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Discussione: Brigandì e Cuba

  1. #41
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    Citazione Originariamente Scritto da Lord Kefiah Visualizza Messaggio
    Trovami il punto nelle dottrine Comuniste in cui si indica come sterminare la gente (ammesso e non concesso che quei morti ci siano stati, beninteso).
    "I comunisti sdegnano di nascondere le loro opinioni e le loro intenzioni. Dichiarano apertamente che i loro fini possono esser raggiunti soltanto col rovesciamento violento di tutto l'ordinamento sociale finora esistente"
    Marx, Engels, Manifesto del Partito comunista, Laterza, 1976, p. 124. A cura di E . Cantimori Mezzomonti.

  2. #42
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    Ti rimando a quello che ho scritto poco sopra, facendo un inciso: il discorso sull'orario di lavoro in fabbrica è dato semplicemente dall'allegro uso che i padroni fanno degli straordinari, soprattutto con i precari: chi, se ha il contratto da rinnovare tra una settimana, rifiuta al datore di lavoro due ore di straordinario in più, pure se è già arrivato alle due di notte?



    Se tutti lavorano 36 ore la settimana, Tizio non può lavorarne 40, perchè crea tensione con gli altri, che lo ostacolano.
    Ho lavorato da esterno nel settore pubblico: la mezz'ora persa per il caffè alle 10, il fatto di iniziare a lavorare come fossi in fabbrica.
    Mi spiego: in laboratorio ti ci vuole mezz'ora per "preparare i macchinari", quindi per iniziare a lavorare alle 8 devi arrivare alle 7 e 30.
    Gli assunti a tempo indeterminato arrivavano alle 8 e si cambiavano con calma, gli assunti a incarico arrivavano alle 7.30. Per quanto mi riguarda sarei arrivato alle 7.30 anche se il contratto fosse stato a tempo indeterminato è una questione di "cultura del lavoro" che il comunista non ha.
    Se cedessimo sulle 70 e questa diventasse una consuetudine assodata, in quel laboratorio dovrebbero tutti andare a lavorare alle 70 (e chissà che poi non si arrivi alle 7:00), venendo retribuiti dalle 8:00. Questo non è giusto, è giusto invece che tutti possano arrivare alle 70 quando e come lo vogliano, ma che tutti siano tenuti ad esserci alle 8:00.

    Anche il tuo discorso sui padroni è indicativo: l'unica forma di lavoro che concepisci è quella di lavoro dipendente (con il padrone cattivo che sfrutta l'operaio buono). So benissimo che molti imprenditori sfruttano (non tutti, c'è anche chi non specula), prova ad aprirti partita IVA ed a lavorare in proprio, vedtai che in 1 mese tutte le cazzate del comunismo crolleranno.

    Il lavoro dipendente è quello che prendo in considerazione in quanto sbagliato, ma da qua a dire che non concepisco altre forme di lavoro c'è l'abisso di una risata.
    Sinceramente non vedo in nesso tra l'avere la partita IVA e il rinnegare il Comunismo, a parte forse i corti calcoli di tasca.

    A parte l'inesattezza su Cuba, già spiegata, ribadisco la differenza tra Comunismo e Socialismo, aggiungendo che nei paesi in cui ci sono stati governi Socialisti, la situazione economica e sociale è sicuramente migliorata, e non di poco. La Russia, ad esempio, partiva da uno stato feudale e arrivò in pochi decenni ad essere una potenza industriale più sviluppata dei Paesi europei.

    Mi pare che venga confermato che, nella scala di valori occindentale, i Cubani non abbiano tanta "voglia di lavorare". Dato questo che mi risultava anche dai soliti amici in vacanza. Si fa lo stretto indispensabile.
    Io a Cuba ci sono stato, e sono stato nei quartieri e nelle zone più povere.
    La mancanza di voglia di lavorare è uno stereotipo, per quanto l'idea di lavoro sia diversa (fortunatamente).



    L'assistenza sociale esiste pure qua ed è quello che permette ai malati in ospedale di vivere.

    Ho le qualifiche da dirigente sanitario, solamente chi non è mai stato male può dire che l'assistenza sanitaria in italia funzioni.
    E' fonte di sprechi, clientelismo, si erogano prestazioni sanitarie inutili al paziente finalizzate unicamente a creare posti di lavoro per fannulloni.
    Non esiste meritocrazia (ed è difficilissimo applicarla) per cui trovi la persona che lavora (con lo stesso senso di responsabilità del lavoratore autonomo) accanto al fannullone, ignorante imboscato.
    Non è possibile attuare la meritocrazia in sanità perchè i reparti funzionano a "catena", Caio inizia il lavoro, poi lo passa al fannullone Tizio che poi lo passa al lavoratore onesto Sempronio. Se non dai il premio di produttività anche a Tizio questo ti boicotta la catena.
    O si consente di licenziare (per cui i fannulloni vanno fuori dalle balle) o la meritocrazia non sarà mai applicabile.
    Questa è una mera scusa: possiamo dire che la sanità funzioni male, non possiamo dire che la sanità è condannata a funzionare male in quanto pubblica.


    I privilegi per i Compagni non ci sono in nessun programma "storico" (tipo il Manifesto di Marx e Engels), che sia una conseguenza naturale della Rivoluzione, è molto discutibile.

    Ho avuto un capo comunista che si trombava la ricercatrice in laboratorio (d'altronde era diventata ricercatrice grazie a lui). Hanno il potere in mano (il potere di distribuire posti di lavoro) e lo utilizzano a fini propri.
    Dò il dottorato alla figlia del capitano della finanza o del tale amministratore (che quindi avranno un debito con me), oppure favori sessuali.
    Non è neanche detto che Tizia (giunta al posto di ricercatrice tramite fellatio) sia incapace ma, magari, c'era una "bruttina" (o non mignotta) più capace.
    Hai il potere in mano, un lavoro significa la possibilità di accendere un mutuo di metter su famiglia, sai quante persone sono disposte a tutto per questo? Per disperazione, per paura, per avidità.
    Il lavoratore deve garantire un servizio minimo: semplicemente tra le persone in grado di fornire questo servizio MINIMO si sceglie quella che conviene di più (perchè si prostituisce o ti consente di avere crediti con potenti).
    Ecco il vero volto del comunismo, aldilà di tutte le fesserie scritte sui libri.
    Non puoi basare la tua conoscenza di una dottrina e un movimento solo sulla conoscenza che hai fatto di alcune persone. O meglio, non lo puoi fare parlando di cose senza nesso: puoi dare un punto di vista sulla Francia sentendo parlare il francese, non puoi dire che i francesi sono tutti balbuzienti se un parigino balbetta.



    Evidentemente confondi Fascismo con Comunismo e viceversa, senza cogliere le abissali differenze tra le due dottrine.

    Il fascismo era dottrina di sinistra (Mussolini era un socialista). Sono tutte e due dottrine stataliste, in cui lo "stato" è superiore all'individuo. Entrambe le dottrine non prevedono la realizzazione del massimo sviluppo sociale tramite la realizzazione individuale dei singoli cittadini ma lo sviluppo sociale tramite l'azione dello stato che decide cosa debbano fare i cittadini.
    Mussolini era socialista prima di diventare fascista e solo il fascismo è statalista.
    La differenza sostanziale nella direzione sta proprio nel fatto che, almeno in teoria, la Rivoluzione Comunista dovrebbe demolire lo Stato e porre l'organizzazione nazionale sotto la guida del Popolo (Sovieti e assemblee varie). Il fatto che i regimi Socialisti abbiano preso una piega statalista è dato semplicemente dal fatto che le guerre prima interne e poi internazionali spinsero i dirigenti ad accentrare il potere.

    Ciò implica il dare un potere enorme in mano ai quadri del partito (da cui la corruzione, sempre presente in tali partiti). Mao si trombava le cinesi ventenni a settantanni, hanno intervistato un "neocapitalista cinese" che ha una attività commerciale a Pechino ottenuta tramite la madre che è un quadro del partito.
    Senza andare tanto lontano ti assicuro che, in Friuli, per insegnare allo IAL (che gestisce tutta la formazione friulana) ti ci vuole un referente (solitamente un comunista).
    Vuoi un esempio concreto: dirigente comunista, ex sindacalista, che risiede in un paesino della provincia di Gorizia (tra l'altro di origine veneta). Il gran troione non solo affitta a nero (a extracomunitari) un appartamentino di sua proprietà, ma ha fatto assumere il figlio alla Danielli (che così, forse, controllerà un po' meglio i lavoratori).
    Dai, non prendiamoci per il culo, potrei farti nomi e cognoni. Più troie dei comunisti non ne conosco.
    A parte che non vedo il nesso tra il Friuli Capitalista e la Cina (almeno quella dell'epoca) Socialista, la corruzione è sempre stata combattuta dai Partiti Comunisti, da entrambe le parti della Cortina di Ferro.



    Se i sindacalisti non lavorano, io sono certamente la Regina di Inghilterra. E di sindacalisti ne conosco parecchi.

    Ecco i privilegi dei sindacalisti
    di Paolo Bracalini
    16 giugno 2008, tratto da Il Giornale

    Milano
    - Ci si può fingere malati, timbrare il cartellino e poi uscire a fare

    shopping, o passare la giornata chiacchierando alla macchinetta del caffè.

    Ma c’è un modo più sicuro per prendere lo stipendio senza lavorare in


    ufficio: fare il sindacalista. O meglio, il «distaccato». È questa una particolare


    specie di sindacalista, tra i 700mila in Italia (sei volte i carabinieri),


    che riesce a tenere il piede in due scarpe. Uno nell’organizzazione


    sindacale in cui fa carriera, l’altro nell’amministrazione pubblica di provenienza


    da cui riceve regolare stipendio, contribuiti, integrativi e premi


    produzione compresi, come se passasse il suo tempo in ufficio per davvero.


    L’esercito fantasma


    In Italia, nel settore pubblico, di «distaccati» ce ne sono stati 3.077 nel


    2006. Per lo Stato sono una doppia fregatura: perché li paga a vuoto e


    perché deve assumere un’altra persona per coprire il posto vacante. Per


    il sindacato invece sono una vera manna, manodopera a costo zero. Facendo


    due conti si vede che sui 20mila dirigenti e funzionari sindacali in


    Italia, uno su sei è a libro paga non del sindacato ma dei cittadini. Nomi,


    cognomi e stipendi li sapremo a breve, con la nuova «Operazione trasparenza


    » del terminator dei «fannulloni» pubblici, il ministro della Funzione


    pubblica Renato Brunetta. Che ieri, al Gazzettino, ha annunciato per


    questa settimana la pubblicazione dell’elenco completo dei sindacalisti


    distaccati e dei beneficiari di permessi nelle amministrazioni pubbliche.


    Scuola da record


    I più distaccati tra tutti sono i sindacalisti della scuola. Più di mille nel


    2006 hanno goduto dei privilegi stabiliti dal pacchetto di leggi varato una


    decina di anni fa. Negli enti pubblici non economici (Inps, Inpdap, Inail


    etc.) è distaccato un dipendente ogni 260, mentre nei ministeri è uno


    ogni 462. In compenso, se i distaccati dei ministeri sono in minoranza,


    guadagnano più degli altri, in media 27mila euro a testa. Ma tutti comunque


    riescono nell’eroica impresa di avanzare di carriera pur senza


    essere mai al lavoro. La bizzarria della legge prevede che, infatti, i sindacalisti


    distaccati siano equiparati ai lavoratori anche nei benefit e negli


    straordinari, per cui ottengono anche loro premi produttività, progressioni


    economiche e avanzamenti. Il tutto senza mettere mai piede al lavoro.


    Questo in verità succede solo nel settore pubblico, perché - di norma -


    quello privato il distaccamento non pesa sul vecchio datore di lavoro ma


    sul nuovo, cioè il sindacato.


    Il sindaco spazzino



    Così succede che il Comune di Firenze elargisca il premio di presenza anche


    al sindacalista assente, che Calabria e Campania li premino con le


    indennità di risultato, e che molti sindacalisti distaccati ricevano i buoni


    pasto per i pranzi che fanno altrove. E si badi, la richiesta di distaccamento


    sindacale è vincolante e va rispettata entro un mese se non si


    vuole finire davanti a un giudice. Domandare al povero sindaco di Sant’Angelo


    all’Esca, paesino di 900 abitanti in provincia di Avellino, costretto


    a fare anche lo spazzino quando l’unico suo dipendente comunale è


    stato «distaccato» dal sindacato.


    Corsia preferenziale


    Quando poi finisce il suo «distaccamento» il sindacalista trova, per legge,


    le porte spianate nel vecchio ente in cui lavorava. Perché c’è una norma


    astuta la quale prevede che il sindacalista abbia la precedenza sugli altri


    qualora chieda di riprendere servizio. Gli altri, cornuti e mazziati.


    La flessibilità?


    Parola che fa orrore ai sindacalisti, ma anche in questo si sono


    dovuti ricredere. Nel corso di un anno, spiega Stefano Livadiotti nell’Altra


    casta, la posizione di distacco può essere ripartita tra più dipendenti, oppure


    può diventare un part time. Il costo finale di tutti questi privilegi,


    per lo Stato, è di 125 milioni di euro (nel 2006).


    "L’espletamento"


    Ma i sindacalisti si assentano dal lavoro anche per altri ragioni. Ci sono i


    permessi per «l’espletamento del mandato», e ci sono le riunioni di organismi


    direttivi statutari del sindacato. I conclavi hanno occupato nel


    2005 la bellezza di 475.508 ore complessive di lavoro, con un costo sociale


    di 8.749.000 euro. Per calcolare invece le ore di permesso conviene


    passare all’unità mensile, per non avere cifre a troppi zeri. Per le


    8.400.000 ore di permesso a disposizione dei delegati sindacali in tutti i


    settori, pubblico e privato, il sistema Italia potrebbe perdere in linea teorica


    qualcosa come 154milioni di euro al mese.





    Cara Sua Maestà, come va? Tutto bene, il principino Henry è un pochino scavezzacollo. Complimenti per l'italiano.



    A parte che Il Giornale è una fonte molto poco attendibile, essendo schieratissimo con Confindustria, l'articolo si contraddice da solo in modo clamoroso: fosse anche tutto vero, quello del sindacalista è un lavoro, che in alcuni casi può diventare anche molto gravoso.

    Sono Veneziano.
    Allora sai che in Veneto i comunisti hanno sempre raccolto poco.
    Motivo
    in più per impegnarsi.

    Siete voi che dovete passare sui nostri corpi, voi che vi dite tanto per il territorio e poi lasciate che la gente crepi a Marghera per l'amianto, voi che appoggiate quell'opera criminale e distruttiva che è il MoSE, voi che il massimo che riuscite a fare è protestare contro una pacifica comunità di nomadi che sta qua da molto più tempo di voi!

    Io non ho lasciato crepare nessuno, ho rimesso un paio di denti respirando xilene quando ero assunto con incarichi di ricerca allo zooprofilattico delle venezie.
    Eppure non ho mai fatto la vittima contro i cattivi padroni.

    Ach, diavolo immondo, sempre a rubar denti! Beh, speriamo almeno che la Santa Divina Provvidenza arrivi in fretta!


    Visto che conosci i nomadi e la loro cultura della legalità fatti dire come fanno ad avere macchinoni mostruosi con redditi inesitenti.
    I nomadi vivono di furti.
    Oppure fabbricano i soldi.

    Spiega.

    Oppure alcuni vivono di furti, altri (e qui a Venezia sono parecchi) lavorano onestamente e si guadagnano da vivere senza rinunciare alla propria identità e alle proprie tradizioni.

  3. #43
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    Citazione Originariamente Scritto da Lord Kefiah Visualizza Messaggio
    fosse anche tutto vero, quello del sindacalista è un lavoro, che in alcuni casi può diventare anche molto gravoso.


    .



    Va bè uno che si è bevuto carlo marx può credere anche a questa.


  4. #44
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    Citazione Originariamente Scritto da Lord Kefiah Visualizza Messaggio
    Se cedessimo sulle 70 e questa diventasse una consuetudine assodata, in quel laboratorio dovrebbero tutti andare a lavorare alle 70 (e chissà che poi non si arrivi alle 7:00), venendo retribuiti dalle 8:00. Questo non è giusto, è giusto invece che tutti possano arrivare alle 70 quando e come lo vogliano, ma che tutti siano tenuti ad esserci alle 8:00.

    Non è giusto per quelli che, come i comunisti, lavorano per il 27.


    Il lavoro dipendente è quello che prendo in considerazione in quanto sbagliato, ma da qua a dire che non concepisco altre forme di lavoro c'è l'abisso di una risata.
    Sinceramente non vedo in nesso tra l'avere la partita IVA e il rinnegare il Comunismo, a parte forse i corti calcoli di tasca.

    RI- DI- CO- LO.
    Padoa Schioppa ha innalzato la soglia degli studi di settore trasformando in evasori i precari con partita IVA. La commissione tributaria non compensava le spese e per giustificare il non rientro nei parametri dovevi essere o malato o incinta.
    Gli evasori di Padoa Schioppa erano lavoratori autonomi onesti che guadagnavano poco.
    Il governo comunista di merda ha favorito il lavoro nero: in quanto molti artigiani (per sfuggire agli studi di settore) passarono al nero (tra l'altro facendo conncorrenza sleale agli onesti).
    Inoltre le attività avviate raggiunsero la quota minima prevista dagli studi di settore ed evasero il resto. Padoa schioppa infatti non eseguì controlli su chi raggiungeva gli studi di settore.
    Perchè, per i comunisti i lavoratori autonomi sono evasori a prescindere, vanno colpiti in quanto il reddito se lo producono senza vendersi al partito.


    Io a Cuba ci sono stato, e sono stato nei quartieri e nelle zone più povere.
    La mancanza di voglia di lavorare è uno stereotipo, per quanto l'idea di lavoro sia diversa (fortunatamente).
    Il concetto di fare il minimo. Prova ad avere in casa un parente che sta male e poi vedi se basta il minimo o il servizio sociale. Ma tanto, ai comunisti di quelli a che stanno male non gliene frega un casso. Loro demandano allo "stato", devono essere i ricchi a dare di più (loro fanno i froci con il culo degli altri).
    La solidarietà viene fatta rinunciando a qualcosa ergo ci devono essere persone che fanno più del MINIMO, perchè se tutti fanno il minimo (essenza del comunismo) non si potrà aiutare la persona che necessita di qualcosa in più.
    Più ipocriti, egoisti, irresponsabili dei comunisti non ce n'è.
    "Mi fasso el minimo, ti che te sta mal, te te rangia", "no i xe mia cassi mii", "digarò al ricco de darme schei che dopo te passerò a ti (ne terrò na parte per me mare, me pare, la putana de me sorea)", "ma mi no fae un casso de pi' del minimo".
    Ndè cagar.



    Questa è una mera scusa: possiamo dire che la sanità funzioni male, non possiamo dire che la sanità è condannata a funzionare male in quanto pubblica.
    Potrei scriverti un libro. La sanità pubblica funziona male in quanto non è controllata, non ci sono responsabili e non è possibile punire chi sbaglia (che viene protetto, perchè conosce gli altarini).



    Non puoi basare la tua conoscenza di una dottrina e un movimento solo sulla conoscenza che hai fatto di alcune persone. O meglio, non lo puoi fare parlando di cose senza nesso: puoi dare un punto di vista sulla Francia sentendo parlare il francese, non puoi dire che i francesi sono tutti balbuzienti se un parigino balbetta.

    Parlo per una esperienza di 8 anni all'università. Non parlo di casi isolati ma di gestione di risorse pubbliche a titolo personale come pratica comune. Il tutto svolto in modo assolutamente legale (da un punto di vista formale). Tizia mi fa degli ottimi pompini, al concorso per dottorato, alla prova orale gli domando l'argomento che ha svolto quando svolgeva l'internato di laurea (talmente specifico che lo sa solo lei) e alla prova pratica gli faccio eseguire l'analisi di laboratorio che svolgeva quando era interna (e che è talmente specifica che la sa solo lei).
    Tizia supera brillantemente il concorso. Per la somma gioia sua e del direttore di reparto comunista.


    Mussolini era socialista prima di diventare fascista e solo il fascismo è statalista.

    Il comunismo non è statalista, noooooooo. Ciccciolina è notoriamente vergine, i leghisti sono filo- meridionali, il piatto regionale del Friuli è la pasta con le sarde, ecc.



    A parte che non vedo il nesso tra il Friuli Capitalista e la Cina (almeno quella dell'epoca) Socialista, la corruzione è sempre stata combattuta dai Partiti Comunisti, da entrambe le parti della Cortina di Ferro.

    Ma dove? Ma spariamo cazzate a caso? Non c'è corruzione nei partiti comunisti? La Romania era un esempio di meritocrazia infatti...
    Ma va, là: bauco.



    Oppure alcuni vivono di furti, altri (e qui a Venezia sono parecchi) lavorano onestamente e si guadagnano da vivere senza rinunciare alla propria identità e alle proprie tradizioni.
    Elemosina, truffe: belle tradizioni. Azzo: i cardini su cui si basa una società.
    Ma va là.
    In che mondo vivi?

  5. #45
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    Citazione Originariamente Scritto da JuvSP Visualizza Messaggio
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    Va bè uno che si è bevuto carlo marx può credere anche a questa.

    Mi chiedo come tu possa credere una scemenza del genere: pensi che i sindacati vadano avanti per magia?


    Il lavoro dipendente è quello che prendo in considerazione in quanto sbagliato, ma da qua a dire che non concepisco altre forme di lavoro c'è l'abisso di una risata.
    Sinceramente non vedo in nesso tra l'avere la partita IVA e il rinnegare il Comunismo, a parte forse i corti calcoli di tasca.

    RI- DI- CO- LO.
    Padoa Schioppa ha innalzato la soglia degli studi di settore trasformando in evasori i precari con partita IVA. La commissione tributaria non compensava le spese e per giustificare il non rientro nei parametri dovevi essere o malato o incinta.
    Gli evasori di Padoa Schioppa erano lavoratori autonomi onesti che guadagnavano poco.
    Il governo comunista di merda ha favorito il lavoro nero: in quanto molti artigiani (per sfuggire agli studi di settore) passarono al nero (tra l'altro facendo conncorrenza sleale agli onesti).
    Inoltre le attività avviate raggiunsero la quota minima prevista dagli studi di settore ed evasero il resto. Padoa schioppa infatti non eseguì controlli su chi raggiungeva gli studi di settore.
    Perchè, per i comunisti i lavoratori autonomi sono evasori a prescindere, vanno colpiti in quanto il reddito se lo producono senza vendersi al partito.

    Questo col Comunismo c'entra ben poco, come c'entra ben poco Padoa Schioppa: non è Comunista, non fa parte di Partiti Comunisti e non agisce da Comunista. Perchè lo bolli come rosso?

    Io a Cuba ci sono stato, e sono stato nei quartieri e nelle zone più povere.
    La mancanza di voglia di lavorare è uno stereotipo, per quanto l'idea di lavoro sia diversa (fortunatamente).
    Il concetto di fare il minimo. Prova ad avere in casa un parente che sta male e poi vedi se basta il minimo o il servizio sociale. Ma tanto, ai comunisti di quelli a che stanno male non gliene frega un casso. Loro demandano allo "stato", devono essere i ricchi a dare di più (loro fanno i froci con il culo degli altri).
    La solidarietà viene fatta rinunciando a qualcosa ergo ci devono essere persone che fanno più del MINIMO, perchè se tutti fanno il minimo (essenza del comunismo) non si potrà aiutare la persona che necessita di qualcosa in più.
    Più ipocriti, egoisti, irresponsabili dei comunisti non ce n'è.
    "Mi fasso el minimo, ti che te sta mal, te te rangia", "no i xe mia cassi mii", "digarò al ricco de darme schei che dopo te passerò a ti (ne terrò na parte per me mare, me pare, la putana de me sorea)", "ma mi no fae un casso de pi' del minimo".

    Vallo a chiedere ai contadini che vendono banane alle due del pomeriggio ogni giorno sulla statale che da L'Avana porta a Est.

    Questa è una mera scusa: possiamo dire che la sanità funzioni male, non possiamo dire che la sanità è condannata a funzionare male in quanto pubblica.
    Potrei scriverti un libro. La sanità pubblica funziona male in quanto non è controllata, non ci sono responsabili e non è possibile punire chi sbaglia (che viene protetto, perchè conosce gli altarini).

    Non c'è che da tappare le falle, mantenendola pubblica.



    Non puoi basare la tua conoscenza di una dottrina e un movimento solo sulla conoscenza che hai fatto di alcune persone. O meglio, non lo puoi fare parlando di cose senza nesso: puoi dare un punto di vista sulla Francia sentendo parlare il francese, non puoi dire che i francesi sono tutti balbuzienti se un parigino balbetta.
    Parlo per una esperienza di 8 anni all'università. Non parlo di casi isolati ma di gestione di risorse pubbliche a titolo personale come pratica comune. Il tutto svolto in modo assolutamente legale (da un punto di vista formale). Tizia mi fa degli ottimi pompini, al concorso per dottorato, alla prova orale gli domando l'argomento che ha svolto quando svolgeva l'internato di laurea (talmente specifico che lo sa solo lei) e alla prova pratica gli faccio eseguire l'analisi di laboratorio che svolgeva quando era interna (e che è talmente specifica che la sa solo lei).
    Tizia supera brillantemente il concorso. Per la somma gioia sua e del direttore di reparto comunista.

    Mai che ti sia sorto il dubbio che siano casi isolati, mai che ti abbia dato da pensare l'impegno delle forze di sinistra (anche all'interno del luoghi di studio) contro il clientelismo, che non è di certo prerogativa dei professori, scorretti, di sinistra.

    Mussolini era socialista prima di diventare fascista e solo il fascismo è statalista.

    Il comunismo non è statalista, noooooooo. Ciccciolina è notoriamente vergine, i leghisti sono filo- meridionali, il piatto regionale del Friuli è la pasta con le sarde, ecc.

    Lenin lo dice chiaramente: lo Stato va abolito. Se poi l'applicazione del Socialismo è stata diversa, lo si deve solo allo speciale momento storico in cui questo è successo.


    A parte che non vedo il nesso tra il Friuli Capitalista e la Cina (almeno quella dell'epoca) Socialista, la corruzione è sempre stata combattuta dai Partiti Comunisti, da entrambe le parti della Cortina di Ferro.
    Ma dove? Non c'è corruzione nei partiti comunisti? La Romania era un esempio di meritocrazia infatti...

    Ho detto che è stata combattuta, non che non ci fosse.
    Del resto, anche l'America combattè e combatte la corruzione, oltre ad una caterva di Stati su questo pianeta.

    Oppure alcuni vivono di furti, altri (e qui a Venezia sono parecchi) lavorano onestamente e si guadagnano da vivere senza rinunciare alla propria identità e alle proprie tradizioni.
    Elemosina, truffe: belle tradizioni. Azzo: i cardini su cui si basa una società.
    Ma va là.
    Ti ho appena detto che la maggior parte qua vive di lavoro legale e legalmente retribuito e che lo fa senza doversi stabilire in abitazioni "stabili" o rinunciare alla comunità.


    Ndè cagar.
    Ma va, là: bauco.
    Ma spariamo cazzate a caso?
    In che mondo vivi?
    Se hai finito gli argomenti basta dirlo, possiamo chiudere la discussione.

  6. #46
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    Citazione Originariamente Scritto da Lord Kefiah Visualizza Messaggio
    Mi chiedo come tu possa credere una scemenza del genere: pensi che i sindacati vadano avanti per magia?

    .

    I sindacati

    - Vanno avanti grazie alle trattenute in busta paga ineleminabili per chiuqnue abbia fatto la tessera.
    - Vanno avanti perche CGIL CISL e UIL hanno per una qualche legge assurda dei posti garantiti nei consigli di fabbrica.
    - Vanno avanti perchè fanno business con le amministrazioni locali che li appaltono servizi. (per ese. in Liguria le tasse universitarie possono essere pagate agli sportelli CGIL ed ACLI).
    - Vanno avanti perchè senza la tessere del sindacato, nelle regioni rosse è difficile trovare lavoro. Amiche di mia madre, per i lavori più diversi quali commessa Conad, centralinista call center, insegnante supplente, si sono sentite rispondere "torni con la tessera di un sindacato."


    Hai mai avuto una busta paga in vita tua? Hai mai lavorato? Credimi che il mondo dei sogni del sindacato buono e disinteressato finisce subito.

  7. #47
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    [quote=Lord Kefiah;8393111]

    Questo col Comunismo c'entra ben poco, come c'entra ben poco Padoa Schioppa: non è Comunista, non fa parte di Partiti Comunisti e non agisce da Comunista. Perchè lo bolli come rosso?

    Perchè era al Governo con la SINISTRA O CI PRENDIAMO PER IL CULO?

    Mai che ti sia sorto il dubbio che siano casi isolati, mai che ti abbia dato da pensare l'impegno delle forze di sinistra (anche all'interno del luoghi di studio) contro il clientelismo, che non è di certo prerogativa dei professori, scorretti, di sinistra.

    E' LA PRASSI, E LA CONOSCONO TUTTI, LE COMMISISONI D'ESAME (COSTITUITE DA TRE PRIMARI) SONO FINTE (OGGI TU FAI PASSARE I MIEI PROTETTI, IO DOMANI FACCIO PASSARE I TUOI).
    NON PRENDIAMOCI PER IL CULO. TUTTI QUELLI CHE CI HANNO LAVORATO LO SANNO. ED E' TUTTO LEGALE. NON DENUNCIABILE.
    VUOI RISOLVERLO? FAI FARE I CONCORSI DI ASSUZIONE DA UNA COMMISISONE NAZIONALE. SI FAREBBE GIA' UN PASSO AVANTI.


    Ti ho appena detto che la maggior parte qua vive di lavoro legale e legalmente retribuito e che lo fa senza doversi stabilire in abitazioni "stabili" o rinunciare alla comunità.

    RACCONTIAMOCI LE FAVOLE........

  8. #48
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    Citazione Originariamente Scritto da JuvSP Visualizza Messaggio
    I sindacati

    - Vanno avanti grazie alle trattenute in busta paga ineleminabili per chiuqnue abbia fatto la tessera.
    - Vanno avanti perche CGIL CISL e UIL hanno per una qualche legge assurda dei posti garantiti nei consigli di fabbrica.
    - Vanno avanti perchè fanno business con le amministrazioni locali che li appaltono servizi. (per ese. in Liguria le tasse universitarie possono essere pagate agli sportelli CGIL ed ACLI).
    - Vanno avanti perchè senza la tessere del sindacato, nelle regioni rosse è difficile trovare lavoro. Amiche di mia madre, per i lavori più diversi quali commessa Conad, centralinista call center, insegnante supplente, si sono sentite rispondere "torni con la tessera di un sindacato."


    Hai mai avuto una busta paga in vita tua? Hai mai lavorato? Credimi che il mondo dei sogni del sindacato buono e disinteressato finisce subito.
    La merda del sindacato la conosco bene, perchè, pur essendo studente, coi sindacalisti ci lavoro tutto l'anno.
    E so che le persone che chiamo e che incontro ogni settimana si sbattono per portare avanti quello che fanno e che parte di questa gente è assunta per fare la sindacalista. Prima di sparare idiozie sui sindacati nullafacenti, informati.


    Questo col Comunismo c'entra ben poco, come c'entra ben poco Padoa Schioppa: non è Comunista, non fa parte di Partiti Comunisti e non agisce da Comunista. Perchè lo bolli come rosso?

    Perchè era al Governo con la SINISTRA O CI PRENDIAMO PER IL CULO?
    Più che altro sei tu che tenti di prendere per il culo me, dato che fai finta di scambiare il centrosinistra con i Comunisti in genere.
    I Partiti Comunisti hanno ricoperto in tutto 2 ministeri e 9 tra viceministri e sottosegretari. Padoa Schioppa non era tra questi. Ora, mi potresti spiegare razionalmente cosa c'entri Padoa Schioppa con il nostro discorso?


    Mai che ti sia sorto il dubbio che siano casi isolati, mai che ti abbia dato da pensare l'impegno delle forze di sinistra (anche all'interno del luoghi di studio) contro il clientelismo, che non è di certo prerogativa dei professori, scorretti, di sinistra.
    E' LA PRASSI, E LA CONOSCONO TUTTI, LE COMMISISONI D'ESAME (COSTITUITE DA TRE PRIMARI) SONO FINTE (OGGI TU FAI PASSARE I MIEI PROTETTI, IO DOMANI FACCIO PASSARE I TUOI).
    NON PRENDIAMOCI PER IL CULO. TUTTI QUELLI CHE CI HANNO LAVORATO LO SANNO. ED E' TUTTO LEGALE. NON DENUNCIABILE.
    VUOI RISOLVERLO? FAI FARE I CONCORSI DI ASSUZIONE DA UNA COMMISISONE NAZIONALE. SI FAREBBE GIA' UN PASSO AVANTI.
    Se fossero tutti Comunisti mi sa che non avremmo più problemi di voti, qua a sinistra...


    Ti ho appena detto che la maggior parte qua vive di lavoro legale e legalmente retribuito e che lo fa senza doversi stabilire in abitazioni "stabili" o rinunciare alla comunità.

    RACCONTIAMOCI LE FAVOLE........
    Io vivo a Venezia e ti parlo di gente che ho ben presente, tu di cosa parli?

  9. #49
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    Che strano modo di discutere: si parte da Brigandì, che fra l'altro è stato assolto di recente, e si finisce con chilometriche e spesso demenziali discussioni sui meriti e demeriti del comunismo. Visto che lo vivo quotidianemente da sessanta anni in una città dove, salvo l'ultima tornata elettorale, i reduci del PCI non hanno mai avuto meno del 65-70% dei voti, permettetemi di riassumere il mio pensiero. Comunismo e liberalismo, non sono molto differenti agli effetti pratici: il primo nega la spontaneità dell'ordine politico; il secondo fa lo stesso ogni volta che scambia la libertà con gli abusi e gli arbitrii che proprio da essa possono derivare. Anche per questo sono federalista: perché il federalismo pone a garanzia della politica la spontaneità dell'ordine sociale. Spontaneità che lo stato moderno (come l'italia) rifiuta, affidando il governo della comunità locale e nazionale ai soliti imbroglioni invece che alle persone responsabili che sono benissimo in grado di farsi le leggi "spontanemente" secondo il procedimento della democrazia. La spontaneità dell'ordine sociale e politico produce queste cose: lo "stato minimo" e di conseguenza una "tassazione" ed una "burocrazia" minime; l'unione nella diversità; l'indipendenza delle comunità. Ovviamente in tutto questo neppure la Lega o il federalismo fiscale c'entrano qualcosa. Quanto a Brigandì ed al Che, beh... lasciamo perdere. E' meglio. Su Padania si dovrebbe discutere di idee che portano al cambiamento da stato moderno a stato federale e non perdere tempo con cose che non portano acqua al mulino della libertà politica, dell'indipendenza dei popoli e del benessere.

  10. #50
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    Citazione Originariamente Scritto da paulus Visualizza Messaggio
    Che strano modo di discutere: si parte da Brigandì, che fra l'altro è stato assolto di recente, e si finisce con chilometriche e spesso demenziali discussioni sui meriti e demeriti del comunismo. Visto che lo vivo quotidianemente da sessanta anni in una città dove, salvo l'ultima tornata elettorale, i reduci del PCI non hanno mai avuto meno del 65-70% dei voti, permettetemi di riassumere il mio pensiero. Comunismo e liberalismo, non sono molto differenti agli effetti pratici: il primo nega la spontaneità dell'ordine politico; il secondo fa lo stesso ogni volta che scambia la libertà con gli abusi e gli arbitrii che proprio da essa possono derivare. Anche per questo sono federalista: perché il federalismo pone a garanzia della politica la spontaneità dell'ordine sociale. Spontaneità che lo stato moderno (come l'italia) rifiuta, affidando il governo della comunità locale e nazionale ai soliti imbroglioni invece che alle persone responsabili che sono benissimo in grado di farsi le leggi "spontanemente" secondo il procedimento della democrazia. La spontaneità dell'ordine sociale e politico produce queste cose: lo "stato minimo" e di conseguenza una "tassazione" ed una "burocrazia" minime; l'unione nella diversità; l'indipendenza delle comunità. Ovviamente in tutto questo neppure la Lega o il federalismo fiscale c'entrano qualcosa. Quanto a Brigandì ed al Che, beh... lasciamo perdere. E' meglio. Su Padania si dovrebbe discutere di idee che portano al cambiamento da stato moderno a stato federale e non perdere tempo con cose che non portano acqua al mulino della libertà politica, dell'indipendenza dei popoli e del benessere.

    Forse una cosa utile sarebbe spiegare come, concretamente, sia organizzato uno stato federale (organizzazione del parlamento. iter delle leggi, ecc.) ma in modo chiaro e breve (senza rimandare a libri).
    Io alle superiori ho studiato diritto, compresa l'articolazione dello stato italiano.
    Non so come sia organizzato uno stato federale. In televisione tutti parlano di modelli (tedesco, svizzero, ecc.) SENZA SPIEGARLI.
    Se un leghista si degnasse di presentare il suo modello di stato federale forse qualcosa si capirebbe.
    Se associazioni o movimenti autonomisti mettessero su carta un modello federalista italiano (bastano 5 fogli) e chiedessero ad esponenti della lega di esprimersi su tale progetto si farebbero dei passi avanti. Se non altro si dimostrerebbe che, di federalismo, molti leghisti sanno zero.
    Tutti i rappresentanti del parlamento sono raggiungibili (hanno siti istiuzionali e non).
    Se l'associazione federalista propone il modello X al deputiato leghista Tizio e questo non risponde si ha già una indicazione di voto per l'elettorato.
    C'è qualcuno che è in grado di spiegare in termini semplici ma approfonditi una ipotetica organizzazione dell'italia federalista?
    Non solo il principio ("spontaneità della società") ma l'organizzazione pratica.
    Come si promulga una legge?
    Come viene amministrata la giustizia?
    Come si eleggono i rappresentanti?
    E' possibile modificare l'attuale stato centralista in stato federale o bisognerebbe fare tabula rasa?
    Non si possono proporre idee se non si parte da un modello.
    E se non si è in grado di proporre modifiche fattibili che consentano il passaggio dal modello di stato attuale a quello federale.
    La prima cosa che dovrebbe fare un movimento federalista è incorporare nelle sue fila un professore universitario di diritto (prima ancora di dentisti, diplomati radio elettra e similari) ovvero persone che abbiano gli strumenti culturali per:
    a) spiegare al potenziale elettorato come sia organizzato uno stato federale;
    b) come, concretamente, si possa passare dall'organizzazione statuale attuale (totalmente inefficiente) a quella federalista (quali organi andrebbero eliminati, quali creati ecc.);
    c) i vantaggi concreti derivanti da una organizzazione federale dello stato (senza propaganda ma ricavandoli da a) e b)-).
    Non serve un professore leghista, serve una persona competente.
    Attualmente la concezione di federalismo è:
    - al settentrione: ci teniamo il reddito prodotto e i terroni affanculo;
    - al meridione: non ci danno più i soldi.
    Anche creare un sito (es. federalismo. it) in cui si spieghi come concretamente è organizzato uno stato federale sarebbe utile.
    Ma ci vogliono persone competenti: laureati in legge, professori di diritto internazionale. Dopodichè tutte le persone di buona volontà sono utili.
    Io ho 9 anni di università ma non nel settore legislativo.
    Posso spiegare (a chiunque, anche persone con la terza media) perchè l'infuenza si prende ogni anno, i rischi di un vaccino, quale sia l'alimentazione corretta in un iperteso, quale sia l'attività fisica indicata per le diverse persone. Ma non conosco la struttura di uno stato federalista e non ho gli strumenti culturali per spiegare il federalismo (così come un idraulico mi dà lezioni sull'organizzazione dell'impianto idrico di casa mia). Non basta leggere un libro di Oneto, bisogna studiare il diritto internazionale.
    Come si può pretendere che un diplomato alla radioelettra, un dentista e un ingengnere possano proporre modelli federalisti?
    Non è il loro mestiere.
    Allora la prima cosa da fare è contattare un docente universitario che spieghi il federalismo e quali siano i punti critici di passaggio dallo stato centrale a quello federale.
    Purtroppo, chi ha ottenuto qualcosa sbraitando e portando al guinzaglio maiali teme che, se inserisce nell'organico persone competenti, esse possano togliergli potere.

    Allora, autotassiamoci e creiamo una associazione che promuova il federalismo, con interventi e convegni e documenti redatti da persone competenti. Non documenti da inttellettuali ma "fact sheet"; spiegazioni chiare, succinte ma approfondite.
    Esiste già questa associazione? Se i movimenti federalisti sono così tanti che si autotassino e, per prima cosa, organizzino una unica associazione che promuova il federalismo, per prima cosa spiegandolo alle persone.
    Non sparando nomi a caso e modelli alla cazzo come fanno i leghisti e molti altri in televisione. E, ripeto, non ci si può formare, in un campo tanto complesso, da autodidatti. Ci vogliono persone formate nel campo del diritto.
    Se si sgretola il luogo comune per il quale il federalismo è visto come un modo per smettere di finanziare il sud e si spiega che il federalismo conviene a tutti con il passare del tempo si creeranno spontaneamente (in tutta italia) partiti federalisti e quindi vi saranno concreti passi in avanti verso un progressivo autonomismo.
    Il fatto che ci siano movimenti autonomisti al sud significa che ci sono potenziali federalisti al sud.

 

 
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