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Discussione: Brigandì e Cuba

  1. #31
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    Citazione Originariamente Scritto da hellas Visualizza Messaggio

    A Cuba i bambini chiedono l'elemosina ai turisti (e passano i poliziotti a farli scappare), gli atleti scappano per guadagnare, la Cina è un misto.
    Non per polemica, ma solo per precisare...

    A Cuba i bambini non chiedono l'elemosina. Probabilmente dei soldi non saprebbero cosa farsene.
    Ciò che chiedono ai turisti sono cose che lì non trovano: caramelle, giochi, fumetti, matite colorate...

    Nessuno soffre la fame e i bambini sono visibilmente in buona salute, alimentati ed istruiti. I dati sulla mortalità infantile sono a livelli di paese capitalista.

    Gli atleti scappano spesso, è vero. Vogliono guadagnare quanto i loro colleghi dei paesi capitalisti ed hanno ragione.
    Non tutti, comunque.
    Ne conosco personalmente che sono orgogliosi d'essere Cubani e, pur non essendo particolarmente ideologizzati, non hanno alcuna intenzione di abbandonare la propria terra.
    Certo se potessero liberamente andare e tornare...

  2. #32
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    Citazione Originariamente Scritto da YSBYSB Visualizza Messaggio
    Non per polemica, ma solo per precisare...

    A Cuba i bambini non chiedono l'elemosina. Probabilmente dei soldi non saprebbero cosa farsene.
    Ciò che chiedono ai turisti sono cose che lì non trovano: caramelle, giochi, fumetti, matite colorate...

    Nessuno soffre la fame e i bambini sono visibilmente in buona salute, alimentati ed istruiti. I dati sulla mortalità infantile sono a livelli di paese capitalista.

    Gli atleti scappano spesso, è vero. Vogliono guadagnare quanto i loro colleghi dei paesi capitalisti ed hanno ragione.
    Non tutti, comunque.
    Ne conosco personalmente che sono orgogliosi d'essere Cubani e, pur non essendo particolarmente ideologizzati, non hanno alcuna intenzione di abbandonare la propria terra.
    Certo se potessero liberamente andare e tornare...
    Ho riportato l'esperieza di una coppia di amici andati in vacanza (ripensandoci non escludo tu abbia ragione).
    Poi ci sarebbe da dire in merito alla posizione dei paesi comunisti sulle minoranze (omosessuali, persone con disabilità).
    Non mi pare se la passino bene.
    Per quanto mi riguarda, per me, fascimo e comunismo sono tali e quali: ci si affida a terzi per risolvere i propri problemi.
    Una dottrina che può andare bene per la maggioranza della popolazione ma non per tutti.
    E, in ogni caso, una dottrina che tende all'omologazione.
    Tra l'altro la posizione del comunismo italiano è semprre stata ridiciola:
    - organizzazione statalista (ok);
    - demonizzazione delle forze dell'ordine (nei paesi comunisti è il contrario);
    - sesso, droga e rock and roll (ditelo ai cittadini dell'ex- URSS).
    - chi è ricco è comunque cattivo, chi è povero va difeso a prescindere, chi è criminale è vittima della società capitalista.
    Chiamati a conservarsi il posto al comune molti sindaci comunisti hanno svoltato a destra (rif. comune di Firenze).
    E' chiaro che una sinistra di questo tipo, nè carne, nè pesce non possa governare il paese.
    Veltroni ne è l'emblema (le sue famose dichiarazioni "mi sono iscritto al PCI in quanto anticomunista" o il mito di Kennedy).
    Il Governo di destra, bene o male, ha fatto; Brunetta sta facendo lavorare gli statali, Zaia almeno qualcosa di agricoltura lo capisce.
    Abbiamo un mafioso a capo del goveno (ed è un problema serio e un rischio per la democrazia) ma soprattutto ci stiamo abituando a tutto.
    Una volta un cabarettista disse: ce l'hanno messo nel culo, ma il problema è che ci stiamo abituando".
    E siamo un Paese vecchio e stanco. La generazione del '66 -75 è costituita da precari che lottano con il coltello tra i denti.
    L'Italia (dati epidemiologici alla mano) ha cancellato una generazione: manncano i nosti figli (i figli delle persone che adesso hanno tra 30 e 40 anni).
    Con 1/3 del paese che vive di regole propria, una recessione iniziata e il peggiore debito pubblico del mondo.
    La vedo veramente dura, anche perchè non sta cambiando nulla: il clientelismo è crescuto la corruzione è cresciuta.

  3. #33
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    Citazione Originariamente Scritto da YSBYSB Visualizza Messaggio
    Sì, è vero.
    Ma rimane un'utopia che non ha mai visto la propria realizzazione, né mai la vedrà.
    Nella stessa Cuba, dalla quale il nostro discorso è partito, il comunismo -o meglio il tentativo di concretizzazione dell'ideologia- non garantisce alcuna felicità.

    E' un fatto però che sia l'unico aspetto di sé che i paesi socialisti, nel tantativo di raggiungimento del comunismo, ovunque, ci abbiano mostrato.
    Il Comunismo non è un paradiso in terra, è un modo più giusto di vivere.
    E aggiungo, non confondiamo il Socialismo con il Comunismo, perchè sono fasi diverse. E a dirla tutta nessun Paese Socialista è mai passato nella fase Comunista, in quanto avrebbe dovuto rinunciare alla forma statale: per passare alla fase successiva è necessario che almeno la maggior parte del mondo sia Socialista.
    Citazione Originariamente Scritto da Max_s Visualizza Messaggio
    Non voglio aprire una discussione OT, ma tanto per evitare che le affermazioni di Kefiah passino come accettate o approvate da tutti qui sul forum, dico anche la mia:

    Il comunismo premia coloro che fanno meno degli altri e punisce quelli che fanno del bene alla società sviluppandone l'economia.
    In termini di giustizia non può che finire in una iniqua dittatura perché si considera lo stato, e quindi i burocrati fannulloni dalla pancia piena, superiori all'individuo.
    edit: vedo che ci ha già pensato qualcun altro, meglio così.
    I burocrati fannulloni dalla pancia piena sono esattamente il bersaglio su cui Lenin si scaglia per metà dei suoi libri.
    Quanto alla fannullonaggine diffusa, è una balla colossale: dove è nato il mito di Stachanov, se non nella Russia Sovietica? Dov'è che il Partito ha speso pesantemente in tempo, energie e risorse negli incentivi ai lavoratori più assidui, se non nella Cuba di Castro?
    Ricordiamoci poi che il Lavoro è sempre stato una bandiera del movimento Comunista, l'anima della sua organizzazione: il Lavoro, come mezzo per realizzarsi e stare in pace con se stessi, come mezzo per fare del bene, è sempre stato valorizzato.

    Citazione Originariamente Scritto da hellas Visualizza Messaggio
    Sarà, ma è l'unico comunismo che ho visto realizzato concretamente. Che il comunismo favorisca l'eccellenza, assolutamente no. Visto che chi fa di più viene bastonato. Si veda la politica di Bertinotti sull'orario i lavoro in fabbrica.
    Ti rimando a quello che ho scritto poco sopra, facendo un inciso: il discorso sull'orario di lavoro in fabbrica è dato semplicemente dall'allegro uso che i padroni fanno degli straordinari, soprattutto con i precari: chi, se ha il contratto da rinnovare tra una settimana, rifiuta al datore di lavoro due ore di straordinario in più, pure se è già arrivato alle due di notte?

    Fammi un esempio di paese comunista che eccelle. A Cuba i bambini chiedono l'elemosina ai turisti (e passano i poliziotti a farli scappare), gli atleti scappano per guadagnare, la Cina è un misto.
    Chi resta: il Vietnam?
    A parte l'inesattezza su Cuba, già spiegata, ribadisco la differenza tra Comunismo e Socialismo, aggiungendo che nei paesi in cui ci sono stati governi Socialisti, la situazione economica e sociale è sicuramente migliorata, e non di poco. La Russia, ad esempio, partiva da uno stato feudale e arrivò in pochi decenni ad essere una potenza industriale più sviluppata dei Paesi europei.

    Il comunismo è: assistenza sociale e privilegi per i compagni.
    L'assistenza sociale esiste pure qua ed è quello che permette ai malati in ospedale di vivere.
    I privilegi per i Compagni non ci sono in nessun programma "storico" (tipo il Manifesto di Marx e Engels), che sia una conseguenza naturale della Rivoluzione, è molto discutibile.

    Soprattutto il comunismo è "lo stato che decide per il singolo".
    Tra comunismo e fascismo non c'è differenza. Vedi la politica della lega (con svolta a sinistra - es.: malpensa- o la politica sociale di forza nuova).
    Chiunque abbia studiato, anche poco, sa che il fascismo era una dottrina di sinistra (non di destra).
    Evidentemente confondi Fascismo con Comunismo e viceversa, senza cogliere le abissali differenze tra le due dottrine.

    Tipicamente il Paese che eccelle in tutto (gli USA) è comunista............
    L'italia, paese per metà comunista, è il paese più arretrato della CE (tolti i paesi ex comunisti e la Grecia).
    Deve essere Bertinotti a dirmi quanto devo lavorare?
    Perchè? Se mi servono soldi me li dà lui?
    Non ho capito cosa vuoi dire

    Il Sig. Bertinotti, come tutti i sindacalisti, non ha mai lavorato in vita sua (come è emerso dalle ore di assenza dal lavoro dei compagni sindacalisti).
    L'unico loro concetto è essere mantenuti dagli altri.
    Prendere ai ricchi per dare a quelli che non hanno voglia di fare una mazza.
    Ecco l'essenza del comunismo.
    Se i sindacalisti non lavorano, io sono certamente la Regina di Inghilterra. E di sindacalisti ne conosco parecchi.

    Comunisti, dovrete passare sul corpo dei Veneti (e credo anche dei Friulani).
    Sono Veneziano.
    Siete voi che dovete passare sui nostri corpi, voi che vi dite tanto per il territorio e poi lasciate che la gente crepi a Marghera per l'amianto, voi che appoggiate quell'opera criminale e distruttiva che è il MoSE, voi che il massimo che riuscite a fare è protestare contro una pacifica comunità di nomadi che sta qua da molto più tempo di voi!

  4. #34
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    Citazione Originariamente Scritto da Lord Kefiah Visualizza Messaggio
    No, il Comunismo è autogestione, è cooperazione, Comunismo significa che tutti hanno le stesse opportunità di eccellere e che a tutti è garantito il diritto di realizzarsi.
    L'oppressione statalista che dipingi tu non ha nulla a che vedere con il Comunismo.

    Eh già... non è Carletto Marx, e tutti i beoti che ci vanno dietro, ad avere scritto una mancia di caxxate che economicamente e scientifivcamente, non stanno in piedi. (comprati un libro di economia e scoprirai che non si usano le analisi marxisti per spiegare le dinamiche economiche, semplicemente perchè non funzionano)

    Sono i comunisti a non avercela fatta.

  5. #35
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    Citazione Originariamente Scritto da Lord Kefiah Visualizza Messaggio
    Il Comunismo non è un paradiso in terra, è un modo più giusto di vivere.
    Con 100 milioni di morti accertati e altrettanti teorici ma probabili (V. Bukowsky), è più corretto affermare che è un modo piuttosto efficace per sterminare il genere umano.

  6. #36
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    Citazione Originariamente Scritto da Lord Kefiah Visualizza Messaggio
    Il Comunismo non è un paradiso in terra, è un modo più giusto di vivere.
    SECONDO TE.

    I burocrati fannulloni dalla pancia piena sono esattamente il bersaglio su cui Lenin si scaglia per metà dei suoi libri.
    Quanto alla fannullonaggine diffusa, è una balla colossale: dove è nato il mito di Stachanov, se non nella Russia Sovietica? Dov'è che il Partito ha speso pesantemente in tempo, energie e risorse negli incentivi ai lavoratori più assidui, se non nella Cuba di Castro?
    Ricordiamoci poi che il Lavoro è sempre stato una bandiera del movimento Comunista, l'anima della sua organizzazione: il Lavoro, come mezzo per realizzarsi e stare in pace con se stessi, come mezzo per fare del bene, è sempre stato valorizzato.

    Certo che è stato valorizzato, incentivato, si son spese risorse organizzative e si son creati miti, perché anche i capi sapevano benissimo che lavorare per nulla in cambio (proprietà) è condizione da schiavo non da uomo e la gente avrebbe quindi presto smesso di farlo senza un lavaggio del cervello fatto dalla propaganda o un fucile puntato alla schiena, come è infatti accaduto.

  7. #37
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    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Con 100 milioni di morti accertati e altrettanti teorici ma probabili (V. Bukowsky), è più corretto affermare che è un modo piuttosto efficace per sterminare il genere umano.
    Trovami il punto nelle dottrine Comuniste in cui si indica come sterminare la gente (ammesso e non concesso che quei morti ci siano stati, beninteso).

    Ora che non l'hai trovato e quindi è chiaro che è tutto un discorso di pratica, che se vuoi possiamo analizzare assieme.

    Citazione Originariamente Scritto da Max_s Visualizza Messaggio
    SECONDO TE.
    Certo che è stato valorizzato, incentivato, si son spese risorse organizzative e si son creati miti, perché anche i capi sapevano benissimo che lavorare per nulla in cambio (proprietà) è condizione da schiavo non da uomo e la gente avrebbe quindi presto smesso di farlo senza un lavaggio del cervello fatto dalla propaganda o un fucile puntato alla schiena, come è infatti accaduto.
    Appunto a margine: con l'abolizione della proprietà privata non si intende l'eliminazione di ogni proprietà, ma solo la soppressione della proprietà privata dei mezzi di produzione.

  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da Lord Kefiah Visualizza Messaggio

    Il Comunismo non è un paradiso in terra, è un modo più giusto di vivere.
    E aggiungo, non confondiamo il Socialismo con il Comunismo, perchè sono fasi diverse. E a dirla tutta nessun Paese Socialista è mai passato nella fase Comunista, in quanto avrebbe dovuto rinunciare alla forma statale: per passare alla fase successiva è necessario che almeno la maggior parte del mondo sia Socialista.
    Che sia un modo più "giusto" per vivere è una tua opinione, che non condivido ma rispetto.
    Il fatto è che -ripeto- si limita ad essere una pura utopia.

    Quanto alle fasi, lo so bene.
    E se già nel socialismo reale, i principi all'atto pratico, sempre ed ovunque, si sono dimostrati fallimentari, tanto più palesemente l'idea comunista si dimostra inconciliabile con la natura umana.


    Citazione Originariamente Scritto da Lord Kefiah Visualizza Messaggio

    Dov'è che il Partito ha speso pesantemente in tempo, energie e risorse negli incentivi ai lavoratori più assidui, se non nella Cuba di Castro?
    Guarda che a Cuba non esiste un'idea di lavoro duro ed assiduo come lo possiamo intendere noi (e, tra l'altro, penso che questo sia un bene...).
    Il mito stakanhovista qui non ha mai trovato molti seguaci.

    Raul Castro, gradualmente, sta cercando ispirazione dal modello cinese, ma tutti sappiamo che le due realtà sono inconciliabili, a causa, non solo ma anche, di una diversissima propensione al lavoro dei due popoli.

    Credo, in realtà, che miri a ricreare in chiave moderna con la Cina il rapporto che vi era in passato con l'Unione Sovietica.
    Scommessa difficilissima da vincere, ma comunque l'unica possibile.


    Citazione Originariamente Scritto da Lord Kefiah Visualizza Messaggio

    Siete voi che dovete passare sui nostri corpi, voi che vi dite tanto per il territorio e poi lasciate che la gente ...
    Temo che tu stia facendo l'errore di molti e tu creda che questo sia un forum di leghisti. Federalisti, autonomisti, indipendentisti sì... ma di leghisti qui ce ne sono assai pochi.

  9. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da YSBYSB Visualizza Messaggio
    Che sia un modo più "giusto" per vivere è una tua opinione, che non condivido ma rispetto.
    Il fatto è che -ripeto- si limita ad essere una pura utopia.

    Quanto alle fasi, lo so bene.
    E se già nel socialismo reale, i principi all'atto pratico, sempre ed ovunque, si sono dimostrati fallimentari, tanto più palesemente l'idea comunista si dimostra inconciliabile con la natura umana.
    Di primo acchito potrei darti ragione, ma a mio parere non c'è un'evoluzione negativa comune a tutti i Paesi Socialisti, eccettuata forse la degenerazione in dittatura, ma questo è assolutamente risolvibile.

    Guarda che a Cuba non esiste un'idea di lavoro duro ed assiduo come lo possiamo intendere noi (e, tra l'altro, penso che questo sia un bene...).
    Il mito stakanhovista qui non ha mai trovato molti seguaci.
    Raul Castro, gradualmente, sta cercando ispirazione dal modello cinese, ma tutti sappiamo che le due realtà sono inconciliabili, a causa, non solo ma anche, di una diversissima propensione al lavoro dei due popoli.
    Credo, in realtà, che miri a ricreare in chiave moderna con la Cina il rapporto che vi era in passato con l'Unione Sovietica.
    Scommessa difficilissima da vincere, ma comunque l'unica possibile.
    Le situazioni sono tante e diverse, generalizzare la vita di un popolo intero è sempre rischioso...
    Quanto alla questione cinese, concordo.

    Temo che tu stia facendo l'errore di molti e tu creda che questo sia un forum di leghisti. Federalisti, autonomisti, indipendentisti sì... ma di leghisti qui ce ne sono assai pochi.
    Ammetto il mio errore e chiedo scusa se ho irritato qualcuno pensando questo, ma confermo quanto detto, visto che, almeno qui a Venezia, le posizioni sui temi che ho citato sono molto simili per tutte le organizzazioni indipendentiste, autonomiste etc..

  10. #40
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    [quote=Lord Kefiah;8378781]Il Comunismo non è un paradiso in terra, è un modo più giusto di vivere.
    E aggiungo, non confondiamo il Socialismo con il Comunismo, perchè sono fasi diverse. E a dirla tutta nessun Paese Socialista è mai passato nella fase Comunista, in quanto avrebbe dovuto rinunciare alla forma statale: per passare alla fase successiva è necessario che almeno la maggior parte del mondo sia Socialista.

    No, non è un modo più giusto, è un modo per scaricare le responsabilità e NON essere solidali.

    I burocrati fannulloni dalla pancia piena sono esattamente il bersaglio su cui Lenin si scaglia per metà dei suoi libri.
    Quanto alla fannullonaggine diffusa, è una balla colossale: dove è nato il mito di Stachanov, se non nella Russia Sovietica? Dov'è che il Partito ha speso pesantemente in tempo, energie e risorse negli incentivi ai lavoratori più assidui, se non nella Cuba di Castro?
    Ricordiamoci poi che il Lavoro è sempre stato una bandiera del movimento Comunista, l'anima della sua organizzazione: il Lavoro, come mezzo per realizzarsi e stare in pace con se stessi, come mezzo per fare del bene, è sempre stato valorizzato.

    Che i comunisti lavorino è assolutamente falso.
    Il lavoro non è visto come realizzazione personale ma solo come mezzo per assicurarsi lo stipendio.


    Ti rimando a quello che ho scritto poco sopra, facendo un inciso: il discorso sull'orario di lavoro in fabbrica è dato semplicemente dall'allegro uso che i padroni fanno degli straordinari, soprattutto con i precari: chi, se ha il contratto da rinnovare tra una settimana, rifiuta al datore di lavoro due ore di straordinario in più, pure se è già arrivato alle due di notte?

    Se tutti lavorano 36 ore la settimana, Tizio non può lavorarne 40, perchè crea tensione con gli altri, che lo ostacolano.
    Ho lavorato da esterno nel settore pubblico: la mezz'ora persa per il caffè alle 10, il fatto di iniziare a lavorare come fossi in fabbrica.
    Mi spiego: in laboratorio ti ci vuole mezz'ora per "preparare i macchinari", quindi per iniziare a lavorare alle 8 devi arrivare alle 7 e 30.
    Gli assunti a tempo indeterminato arrivavano alle 8 e si cambiavano con calma, gli assunti a incarico arrivavano alle 7.30. Per quanto mi riguarda sarei arrivato alle 7.30 anche se il contratto fosse stato a tempo indeterminato è una questione di "cultura del lavoro" che il comunista non ha.
    Anche il tuo discorso sui padroni è indicativo: l'unica forma di lavoro che concepisci è quella di lavoro dipendente (con il padrone cattivo che sfrutta l'operaio buono). So benissimo che molti imprenditori sfruttano (non tutti, c'è anche chi non specula), prova ad aprirti partita IVA ed a lavorare in proprio, vedtai che in 1 mese tutte le cazzate del comunismo crolleranno.


    A parte l'inesattezza su Cuba, già spiegata, ribadisco la differenza tra Comunismo e Socialismo, aggiungendo che nei paesi in cui ci sono stati governi Socialisti, la situazione economica e sociale è sicuramente migliorata, e non di poco. La Russia, ad esempio, partiva da uno stato feudale e arrivò in pochi decenni ad essere una potenza industriale più sviluppata dei Paesi europei.

    Mi pare che venga confermato che, nella scala di valori occindentale, i Cubani non abbiano tanta "voglia di lavorare". Dato questo che mi risultava anche dai soliti amici in vacanza. Si fa lo stretto indispensabile.


    L'assistenza sociale esiste pure qua ed è quello che permette ai malati in ospedale di vivere.

    Ho le qualifiche da dirigente sanitario, solamente chi non è mai stato male può dire che l'assistenza sanitaria in italia funzioni.
    E' fonte di sprechi, clientelismo, si erogano prestazioni sanitarie inutili al paziente finalizzate unicamente a creare posti di lavoro per fannulloni.
    Non esiste meritocrazia (ed è difficilissimo applicarla) per cui trovi la persona che lavora (con lo stesso senso di responsabilità del lavoratore autonomo) accanto al fannullone, ignorante imboscato.
    Non è possibile attuare la meritocrazia in sanità perchè i reparti funzionano a "catena", Caio inizia il lavoro, poi lo passa al fannullone Tizio che poi lo passa al lavoratore onesto Sempronio. Se non dai il premio di produttività anche a Tizio questo ti boicotta la catena.
    O si consente di licenziare (per cui i fannulloni vanno fuori dalle balle) o la meritocrazia non sarà mai applicabile.

    I privilegi per i Compagni non ci sono in nessun programma "storico" (tipo il Manifesto di Marx e Engels), che sia una conseguenza naturale della Rivoluzione, è molto discutibile.

    Ho avuto un capo comunista che si trombava la ricercatrice in laboratorio (d'altronde era diventata ricercatrice grazie a lui). Hanno il potere in mano (il potere di distribuire posti di lavoro) e lo utilizzano a fini propri.
    Dò il dottorato alla figlia del capitano della finanza o del tale amministratore (che quindi avranno un debito con me), oppure favori sessuali.
    Non è neanche detto che Tizia (giunta al posto di ricercatrice tramite fellatio) sia incapace ma, magari, c'era una "bruttina" (o non mignotta) più capace.
    Hai il potere in mano, un lavoro significa la possibilità di accendere un mutuo di metter su famiglia, sai quante persone sono disposte a tutto per questo? Per disperazione, per paura, per avidità.
    Il lavoratore deve garantire un servizio minimo: semplicemente tra le persone in grado di fornire questo servizio MINIMO si sceglie quella che conviene di più (perchè si prostituisce o ti consente di avere crediti con potenti).
    Ecco il vero volto del comunismo, aldilà di tutte le fesserie scritte sui libri.


    Evidentemente confondi Fascismo con Comunismo e viceversa, senza cogliere le abissali differenze tra le due dottrine.

    Il fascismo era dottrina di sinistra (Mussolini era un socialista). Sono tutte e due dottrine stataliste, in cui lo "stato" è superiore all'individuo. Entrambe le dottrine non prevedono la realizzazione del massimo sviluppo sociale tramite la realizzazione individuale dei singoli cittadini ma lo sviluppo sociale tramite l'azione dello stato che decide cosa debbano fare i cittadini.
    Ciò implica il dare un potere enorme in mano ai quadri del partito (da cui la corruzione, sempre presente in tali partiti). Mao si trombava le cinesi ventenni a settantanni, hanno intervistato un "neocapitalista cinese" che ha una attività commerciale a Pechino ottenuta tramite la madre che è un quadro del partito.
    Senza andare tanto lontano ti assicuro che, in Friuli, per insegnare allo IAL (che gestisce tutta la formazione friulana) ti ci vuole un referente (solitamente un comunista).
    Vuoi un esempio concreto: dirigente comunista, ex sindacalista, che risiede in un paesino della provincia di Gorizia (tra l'altro di origine veneta). Il gran troione non solo affitta a nero (a extracomunitari) un appartamentino di sua proprietà, ma ha fatto assumere il figlio alla Danielli (che così, forse, controllerà un po' meglio i lavoratori).
    Dai, non prendiamoci per il culo, potrei farti nomi e cognoni. Più troie dei comunisti non ne conosco.

    Se i sindacalisti non lavorano, io sono certamente la Regina di Inghilterra. E di sindacalisti ne conosco parecchi.

    Ecco i privilegi dei sindacalisti
    di Paolo Bracalini
    16 giugno 2008, tratto da Il Giornale

    Milano
    - Ci si può fingere malati, timbrare il cartellino e poi uscire a fare

    shopping, o passare la giornata chiacchierando alla macchinetta del caffè.

    Ma c’è un modo più sicuro per prendere lo stipendio senza lavorare in


    ufficio: fare il sindacalista. O meglio, il «distaccato». È questa una particolare


    specie di sindacalista, tra i 700mila in Italia (sei volte i carabinieri),


    che riesce a tenere il piede in due scarpe. Uno nell’organizzazione


    sindacale in cui fa carriera, l’altro nell’amministrazione pubblica di provenienza


    da cui riceve regolare stipendio, contribuiti, integrativi e premi


    produzione compresi, come se passasse il suo tempo in ufficio per davvero.


    L’esercito fantasma


    In Italia, nel settore pubblico, di «distaccati» ce ne sono stati 3.077 nel


    2006. Per lo Stato sono una doppia fregatura: perché li paga a vuoto e


    perché deve assumere un’altra persona per coprire il posto vacante. Per


    il sindacato invece sono una vera manna, manodopera a costo zero. Facendo


    due conti si vede che sui 20mila dirigenti e funzionari sindacali in


    Italia, uno su sei è a libro paga non del sindacato ma dei cittadini. Nomi,


    cognomi e stipendi li sapremo a breve, con la nuova «Operazione trasparenza


    » del terminator dei «fannulloni» pubblici, il ministro della Funzione


    pubblica Renato Brunetta. Che ieri, al Gazzettino, ha annunciato per


    questa settimana la pubblicazione dell’elenco completo dei sindacalisti


    distaccati e dei beneficiari di permessi nelle amministrazioni pubbliche.


    Scuola da record


    I più distaccati tra tutti sono i sindacalisti della scuola. Più di mille nel


    2006 hanno goduto dei privilegi stabiliti dal pacchetto di leggi varato una


    decina di anni fa. Negli enti pubblici non economici (Inps, Inpdap, Inail


    etc.) è distaccato un dipendente ogni 260, mentre nei ministeri è uno


    ogni 462. In compenso, se i distaccati dei ministeri sono in minoranza,


    guadagnano più degli altri, in media 27mila euro a testa. Ma tutti comunque


    riescono nell’eroica impresa di avanzare di carriera pur senza


    essere mai al lavoro. La bizzarria della legge prevede che, infatti, i sindacalisti


    distaccati siano equiparati ai lavoratori anche nei benefit e negli


    straordinari, per cui ottengono anche loro premi produttività, progressioni


    economiche e avanzamenti. Il tutto senza mettere mai piede al lavoro.


    Questo in verità succede solo nel settore pubblico, perché - di norma -


    quello privato il distaccamento non pesa sul vecchio datore di lavoro ma


    sul nuovo, cioè il sindacato.


    Il sindaco spazzino


    Così succede che il Comune di Firenze elargisca il premio di presenza anche


    al sindacalista assente, che Calabria e Campania li premino con le


    indennità di risultato, e che molti sindacalisti distaccati ricevano i buoni


    pasto per i pranzi che fanno altrove. E si badi, la richiesta di distaccamento


    sindacale è vincolante e va rispettata entro un mese se non si


    vuole finire davanti a un giudice. Domandare al povero sindaco di Sant’Angelo


    all’Esca, paesino di 900 abitanti in provincia di Avellino, costretto


    a fare anche lo spazzino quando l’unico suo dipendente comunale è


    stato «distaccato» dal sindacato.


    Corsia preferenziale


    Quando poi finisce il suo «distaccamento» il sindacalista trova, per legge,


    le porte spianate nel vecchio ente in cui lavorava. Perché c’è una norma


    astuta la quale prevede che il sindacalista abbia la precedenza sugli altri


    qualora chieda di riprendere servizio. Gli altri, cornuti e mazziati.


    La flessibilità?


    Parola che fa orrore ai sindacalisti, ma anche in questo si sono


    dovuti ricredere. Nel corso di un anno, spiega Stefano Livadiotti nell’Altra


    casta, la posizione di distacco può essere ripartita tra più dipendenti, oppure


    può diventare un part time. Il costo finale di tutti questi privilegi,


    per lo Stato, è di 125 milioni di euro (nel 2006).


    "L’espletamento"


    Ma i sindacalisti si assentano dal lavoro anche per altri ragioni. Ci sono i


    permessi per «l’espletamento del mandato», e ci sono le riunioni di organismi


    direttivi statutari del sindacato. I conclavi hanno occupato nel


    2005 la bellezza di 475.508 ore complessive di lavoro, con un costo sociale


    di 8.749.000 euro. Per calcolare invece le ore di permesso conviene


    passare all’unità mensile, per non avere cifre a troppi zeri. Per le


    8.400.000 ore di permesso a disposizione dei delegati sindacali in tutti i


    settori, pubblico e privato, il sistema Italia potrebbe perdere in linea teorica


    qualcosa come 154milioni di euro al mese.





    Cara Sua Maestà, come va? Tutto bene, il principino Henry è un pochino scavezzacollo. Complimenti per l'italiano.




    Sono Veneziano.
    Allora sai che in Veneto i comunisti hanno sempre raccolto poco.

    Siete voi che dovete passare sui nostri corpi, voi che vi dite tanto per il territorio e poi lasciate che la gente crepi a Marghera per l'amianto, voi che appoggiate quell'opera criminale e distruttiva che è il MoSE, voi che il massimo che riuscite a fare è protestare contro una pacifica comunità di nomadi che sta qua da molto più tempo di voi!

    Io non ho lasciato crepare nessuno, ho rimesso un paio di denti respirando xilene quando ero assunto con incarichi di ricerca allo zooprofilattico delle venezie.
    Eppure non ho mai fatto la vittima contro i cattivi padroni.
    Visto che conosci i nomadi e la loro cultura della legalità fatti dire come fanno ad avere macchinoni mostruosi con redditi inesitenti.
    I nomadi vivono di furti.
    Oppure fabbricano i soldi.
    Spiega.

 

 
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