
Originariamente Scritto da
Leninista
ritengo errato il sondaggio, troppo vago.
Liberal è una definizione errata, fuorviante,meglio progressista.
Personalmente mi astengo.
Sono convinto, riconoscendomi nella grande tradizione comunista italiana (che da Gramsci a Togliatti ha sempre evitato di scatenare "guerre di religione" tra le masse, funzionali alla divisione delle composite classi popolari italiane, operaie e contadine,le quali, a torto o a ragione, si sono sviluppate - nel nostro paese - nel quadro di una radicata cultura cattolica controriformistica, che nei secoli ha segnato profondamente morale e costumi) che l'adozione di una posizione di "laicismo forte", per usare una bella espressione del filosofo - non certo comunista - Fornero, sia sufficiente per affrontare con serenità le questioni della vita sessuale, dei comportamenti, della "morale".
Assumere una posizione laica rispetto a tali temi significa vivere oltre l'idea di Dio (e dunque di "verità assoluta"), della legge di dio come norma sovrana per i comportamenti umani (e dunque per i comportamenti anche sessuali).
Credo che sia sufficiente pensare alle nostre vite come estranee all'esistenza di Dio, della provvidenza, della sua legge.
Tenere lontana la morale sessuale (e più in generale i comportamenti) dall'idea di verità ( de facto, almeno nel campo della filosofia morale,opposta a quella di libertà) è un passo fondamentale per disporre delle nostre stesse vite sessuali sulla base del libero arbitrio umano, della ragione, della scelta.
Io penso così. Possiamo discutere sulle scelte (e magari può farlo anche un partito comunista, in piena libertà), sulla incidenza di queste nella costruzione del partito e della sua vita. Basta che queste non siano determinate da un'idea di "verità" che attiene alla religione.
Ritengo che non sia una tematica da "ordine del giorno", ma bisogna discuterne.
Esiste una morale comunista, rivoluzionaria ? Penso di sì e penso come Lenin che questa attiene alle scelte necessarie per la costruzione del socialismo e della rivoluzione. Morale e comportamenti sessuali però non sempre corrispondono.
Se parliamo di morale sessuale non credo esista, nella storia del pensiero marxista, una posizione univoca. Certo, se si guarda alla desacralizzazione della famiglia formulata da Marx ed Engels, possiamo trovare un orientamento che si ricollega non poco all'ispirazione delle mie riflessioni sulla demistificazione della morale controriformistica cattolica che tanto ha condizionato i costumi e le culture delle masse popolari e dei poveri, soprattutto nel Mezzogiorno, relegati nella miseria più totale, sotto l’oppressione della legge di Dio e della Chiesa cattolica, secondo la quale non c’è riscatto se non nel regno dei cieli e non c’è altro esempio – in una vita terrena di eterne sofferenze salvifiche – che quello della Vergine Maria.
Questo ha significato – sulla Terra – grandi sofferenze di donne e di uomini poveri. Compagni, non dimentichiamolo mai !
p.s. la definizione di "ninfocomunista" non mi turba per nulla catartica
p.s. 2 conservatore in campo sessuale non capisco cosa voglia dire.
penso che tutto dipende dai contesti storici e dalla fase, dalle culture dei diversi Paesi, dalla loro storia.
non può esistere una posizione univoca dei comunisti. Bisogna fare i conti con gli orientamenti delle masse, con l'incidenza della morale religiosa su di esse, con le culture popolari, ma questo non vuol dire adattamento o rinuncia ad una battaglia per l'emancipazione dell'umanità dai dogmi delle religioni, dalle loro "verità", dalle loro catene (anche sessuali). Poi possiamo discutere liberamente di scelte ed orientamenti, ma credo che una posizione nel quadro della "battaglia delle idee" (come la chiama Fidel) di carattere "laico forte" (come scrivo sopra) dovremmo assumerla (almeno come comunisti italiani, in senso largo).