



Regione Lazio, Iannarilli: giunta porcata
E con Latina proporrà la secessione
L'Udc verso la rottura e "sgambetti" in Consiglio regionale
I "non allineati": formazione esecutivo, Berlusconi tradito
ROMA (29 aprile) - Ha scelto l’ovattata aula Paolo VI per evitare le urla di chi contesta la giunta regionale appena nata. Renata Polverini oggi pomeriggio ha partecipato al concerto offerto dal presidente della Repubblica Napolitano in onore del Papa, in occasione del quinto anniversario dell’elezione di Benedetto XVI. Eppure di nodi da sciogliere ce ne sono. Anche oggi infatti non si è placata la protesta di Frosinone che pretende un assessore ciociaro in giunta. E il presidente della Provincia di Frosinone Antonello Iannarilli, parlamentare del Pdl, ex Forza Italia, è arrivato addirittura a definire l’esecutivo «una porcata». Poi ci sono i “non allineati” cioè tutti quei candidati della lista del Pdl a Roma che non è stata presentata. A loro, in cambio di un forte impegno in campagna elettorale era stato promesso un ripescaggio che però non è mai avvenuto. Infine c’è l’Udc che punta i piedi in nome di una promessa elettorale non tradotta nei fatti. Come se non bastasse c’è il tema di Roma Capitale: Frosinone e Latina chiedono di staccarsi dal Lazio.
Eppure Renata Polverini sembra non sentire quanto accade sotto le sue finestre. Ieri è intervenuta la polizia per calmare Iannarilli e i sindaci ciociari che protestavano che oggi hanno continuato a far sentire la loro voce. «O si trova una soluzione intorno ad un tavolo o alzeremo il livello della protesta. Potremo scegliere di andare nelle piazze. Questa giunta è una porcata», ha ripetuto il presidente della Provincia di Frosinone. «Sono state fatte porcate sul listino - spiega Iannarilli -. Sulla giunta non sono più accettabili. Pretendiamo oltre al presidente del Consiglio regionale anche un assessore. Ricordiamo che la Polverini ha perso a Roma e vinto a Frosinone dove abbiamo preso 145mila voti».
I trombati delusi. Non è elegante ma i “non allineati” sono davvero dei trombati delusi. Hanno corso in campagna elettorale come matti per portare voti e ora sono rimasti con un pugno di mosche. Oggi hanno ribadito di sostenere Renata Polverini «senza se e senza ma» anche se la vicinanza con la neo presidente della Regione sembra sempre più divaricata. «Noi stiamo dalla parte del presidente Berlusconi - spiega il consigliere uscente Pdl, Donato Robilotta - ed in virtù di questo denunciamo il fatto che il premier è stato tradito. Nella formazione della giunta regionale infatti non si è tenuto conto delle indicazioni date da Berlusconi sui criteri della composizione della squadra della Polverini e critichiamo il modo con cui il gruppo dirigente ha gestito la questione delle liste e del partito».
Il senatore del Pdl Stefano De Lillo ha chiesto spiegazione sulla mancata presentazione della lista a Roma e Provincia. «Alfredo Milioni - afferma Nicola Palombi, consigliere uscente regionale - dica cosa sta nascondendo. Ci sono delle responsabilità che devono essere assunte. Pallone e Sammarco, poi, stanno aggravando la situazione». Un attacco rivolto anche alla classe dirigente romana e laziale, giudicata «inadeguata», dice Robilotta. «Hanno fatto un listino tagliando fuori una generazione politica - aggiunge De Lillo - hanno nominato assessori senza criteri o merito». «Qualcuno - conclude infine Robilotta - ci indichi i criteri con cui è stata formata la giunta ed i vertici nazionali intervengano».
«Lancio un appello: Pallone, ti prego, telefonami», ha detto sorridendo De Lillo. «Sono giorni che ti cerco, ma tu non mi rispondi. Ti sono sempre stato amico e sono stato tra i tuoi principali elettori al Parlamento europeo. Quindi, Alfredo, telefonami e spiegami i criteri con cui è stata formata la giunta Polverini».
La questione Udc è quella più critica e i centristi faranno sentire il loro peso proponendo alla presidenza del Consiglio un candidato di bandiera pur di non votare quello proposto dal Pdl, Mario Abbruzzese. «Sgambetti? No, una posizione chiara - risponde il segretario regionale dell’Udc Luciano Ciocchetti che poi aggiunge -. Senza accordo faremo un appoggio esterno, non entreremo in giunta. I patti vanni rispettati». Ciocchetti poi ribadisce: «E’ la Polverini che deve parlare, non certo noi. Al momento non ci sono ultimi sviluppi ma solo gli appelli fatti sui giornali».
Ciocchetti poi guarda al passato, all’accordo con la Polverini. «Siamo chiaramente delusi, pentiti lo vedremo». Sull’Udc in giunta e la questione femminile, ci sono le voci del possibile ingresso di Dorina Bianchi o di Paola Binetti. Domani dovrebbe essere scritta comunque la parole finale sulla condizione dell’Udc: i vertici nazionali del partito torneranno a riunirsi.
Il Lazio verso la secessione. Il malumore degli esclusi e del neonato moto anti-roman prenderà compiutamente forma il 17 maggio all’Abbazia di Fossanova quando «si riuniranno in seduta congiunta i consigli provinciali di Frosinone e Latina per disporre la delibera - annuncia Iannarilli - con cui chiederemo di staccarci da Roma. La delibera deve essere approvata da un terzo dei consiglieri comunali delle aree interessate. A quel punto andremo al referendum e se avrà esito positivo lo Stato sarà costretto a concedere l’autonomia perché non è più possibile dipendere dalla Capitale per qualsiasi decisione, dalla sanità all’urbanistica. Non siamo secessionisti ma ci arriveremo».
Sulla stessa linea anche il sindaco di Viterbo e deputato del Pdl Giulio Marini: «Il Lazio, così com’è, non è più attuale. O ci stacchiamo da Roma o diventiamo una regione a statuto speciale, nella quale i poteri della Capitale siano estesi a tutto il territorio». Soprattutto, afferma, alla luce dell’approvazione in autunno dei decreti attuativi per Roma Capitale, grazie ai quali «la Capitale potrà promuovere uno sviluppo con il turbo, mentre le province, come del resto sta già avvenendo, saranno sempre più relegate ai margini». La soluzione allora, a suo avviso, potrebbe essere quella di trasformare il Lazio nella sesta regione italiana a statuto speciale o autonoma.
Il problema è annoso, spiega il vicesindaco Mauro Cutrufo: «Dal 1970 Roma avrebbe dovuto essere la egione, l’errore nasce allora. Capisco il mal di pancia delle province, ma tutti in Italia dovrebbero rendersi conto che Roma ha uno Stato che non la sostiene come un unicum, quale è. Allora si faccia un percorso politico-amministrativo con Polverini perché è vero che è necessario cercare un equilibrio che non penalizzi le province, ma nemmeno Roma. Far diventare Roma regione poi è una modifica costituzionale. Non se ne occuperebbe la Regione ma il parlamento». Per Cutrufo «è necessario riconoscere l’autonomia romana e pensare che il Lazio può essere una regione che vive di vita propria. Ma questo tra cinque anni perché la Regione è stata eletta in questo modo e adesso. Che si studi - propone - per riequilibrare i territori e dare loro più autonomia».
Regione Lazio, Iannarilli: giunta porcata E con Latina proporrà la secessione - Il Messaggero


Non mi pare che sia permesso sindacare la moderazione in pubblico. A me non da alcun fastidio ma se lo fai te applico la regola e ti cancello. Non ti segnalo perchè farlo significherebbe scavare fino al tuo livello.
Saludos Tavernell'
Ultima modifica di Dottor Zoidberg; 30-04-10 alle 18:29


Pdl: Storace a Berlusconi, Quel Che Accade Nel Lazio e' Allucinante - Yahoo! Notizie
(ASCA) - Roma, 4 mag - ''Per stare tranquilli c'e' bisogno di andare una settimanella a Rieti. Berlusconi dia uno sguardo al suo partito nel Lazio, quel che accade e' allucinante''. Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale del Lazio e segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace. ''A Roma si balla in Campidoglio - aggiunge -, a Frosinone si marcia contro la Polverini, a Latina si e' buttata giu' la giunta, alla Provincia di Viterbo la disarciona il presidente. Cosi' - conclude Storace - non si va da nessuna parte. Sos politica''.


Niente da dire, chi ben comincia come la Polverini è già a metà dell'opera.
Lazio/Regione: Polverini, Rimpasto? Siamo Appena All'Inizio - Yahoo! Notizie
(ASCA) - Roma, 10 mag - ''Rimpasto? Siamo appena all'inizio''. Cosi' Renata Polverini, presidente della Regione Lazio, ha risposto sorridendo ai cronisti che le chiedevano in merito ad un eventuale rimpasto della sua giunta dopo le tensioni con l'Udc.
ostridicolo:
ostridicolo:


Capisco tu veda le legislature lunghe si e no un anno e mezzo, abituato a votare il megatrombato (risparmiaci la barzelletta dei 19 milioni di voti e spiegaci piuttosto che fine hanno fatto circa 7 milioni degli stessi in meno di due anni), ma dovresti piangere non ridere: siete talmente coglioni da aver perso contro una lista civica, il pdl non mi risulta abbia corso a roma, e vi attaccate a minchiate simili?
poveracci, solo dei poveracci
Perchè, ma perchè non capite?
che io non posso lasciar la mia terra,
ogni albero conosce il mio tocco,
ogni frutto è per me come un figlio.


RETROMARCIA SU ROMA! - DOPO GLI ASPIRANTI CONSIGLIERI PDL RIMASTI SENZA LISTA, ECCO GLI ASSESSORI SENZA POLTRONA - LA SQUADRA DELLA POLVERINI MAI RIUNITA E’ GIÀ CAMBIAta: FUORI DUE ASSESSORI PER FARE SPAZIO ALL’UDC, CHE SI ACCONTENTA E NON INCASSA LE TRE POLTRONE CONCORDATE
CON LA POLVERINI NEL LAZIO LA GIUNTA PIU' BREVE DELLA STORIA: NON SI E' MAI RIUNITA E GIA' CAMBIA
Ernesto Menicucci e Francesco Di Frischia per "Il Corriere della Sera - Roma"
Due uomini all'Udc. E due uomini del centrodestra fuori dalla giunta regionale. Accordo fatto, più o meno. Perché adesso, sciolta la riserva principale, le trattative proseguono: sia per chi entra, sia per chi esce. Un risultato, comunque, Renata Polverini lo porta a casa: l'appoggio dei centristi, oggi, per l'elezione di Mario Abbruzzese alla presidenza del consiglio della Pisana, nella prima riunione della nuova consiliatura (dove è stato invitato anche Alemanno).
Pier Ferdinando Casini - dal corriere.it
L'Udc avrà uno dei due vicepresidenti, che sarà Raffaele D'Ambrosio: l'altro tocca all'opposizione, che ha indicato Bruno Astorre (Pd). Tre uomini, nessuna donna, anche se la presenza femminile - secondo statuto - va garantita nell'ufficio di presidenza. L'Udc incasserà anche 3 o 4 commissioni importanti.
Pier Ferdinando Casini - Copyright Pizzi
Ma la partita vera si gioca sulla giunta. La Polverini, uscendo ieri dall'incontro a Palazzo Grazioli con Silvio Berlusconi, ha annunciato: «L'accordo con l'Udc è fatto». Durante il vertice, la governatrice avrebbe chiesto al premier un aiuto: intervenire sull'Udc, e anche sul Pdl, per chiudere al più presto la partita, entro martedì o mercoledì prossimi. Una voce che ha messo in subbuglio il centrodestra. «Prevedo problemi per 5 anni», ha commentato Francesco Storace.
La Polverini, invece, vuole fare in fretta: «Dopo D'Ambrosio, entreranno due uomini in giunta. I nomi, però, ce li forniranno loro». E qui viene il bello. Perché, tra i centristi, è tutt'altro che certa l'entrata di Luciano Ciocchetti, che non è più in linea con i vertici nazionali del partito. Ma, per farlo fuori, forse l'Udc prenderà ancora del tempo. Più probabile, al momento, l'ingresso di Aldo Forte.
RENATA POLVERINI
Sugli uscenti, è già partito il balletto. La Polverini potrebbe sacrificare Stefano Cetica (Bilancio). Dentro FI circolano i nomi di Francesco Battistoni (di Viterbo), Stefano Zappalà (di Latina). Traballa anche Antonio Cicchetti (ex An). E ieri sera la Polverini con assessori e consiglieri, per festeggiare la prima riunione del Consiglio regionale di oggi, ha cenato all'Harry's Bar con vista mozzafiato su Fontana di Trevi.
buc02 luciano ciocchetti
Scuro in volto il coordinatore regionale Pdl Vincenzo Piso, sorridente e muto Alfredo Pallone, suo vice. Ospite d'onore Silvio Berlusconi, arrivato verso le dieci emezza: «Avete un grande impegno e una grande responsabilità davanti a voi, soprattutto per quello che riguarda la sanità - ha ricordato il premier - Mi raccomando: rispettate il patto con gli elettori». E poi ha brindato con vino rosso. Intanto Giovanni Zoroddu, altro ex Ugl, è il nuovo capo di gabinetto
RETROMARCIA SU ROMA! - DOPO GLI ASPIRANTI CONSIGLIERI PDL RIMASTI SENZA LISTA, ECCO GLI ASSESSORI SENZA POLTRONA - LA SQUADRA DELLA POLVERINI MAI RIUNITA E’ GIÀ CAMBIAta: FUORI DUE ASSESSORI PER FARE SPAZIO ALL’UDC, CHE SI ACCONTENTA E NON INCASSA LE
Ultima modifica di brunik; 13-05-10 alle 09:58