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Discussione: Ossezia

  1. #41
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Non è stupefacente l'ipocrisia occidentale?

    Di Patrick J. Buchanan

    La decisione di Mikheil Saakashvili di usare l'apertura dei Giochi Olimpici per coprire l'invasione georgiana della sua provincia separatista, la Sud Ossezia, va classificata in stupidità con la decisione di Gamal Abdel-Nasser di chiudere gli stretti di Tiran alle navi israeliane.

    Il grossolano errore di Nasser gli costò il Sinai nella Guerra dei Sei Giorni. Il grossolano errore di Saakashvili probabilmente significa la perdita permanente della Sud Ossezia e dell'Abcazia.

    Dopo aver bombardato e attaccato della quello che proclama essere il suo paese, uccidendo una quantità di suoi cittadini osseti e spingendone decine di migliaia a fuggire in Russia, l'esercito di Saakashvili, nel giro di 48 ore è stato sbattuto indietro in Georgia.

    Vladimir Putin ha colto l'opportunità di scacciare a calci l'esercito georgiano dall'Abcazia, e per bombardare Tbilisi e assediare Gori, città natale di Stalin.

    Godendo della sua condizione di intimo di George Bush, Dick Cheney e John McCain, e di unico alleato democratico degli americani nel Caucaso, Saakashvili ha pensato di poter effettuare un attacco fulmineo e presentasi al mondo con un fait accompli.

    Ma Mikheil non ha calcolato né la collera né la risolutezza dell'Orso.

    Le accuse americane di aggressione russa suonano vuote. La Georgia ha cominciato il combattimento. La Russia lo ha terminato. Chi inizia le guerre non ottiene di decidere come e quando si debbano concludere.

    La risposta della Russia è stata “sproporzionata” e “brutale,” si è lamentato Bush.

    Vero. Ma non abbiamo forse autorizzato Israele a bombardare il Libano per 35 giorni in risposta ad una schermaglia di confine in cui diversi soldati israeliani sono stati uccisi e due catturati? Non fu quella risposta molte volte più “sproporzionata”?

    La Russia ha invaso un paese sovrano, ha ragliato Bush. Ma gli Stati Uniti non bombardarono forse la Serbia per 78 giorni e non la invasero per obbligarla a cedere una provincia, il Kosovo, su cui la Serbia vantava un diritto storico ben maggiore di quello che la Georgia pretende di avere su Abcazia o Sud Ossezia, le quali preferiscono entrambe Mosca a Tbilisi?

    Non è stupefacente l'ipocrisia occidentale?

    Quando l'Unione Sovietica si è divisa in 15 nazioni, abbiamo celebrato. Quando la Slovenia, la Croazia, la Macedonia, la Bosnia, il Montenegro e il Kosovo si sono separati dalla Serbia, ci siamo rallegrati. Perché, allora, questa indignazione se due province, i cui popoli sono etnicamente diversi dai georgiani ed hanno combattuto per la propria indipendenza, dovessero riuscire a separarsi?

    Le secessioni e la dissoluzione delle nazioni sono lodevoli solo quando si accordano con l'agenda dei neocon, molti dei quali detestano in modo viscerale la Russia?

    Che Putin abbia colto l'occasione della prodezza provocatoria e stupida di Saakashvili per somministrare una dose supplementare di punizione è innegabile. Ma non è forse comprensibile la rabbia russa? Per anni l'occidente ha rinfacciato alla Russia la sua sconfitta nella Guerra Fredda e l'ha trattata come la Germania di Weimar.

    Quando Mosca ritirò l'Armata Rossa dall'Europa, chiuse le sue basi a Cuba, dissolse l'impero del male, lasciò che l'Unione Sovietica si dividesse in 15 stati e cercò amicizia ed alleanza con gli Stati Uniti, noi che cosa abbiamo fatto?

    Trafficanti americani hanno colluso con furfanti moscoviti nel saccheggio della nazione russa. Rompendo un impegno con Mikhail Gorbachev, abbiamo allargato la nostra alleanza militare nell'Europa Orientale, fin sulla porta della Russia. Sei nazioni del Patto di Varsavia e tre ex repubbliche dell'Unione Sovietica sono ora membri della NATO.

    Bush, Cheney e McCain spingono per far entrare l'Ucraina e la Georgia nella NATO. Questo significa che gli Stati Uniti dovrebbero entrare in guerra contro la Russia per difendere la città natale di Stalin e per la sovranità sulla Crimea e su Sebastopoli, sede tradizionale della flotta russa del Mar Nero.

    Da quando questi sono diventati interessi vitali degli Stati Uniti, tanto da giustificare una guerra con la Russia?

    Gli Stati Uniti hanno abrogato unilateralmente il trattato sui missili balistici perché la nostra tecnologia era superiore, quindi hanno progettato di collocare le difese antimissile in Polonia e Repubblica Ceca in difesa dai missili iraniani, benché l'Iran non avesse ICBM né bombe atomiche. Una controfferta russa per mettere insieme un sistema antimissile in Azerbaijan è stata rifiutata immediatamente.

    Abbiamo costruito l'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan-Ceyhan dall'Azerbaijan alla Turchia attraverso la Georgia per tagliar fuori la Russia. Quindi abbiamo aiutato la deposizione di regimi amici di Mosca con le “rivoluzioni” democratiche in Ucraina e Georgia ed abbiamo provato a ripeterle in Bielorussia.

    Gli Americani hanno molte belle qualità. La capacità di vedersi come gli altri li vedono non è tra queste.

    Immaginate un mondo che non avesse mai conosciuto Ronald Reagan, in cui l'Europa avesse abbandonato la Guerra Fredda quando Mosca installò quei missili SS-20 ad est dell'Elba. E se l'Europa fosse uscita dalla NATO, ci avesse detto di tornare a casa e diventare subordinata a Mosca.

    Come avremmo reagito se Mosca avesse fatto entrare l'Europa occidentale nel Patto di Varsavia, stabilito basi in Messico e a Panama, messo radar per la difesa antimissile e missili a Cuba e si fosse unita alla Cina per costruire oleodotti per trasferire il petrolio messicano e venezuelano ai porti del Pacifico e da lì spedirli in Asia? E tagliarci così fuori? Se ci fossero consiglieri russi e cinesi che istruiscono gli eserciti dell'America Latina, come noi facciamo nelle ex repubbliche sovietiche, come reagiremmo? Osserveremmo distratti un simile comportamento russo?

    Per un decennio, alcuni di noi hanno avvertito della follia di affrontare la Russia e di violarne lo spazio. E ora i polli dell'imperialismo democratico sono andati a razzolare proprio lì: a Tbilisi.

    http://gongoro.blogspot.com/2008/08/...rra-dillo.html

  2. #42
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    Il Cremlino congela i rapporti con l'Alleanza Atlantica e ritira l'ambasciatore
    Il ritiro dell'Armata russa procrastinato di 10 giorni. In piazza migliaia per l'indipendenza


    Ritorsione di Mosca contro la Nato
    "Stop alla collaborazione militare"


    http://www.repubblica.it/2008/08/sez...ione-nato.html


    Di fronte al vergognoso accerchiamento anti-russo, anti-europeo e intriso di slavofobia, penso che sia arrivata anche l'ora di rispolverare vecchie abitudini, penso che a Cuba ci sia ancora spazio per qualche missile russo da puntare sulla Florida e dintorni. Così, per vedere l'effetto che fa e rendere pan per focaccia. O lo possono fare solo gli esportatori della petroldemocrazia?

  3. #43
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    Carne da cannone per il mercato

    http://www.granma.cu/italiano/2008/a...flexiones.html

    Forse alcuni governi ignorano i dati concreti e per tale motivo ci è parso molto utile il messaggio di Raúl a proposito dell’atteggiamento di Cuba.

    Specificherò gli aspetti che non si possono affrontare in una dichiarazione ufficiale precisa e breve.

    Il governo di Georgia non avrebbe mai mandato le sue forze armate contro la capitale della Repubblica Autonoma dell’Osetia del Sud all’alba dell’8 agosto, per quel che ha definito “ristabilimento dell’ordine costituzionale”, senza un accordo precedente con Bush, che nello scorso mese d’aprile, a Bucarest, si è impegnato a dare il suo appoggio al presidente Saakashvili per l’entrata della Georgia nella NATO, ossia una sorta di pugnale ben affilato da piantare nel cuore della Russia.[/B] Molti Stati europei che appartengono alla citata organizzazione militare sono preoccupati seriamente per la manipolazione irresponsabile del tema delle nazionalità, carico di conflitti potenziali, che nella stessa Gran Bretagna potrebbero provocare la disintegrazione del Regno Unito.

    La Iugoslavia fu sciolta con questa via; gli sforzi di Tito per evitarlo divennero inutili dopo la sua morte.

    Perché accendere una polveriera del Caucaso? Quante volte andrà la gatta al lardo prima di lasciarci lo zampino? La Russia è una potenza nucleare. Possiede migliaia di armi di questo genere. Va ricordato che l’economia dell’Occidente ha sottratto illegalmente da questo paese più di 500 miliardi di dollari. Se la Russia non rappresenta più lo spettro del comunismo; se ormai non punta direttamente contro gli obiettivi militari e strategici dell’Europa le sue 400 e più piattaforme nucleari, smantellate dopo la scomparsa della URSS, perché ora vogliono circondarla con uno scudo nucleare?

    Anche il Vecchio Continente ha necessità di pace.

    Le truppe russe che si trovavano in Osetia del Sud svolgevano una missione di pace riconosciuta internazionalmente: non sparavano contro nessuno.

    Come mai la Georgia ha scelto l’8 agosto, il giorno dell’inaugurazione dei Giochi Olimpici di Pechino per occupare Tsjinvali, la capitale della Repubblica autonoma?
    Quel giorno quattro miliardi di persone in tutto il pianeta guardavano alla TV il meraviglioso spettacolo con il quale la Cina ha inaugurato le Olimpiadi.

    Il popolo degli Stati Uniti è stato l’unico che non ha potuto usufruire quel giorno della trasmissione in diretta dell’incoraggiante festa d’amicizia tra tutti i popoli del mondo rappresentata in quella sede.

    Il monopolio sui diritti di trasmissione era stato acquistato da un canale TV, pagato 900 milioni di dollari, che desiderava ottenere il massimo del beneficio commerciale per ogni minuto di trasmissione. Le imprese concorrenti si sono prese la rivincita diffondendo le notizie della guerra nel Caucaso, che non erano esclusive.

    I rischi di un conflitto serio minacciavano il mondo.

    Bush ha potuto ammirare lo spettacolo come ospite ufficiale. Domenica 10, cioè, due giorni e mezzo dopo, lo si vedeva ancora agitando bandiere, simulando d’essere un leader della pace e preparato a festeggiare le vittorie degli eccellenti atleti nordamericani che, ai suoi occhi abituati a calpestare qualsiasi cosa , li vedevano come un simbolo del potere e della superiorità dell’impero.

    Nei suoi momenti di riposo, intratteneva lunghe conversazioni con i funzionari subordinati a Washington, minacciava la Russia e incoraggiava discorsi umilianti per questo paese, tramite il rappresentante degli Stati Uniti nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

    Alcuni degli ex paesi del campo socialista, oppure parte della stessa URSS, agiscono oggi come protettorati degli Stati Uniti. I loro governi, spinti da un odio irresponsabile contro la Russia, come la Polonia e la Repubblica Ceca, sono schierate in una posizione di totale accordo con Bush e sull’attacco a sorpresa contro la Osetia del Sud compiuto da Saakashvili, un avventuriero con una strana storia, nato nel socialismo a Tbilisi, la capitale del suo paese, laureato in diritto in un’università di Kiev e quindi specializzato a Strasburgo, New York e Washington.

    Esercitava la sua professione a New York.

    Si presenta come un georgiano occidentalizzato, ambizioso ed opportunista.

    È ritornato nel suo paese appoggiato dagli yankee ed ha pescato nel torbido della disintegrazione dell’Unione Sovietica.

    È stato eletto Presidente della Georgia nel gennaio del 2004.

    Questo paese, dopo gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, è quello che ha più soldati nella guerra contro l’Iraq e non lo fa per spirito internazionalista.


    Cuba, per due decenni circa, ha inviato centinaia di migliaia di combattenti a lottare per l’indipendenza, contro il colonialismo e l’apartheid in Africa e non ha mai cercato combustibili, materie prime o plusvalore: i cubani erano volontari.

    Ecco come si è forgiato l’acciaio dei nostri principi.

    In Iraq i soldati georgiani appoggiano solamente una guerra che è costata a quel popolo centinaia di migliaia di vite e milioni di danneggiati.


    Quali ideali sono andati a difendere?

    È assolutamente logico che cittadini d’Osetia del Sud non vogliano essere inviati come soldati a combattere in Iraq o in altri punti del pianeta al servizio dell’imperialismo.

    Saakashvili, da sé, non si sarebbe mai spinto nell’avventura d’inviare l’esercito georgiano in Osetia del Sud, in uno scontro con le truppe russe presenti nel paese come forze di pace.

    Non si può giocare con la guerra nucleare o premiare la fornitura di carne da cannone per il mercato.

    La presente riflessione era già fatta, quando Bush ha parlato alle ore 17 e 30 , ora di Cuba. Nulla smentisce quello che ho analizzato; di fatto la guerra mediatica del governo degli Stati Uniti è sempre più intensa. È sempre la stessa manovra concepita in anticipo, che non inganna nessuno.

    I russi hanno dichiarato con assoluta chiarezza che la ritirata degli invasori sino al loro punto di partenza è l’unica soluzione decorosa possibile.




    Il ministro degli Esteri francese: "Stiamo valutando sanzioni"
    Levrov: "Kouchner parla molto...". Lunedì vertice a Bruxelles

    Caucaso, nuovo scontro Usa-Russia
    Putin: "Hanno orchestrato tutto"


    Mosca testa missile contro lo scudo: "E' in grado di bucare il sistema Usa"
    Sarkozy chiama il presidente russo. "Urgente far scendere la tensione"


    http://www.repubblica.it/2008/08/sez.../sanzioni.html

    PARIGI - "Dietro alla decisione della Georgia di inviare truppe in Ossezia del sud c'erano gli Stati Uniti, nel tentativo di facilitare la campagna elettorale di uno dei candidati in corsa per succedere al presidente, George W. Bush". Questa l'accusa che il primo ministro russo Vladimir Putin ha avanzato nei confronti degli Usa in una intervista concessa in esclusiva alla Cnn e anticipata sul sito dell'emittente televisiva.

    Il premier russo ha detto inoltre che non esclude che il conflitto georgiano-osseto sia stato provocato in modo specifico per avvantaggiare uno dei candidati alle elezioni presidenziali americane.

  4. #44
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    Citazione Originariamente Scritto da El Milanes Visualizza Messaggio
    Il caos nel caucaso è stato creato ad arte dal capitale globale per sfruttare la situazione economica dei diritti dei popoli non gli importa nulla.
    QUESTO SI SAPEVA , ora sappiamo chiaramente che non frega un cazzo anche agli ''amici'' leghisti dei popoli d'europa.

  5. #45
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    Russia e Ue, nuovi equilibri per una guerra antica
    di Alain de Benoist - 03/09/2008

    La crescente tensione russo-americana, frutto della crisi georgiana, ha già fatto parlare molti osservatori di ritorno al «linguaggio della Guerra fredda». Espressione non sbagliata, specie se riferita alle dichiarazioni di Washington. Ma fondamentalmente impropria. Durante la Guerra fredda, il conflitto fra Stati Uniti e Unione Sovietica aveva evidenti contorni ideologici: blocco comunista da un lato, «mondo libero» dall'altro. Oggi il conflitto ha altra natura.
    In Gran Bretagna il ministro degli Esteri, David Miliband (suo nonno, Samuel Miliband, era un comunista di Varsavia, militare dell'Esercito rosso, prima di lasciare l'Urss di Stalin per il Belgio), ha avuto un'espressione più giusta dicendo che la Russia aveva ritrovato «un approccio alla politica da XIX secolo». In bocca a lui era un rimprovero, ma è vero che la fine del comunismo in Russia ha riportato l'Europa a una situazione paragonabile a quella d'allora, quando già il Caucaso era posta in gioco del confronto fra grandi potenze. Le linee di frattura non sono più ideologiche, semplicemente perché la geopolitica ha ripreso i suoi diritti. Potenza continentale contro potenza marittima, rivalità per controllare le risorse energetiche: questi i termini della situazione, le cui ramificazioni vanno ben oltre la Georgia. Ma non c'è solo il ritorno al «Grande gioco» del XIX secolo. C'è il ritorno alla storia.
    Dalla fine dell'Urss, gli americani hanno fatto di tutto per non far risorgere la Russia come grande potenza regionale. In questo quadro hanno favorito il transito per Tbilisi del petrolio e del gas del Caspio, e l'instaurazione dell'asse di cooperazione Mar Nero-Caucaso fra Georgia, Ucraina, Azerbaigian, Moldavia (detto Guam) e auspicato l'ingresso nella Nato della Georgia e dell'Ucraina. Oggi sostengono la Georgia, perché lì loro sono di casa. Mikhaïl Saakashvili ha studiato negli Stati Uniti grazie a una borsa del Dipartimento di Stato, prima di lavorare a New York dal 1995 nel gabinetto neoconservatore Patterson, Belknapp, Webb & Tyler. Il suo primo ministro, Vladimir «Lado» Gurtgenidze, ha lavorato a Londra dal 1998 al 2003 per il gigante bancario anglo-olandese Abn-Amro. Il capo del Consiglio nazionale di sicurezza, Alexander «Kakha» Lomaia, nel 2003/04 è stato direttore esecutivo dell'Open Society Georgia Foundation di George Soros. Il ministro della Reintegrazione, Temur Yakobashvili, è un lobbysta pro-israeliano, e il ministro della Difesa, Davit Kezerashvili, è anche cittadino israeliano. E dal 2001 l'esercito è equipaggiato e addestrato principalmente da israeliani.
    Ciò spiega perché oggi s'assiste a flusso di linguaggio orwelliano. La Georgia viene presentata come Paese «democratico» e il suo presidente come un paladino dei diritti dell'uomo, mentre in Georgia regna la corruzione e si uccidono, torturano ed esiliano gli oppositori.
    L'intervento russo, che alcuni hanno paragonato perfino alla fine della «primavera di Praga» nel 1968, è presentato senza riferimenti all'attacco deliberato lanciato l'8 agosto dalla Georgia contro l'Ossezia del Sud, risoltosi con la strage di oltre mille civili e la semi-distruzione della città di Tskhinvali, vero casus belli che, per il diritto internazionale, bastava a giustificare la replica russa. Gli Stati Uniti denunciano l'«invasione brutale» della Georgia, esigendo che se ne rispetti l'«integrità territoriale» , da loro per primi negata alla Serbia, e condannano il «separatismo» di osseti e abkhazi, avendo per primi incoraggiato quello dei kosovari. Si stupiscono che i russi s'inquietino vedendoli installati nella loro tradizionale zona d'influenza, mentre non hanno mai ammesso la comparsa di un governo ostile nell'area latino-americana. S'indignano che il Cremlino s'opponga all'eventuale entrata dell'Ucraina nella Nato, ma non avrebbero mai accettato che il Canada o il Messico aderissero al Patto di Varsavia. Protestano di non voler «circondare» la Russia, ma nessuno può credere nemmeno per un istante che abbiano concluso con Polonia e Cechia l'accordo sulle basi di missili antimissile, a poche centinaia di chilometri da Mosca, per proteggersi dall'Iran.
    Questa sagra dell'ipocrisia non sarebbe grave se l'Unione Europea capisse le poste in gioco e si svincolasse dalla retorica di Washington. Ma non lo fa. Sotto la presidenza di Nicolas Sarkozy, l'Ue s'è subito detta solidale con la Georgia - posizione certo puramente verbale, ma che s'unirà a misure di sostegno economico e finanziario, come deciso dai membri dell'Ue riuniti a Bruxelles -, mentre suo primo scopo dovrebbe essere allearsi durevolmente alla Russia, suo maggiore partner economico, che, sul piano geopolitico come su quello della sicurezza, appartiene come lei al «blocco continentale» .
    Le virulente denunce dell'azione militare russa mostrano la prontezza di riflessi dei neoconservatori fra i foreign policy intellectuals americani. Nell'immediato, tali denonce saranno seguite da pochi effetti, infatti gli americani temono troppo che si formi l'asse Mosca-Damasco- Teheran (del resto gli europei sanno di dipendere dalla Russia per le forniture di gas). In caso d'elezione di John McCain, però, c'è da aspettarsi che i rapporti russo-americani peggiorino. McCain, che detesta Putin, è infatti da tempo un acceso sostenitore di Saakashvili, che ha incontrato a Tbilisi fin nel giugno 2005 e che l'anno dopo ha perfino proposto (appoggiato da Hillary Clinton) per il premio Nobel per la pace! Non è un caso che uno dei suoi principali consiglieri di politica estera sia Randy Scheunemann, lobbysta a lungo pagato da Saakashvili per favorire l'ingresso del suo Paese nella Nato.
    Sola vera incognita è sapere perché la Georgia abbia attaccato l'Ossezia del Sud l'8 agosto. È improbabile che Saakashvili sia stato così stupido da credere che la Russia restasse passiva (o che le sue truppe battessero quelle russe!), dunque o Saakashvili è stato incoraggiato a quest'avventura dai protettori americani e israeliani, che l'hanno usato per testare la volontà politica del Cremlino; o ha agito di sua iniziativa per avere un maggiore sostegno occidentale, sperando così di consolidare il potere personale. Ipotesi indicatrici entrambe.
    (Traduzione di Maurizio Cabona)

    http://www.ariannaeditrice.it/scheda_fonte.php?id=140

  6. #46
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    Venezuela: giunti bombardieri russi

    Il ministero della Difesa: compiranno voli di addestramento

    http://www.ansa.it/site/notizie/awnp...110266232.html

    (ANSA) - MOSCA, 10 SET - Due bombardieri russi strategici a lungo raggio, Tu-160, sono atterrati oggi all'aeroporto militare di Libertador, in Venezuela. Compiranno ''voli di addestramento'' nella zona, riferisce una fonte del ministero della Difesa russo. L'agenzia Ria precisa che i due bombardieri rimarranno in Venezuela alcuni giorni per voli di addestramento in acque internazionali, prima di fare rientro in Russia.


    Russia-Venezuela: Mosca, entro 2008 aerei antisommergibile

    http://www.ansa.it/infrastrutturetra...834724359.html

    MOSCA - Mosca ha annunciato ufficialmente una missione di proprie navi in Venezuela entro fine anno, tra cui l'incrociatore missilistico nucleare ''Pietro il grande'' e la nave antisommergibile ''Ammiraglio Ciabanienko''. Lo riferisce l'agenzia Interfax citando Andrei Nesterenko, portavoce del ministero degli Esteri russo. Entro fine anno, la Russia pensa di dispiegare temporaneamente in Venezuela anche aerei antisommergibili e di tenere esercitazioni militari congiunte, ''se la parte venezuelana sara' interessata''.(ANSA).

  7. #47
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    Il leader di Caracas accusa Bush di aver organizzato un complotto per rovesciarlo
    Ieri la stessa misura era stata presa dal governo boliviano di Morales


    Tensione tra America e Venezuela
    Chavez caccia l'ambasciatore Usa


    "Se ci attaccano siano pronti a bloccare le esportazioni di petrolio"

    http://www.repubblica.it/2008/08/sez...asciatore.html

  8. #48
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    Ha anche ritirato il proprio ambasciatore in USA

    http://www.telesurtv.net/noticias/se...jador-de-eeuu/



    Chávez recibe contundente apoyo popular tras expulsar a embajador de EEUU



    "Ante el mundo denuncio la pretensión del imperio norteamericano de generar violencia en Venezuela", dijo Chávez ante una multutud congregada frente al Palacio de Miraflores. (Foto: TeleSUR)
    En un mutitudinario acto, el jefe de Estado venezolano anunció que, en respuesta a la agresión del imperio norteamericano que ''no tengo dudas está detrás del golpe de Estado develado en las últimas horas, mandé a venir al embajador nuestro en Washington, Bernado Álvarez, antes de que lo echen''.



    INDIPENDENZA

  9. #49
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  10. #50
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    Citazione Originariamente Scritto da Lancelot Visualizza Messaggio
    Grande Presidente!

 

 
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