concorsi (banditi a livello regionale) per dirigente scolastico le istanze e gli idonei nelle aree meridionali del Paese sono stati tantissimi, parecchi di meno quelli delle regioni settentrionali. Meno vocazioni o commissioni giudicatrici più severe al Nord? Sta di fatto che su 118 posti vacanti per il 2008/2009 ben 108 saranno occupati da neodirigenti che hanno vinto il concorso in Sicilia, Calabria, Campania e Puglia. Quasi metà delle poltrone saranno occupate da dirigenti originari di Napoli e dintorni. E se a queste regioni aggiungiamo i 9 provenienti dalle Marche (che non è al Sud ma al Centro) arriviamo a 117: più del 99 per cento.

    "Probabilmente - dice il segretario generale della Uil scuola Massimo Di Menna - hanno contribuito tutti e due i fattori: meno domande e, forse, una maggiore selezione al momento delle prove d'esame. Ma quello che mi preme sottolineare è che al Nord i ragazzi trovano lavoro prima, e spesso non c'è necessità di andare all'università, cosa che al Sud fanno praticamente tutti. E quello per dirigente scolastico è un posto riservato ai laureati".

    La possibilità per i vincitori degli ultimi concorsi regionali (quello ordinario e quello riservato) di spostarsi da una regione all'altra è stata offerta dall'ex ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, con uno degli ultimi atti del precedente governo. Ma cosa sarebbe accaduto se non fosse stato modificato il meccanismo di assegnazione degli scranni più alti? "Da un paio d'anni gli incarichi di presidenza non esistono più e le scuole sarebbero rimaste praticamente senza un dirigente scolastico", spiega il leader della Uil.

    Infatti non è più possibile assegnare incarichi di presidenza (affidare cioè le scuole a insegnanti in possesso di determinati requisiti) e i 100 istituti del Nord sarebbero stati affidati ad un reggente: un preside che avrebbe gestito due scuole. "Il problema - conclude Di Menna - è che occorre una programmazione degli organici di lungo termine: bisogna bandire i concorsi periodicamente evitando che si creino troppi vuoti". Ma adesso sui posti di dirigente scolastico incombe il decreto legge 112 che "taglierà parecchi posti".
    (8 agosto 2008)

    http://www.repubblica.it/2008/07/sez...i-dal-sud.html

    Io quando un articolo inizia con parole tipo "la Lega in rivolta" non riesco a leggerlo. Perchè si è capito che per quanto si volti e si rivolti oramai non trema più nessuno, nessuno si sente minacciato e alla fine con 2 pacche sulle spalle la rimettono a tacere. Nemmeno incriminano più Bossi per l'offesa all'inno romano.

  10. #10
    Tyr
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    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
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    "Vengono qui a 50 anni e dopo 6 mesi vanno via". La Uil: "Al Nord pochi laureati"
    Scuola, la Lega in rivolta

    "Dal Sud 117 presidi su 118"
    di SALVO INTRAVAIA

    ROMA - Più di 100 scuole del Nord a settembre saranno guidate da neo dirigenti scolastici del Sud. Con buona pace di chi non vede di buon occhio il fenomeno, la pattuglia dei capi d'istituto meridionali che dirigono le scuole settentrionali è in forte aumento. Così, dopo quello degli insegnanti, adesso è il momento dei dirigenti scolastici: i presidi e i direttori didattici di una volta. In Lombardia è già polemica.

    Dopo le esternazioni del leder della Lega Umberto Bossi contro i prof del Sud, alcuni esponenti del Carroccio hanno ripreso il tormentone e rincarato la dose: "La questione dei presidi è grave perché arrivano qui già cinquantenni, e se restano sei mesi è già tanto. Ma il problema è generale, riguarda tutti i dipendenti pubblici", dichiara Matteo Salvini, capogruppo del Carroccio al consiglio comunale di Milano. E continua: "In Lombardia servono pompieri, insegnanti e funzionari lombardi, non gente che scappa lasciando posti scoperti".

    Il fatto è che negli ultimi concorsi (banditi a livello regionale) per dirigente scolastico le istanze e gli idonei nelle aree meridionali del Paese sono stati tantissimi, parecchi di meno quelli delle regioni settentrionali. Meno vocazioni o commissioni giudicatrici più severe al Nord? Sta di fatto che su 118 posti vacanti per il 2008/2009 ben 108 saranno occupati da neodirigenti che hanno vinto il concorso in Sicilia, Calabria, Campania e Puglia. Quasi metà delle poltrone saranno occupate da dirigenti originari di Napoli e dintorni. E se a queste regioni aggiungiamo i 9 provenienti dalle Marche (che non è al Sud ma al Centro) arriviamo a 117: più del 99 per cento.

    "Probabilmente - dice il segretario generale della Uil scuola Massimo Di Menna - hanno contribuito tutti e due i fattori: meno domande e, forse, una maggiore selezione al momento delle prove d'esame. Ma quello che mi preme sottolineare è che al Nord i ragazzi trovano lavoro prima, e spesso non c'è necessità di andare all'università, cosa che al Sud fanno praticamente tutti. E quello per dirigente scolastico è un posto riservato ai laureati".

    La possibilità per i vincitori degli ultimi concorsi regionali (quello ordinario e quello riservato) di spostarsi da una regione all'altra è stata offerta dall'ex ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, con uno degli ultimi atti del precedente governo. Ma cosa sarebbe accaduto se non fosse stato modificato il meccanismo di assegnazione degli scranni più alti? "Da un paio d'anni gli incarichi di presidenza non esistono più e le scuole sarebbero rimaste praticamente senza un dirigente scolastico", spiega il leader della Uil.

    Infatti non è più possibile assegnare incarichi di presidenza (affidare cioè le scuole a insegnanti in possesso di determinati requisiti) e i 100 istituti del Nord sarebbero stati affidati ad un reggente: un preside che avrebbe gestito due scuole. "Il problema - conclude Di Menna - è che occorre una programmazione degli organici di lungo termine: bisogna bandire i concorsi periodicamente evitando che si creino troppi vuoti". Ma adesso sui posti di dirigente scolastico incombe il decreto legge 112 che "taglierà parecchi posti".
    (8 agosto 2008)

    http://www.repubblica.it/2008/07/sez...i-dal-sud.html
    Bello schifo. Ma vale anche per l'università.
    Gli elementi con il livello più basso di preparazione dirigono l'istruzione italiana.
    Siamo a cavallo.
    Quando si vuole occupare un paese si mettono dirigenti e quadri foresti a dirigere gli autoctoni.
    Che lascino che siano gli istituti a decidere.
    Che schifo.
    E tutto perchè al sud imbrogliano sulle prove.
    italia di merda.

 

 
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