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  1. #21
    Si legge NUAR!!
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    Predefinito Rif: La Bialetti diventa cinese.

    disincentivare la doloalizzazione

    comunque il modello francese mi sembrava buono
    l'italiano ha un tale culto per la furbizia che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a suo danno.

    jesus died for somebody's sins but not mine

  2. #22
    colleziono trofei
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    Predefinito Rif: La Bialetti diventa cinese.

    amici, dobbiamo imitare i cinesi non i francesi.
    Siamo noi, siamo noi, i Campioni dell'Europa siamo noi

  3. #23
    member vetch
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    Predefinito Rif: La Bialetti diventa cinese.

    Citazione Originariamente Scritto da Max72 Visualizza Messaggio
    Cota fa sua la preoccuipazione della Fiom


    Lavoro, la Bialetti lascia l'Italia per la Cina



    Avvia la mobilità per i 132 lavoratori dello stabilimento di Omega, gli operai hanno offerto 'l'ultimo caffé' davanto la Regione




    La Bialetti ha deciso di chiudere il sito produttivo di Omegna, in Piemonte, primo stabilimento nato all'inizio del Novecento che produce caffettiere.
    Per 132 lavoratori è stata avviata la procedura di mobilità e oggi, una conquantina di operai, hanno offerto caffé gratis dinanzi la Regione. Positiva la risposta della giunta Cota:«La giunta regionale sta lavorando alla predisposizione di un pacchetto di misure straordinarie per favorire la rilocalizzazione delle imprese sul territorio piemontese». Per il segretario della Fiom piemontese Giorgio Airaudo «la Bialetti non è colpita dalla crisi, ma la usa in modo strumentale per delocalizzare. È la Ferrari del made in Italy nel campo dei casalinghi, e fra i suoi soci figurano imprenditori come Montezemolo e Della Valle. A loro e alle istituzioni chiediamo che si spendano per scongiurare la chiusura dello stabilimento e salvare un marchio storico».



    Moka made in Italy.
    Non più. Adesso moka made in China.

    Bialetti se ne va, l'uomo dalle gambe corte e dall'imponente naso che i nostri genitori hanno conosciuto con il Carosello si è stirato per l'ultima volta i baffi in piazza Castello e si imbarca per l'Oriente. Ultima dismissione dell'apparato industriale verso il Levante. Il sette aprile l'azienda ha aperto la procedura di mobilità per i 132 dipendenti. In cinquanta oggi hanno protestato offrendo “l'ultimo caffé” ai concittadini torinesi.

    Il presidio, allestito questa mattina dinanzi la sede della Regione Piemonte, ha chiesto al neogovernatore Roberto Cota e agli assessori Massimo Giordano (Industria) e Roberto Rosso (Lavoro) un'azione rapida per impedire la delocalizzazione dello stabilimento. Quello di Crusinallo è il primo insediamento italiano aperto da Alfonso Bialetti agli inizi del Novecento. «Domani con il ministro Scajola - ha riferito l'assessore Rosso dopo aver incontrato i lavoratori del presidio - cercheremmo di impostare una difesa non facile. Sarebbe importante poter dare un segnale concreto di sostegno a una piccola ma importante azienda del made in Italy.
    La Bialetti è esposta con le banche per 95 milioni. Cercheremo di sensibilizzarle, ma se non si muovono loro la situazione è difficile».
    «L'azienda - ha spiegato Massimo Airaudo della Fiom di Torino e Verbania- non è colpita dalla crisi, ma usa la crisi per delocalizzare. Questo è un caso simbolo, non solo per l'utilizzo speculativo della crisi, ma anche per l'importanza del marchio, che è la Ferrari del made in Italy nel settore casalinghi. Fra i soci di minoranza ci sono imprenditori come Montezemolo e Della Valle, noi chiediamo che si spendano per salvare un marchio italiano storico».

    La preoccupazione della giunta regionale
    «Condivido le preoccupazioni delle organizzazioni sindacali», ha spiegato Cota dopo aver incontrato i delegati della Fiom , «su questo territorio la crisi si è fatta sentire in modo più forte rispetto ad altre zone del Piemonte perché molte aziende hanno scelto di delocalizzare, con una conseguente perdita di posti di lavoro. Come già annunciato, la giunta regionale sta lavorando alla predisposizione di un pacchetto di misure straordinarie per favorire la rilocalizzazione delle imprese sul territorio piemontese. Misura che intendiamo concordare con le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali e le amministrazioni locali e che prevede un sistema di attrazione basato su procedure di semplificazione, anche dal punto di vista urbanistico, per l'insediamento di nuove aziende».

    2010-04-27 17:204


    (ami) Agenzia Multimediale Italiana - Lavoro la Bialetti lascia l Italia per la Cina/
    Repubblica, e altri giornali, la vendono in modo un po' diverso: chi dirà il vero ?

    L'omino con i baffi della Bialetti va all'estero

    l'azienda chiude lo stabilimento di Omegna

    Lo storico produttore di caffettiere potrebbe spostare la fabbrica di moka express nell'est europeo. In mobilità 120 lavoratori. Il presidente della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola. "Non ci può essere negoziazione"

    La moka express dell'omino coi baffi
    VERBANIA - Chiude la fabbrica dove nel 1919 fu fondata la Bialetti, per decenni sinonimo di caffettiere. E Mette in mobilità i 120 dipendenti dell'impianto piemontese, tra operai e impiegati. L'annuncio è stato dato oggi dall'azienda che ha ventilato la possibilità di trasferire l'intera produzione italiana di moka express dallo stabilimento di Crusinallo, vicino ad Omegna, a un paese dell'est europeo.

    L'omino con i baffi, logo che l'ha resa famosa in tutto il mondo e che imperversò sul Carosello dal 1958, potrebbe, dunque, espatriare e, insieme con lui, un pezzo di storia italiana, industriale e culturale. Il padre dell'industria della moka per eccellenza, Alfonso Bialetti, aprì l'officina di Crusinallo per produrre semilavorati in alluminio, ma nel 1933 lo spirito imprenditoriale unito all'intuizione creativa, lo portò a sposare la causa del caffè. La moka, dal design art decò, da lì a pochissimo tempo entrò nelle case degli italiani per non lasciarle più. Nonostante i cambiamenti, nell'assetto societario come nelle diversificazione produttiva, il marchio Bialetti resiste e uno studio recente ha calcolato che il 90% delle famiglie italiane possiede una caffettiera dell'omino con i baffi.

    Oggi la Bialetti Industrie, nata dalla fusione di Alfonso Bialetti & C. con Rondine Italia, è impegnata in più settori produttivi. Sotto il marchio Bialetti ce ne stanno altri non meno importanti e con una lunga tradizione: oltre a Rondine, Girmi, Aeternum e Cem che immettono sul mercato accessori da cucina, piccoli elettrodomestici, caffettiere non elettriche. Dal luglio 2007, Bialetti Industrie è quotata sul Mta di Borsa Italiana. Il Gruppo, con circa 1000 collaboratori, copre tutti i principali mercati geografici. Cinque le filiali all'estero (Francia, Germania, Spagna, Turchia, India) e 5 gli stabilimenti produttivi di cui uno, quello di Crusinallo, finora specifico nella produzione delle moka. Bialetti Industrie produce e commercializza in più di 90 paesi.

    Nonostante i venti di crisi spirassero da un po' di tempo, i sindacati hanno vissuto l'annuncio di oggi come una doccia fredda e hanno chiesto l'immediato intervento degli enti locali, della Regione Piemonte e dei parlamentari piemontesi. Immediata la presa di posizione del presidente della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola, Massimo Nobili. "La posizione ferma e condivisa a tutti i livello provinciali - ha detto - è che non ci può essere negoziazione sulla chiusura della fabbrica".

    L'azienda, in un comunicato diffuso a Torino, ha fatto sapere di essere "disponibile da subito ad aprire un tavolo con le organizzazioni sindacali per identificare il miglior percorso e le migliori soluzioni in termini di ammortizzatori sociali e piani di formazione, riqualificazione/ricollocamento". La decisione di chiusura "fa seguito - si legge nella nota - ad altri interventi di riorganizzazione della struttura industriale del Gruppo Bialetti, già realizzati nel 2009".

    Non tutta la produzione delle caffettiere andrà all'estero ma si realizzerà, continua il comunicato, "un modello di business integrato, Italia - estero" che consentirà di mantenere nel territorio del Verbano-Cusio-Ossola alcune parti "attraverso fornitori strategici che già da tempo collaborano con la società. La fase di Ricerca e Sviluppo, che garantisce l'innovazione, lo studio del design e la definizione degli standard di qualità resteranno - conclude la nota informativa - in capo a Bialetti e saranno centralizzati presso lo stabilimento di Coccaglio (Brescia)".

    L'omino con i baffi della Bialetti va all'estero l'azienda chiude lo stabilimento di Omegna - Torino - Repubblica.it

  4. #24
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    Predefinito Rif: La Bialetti diventa cinese.

    Citazione Originariamente Scritto da grefojet Visualizza Messaggio
    tra tutti quelli che si scandalizzano per la Bialetti che va in Cina alzino la mano tutti quelli che hanno comprato una moka negli ultimi 5 anni o hanno intenzione di farlo nei prossimi 2...

    io azzardo... nessuno.

    la questione non è la burocrazia o i sindacati... la questione è che non si può continuare a produrre qualcosa che è ormai è completamente fuori mercato (tranne dove forse ancora c'è).

    Sarebbe come cercare un lavoro da linotipista presso un quotidiano o mettere su un'azienda di televisioni a tubo catodico.
    Veramente io ne ho comprata una 2 settimane fa e proprio della Bialetti.....

  5. #25
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    Predefinito Rif: La Bialetti diventa cinese.

    Basterà smettere di comprarla se non piace quel che fa.. come per la OMSA...
    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

    UE, mondo, futuro Michio Kaku:
    https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg

  6. #26
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    Predefinito Rif: La Bialetti diventa cinese.

    Citazione Originariamente Scritto da Noir Visualizza Messaggio
    e il governo se ne frega, come al solito
    Se questo governo se ne frega, quello precedente di Prodi parlava di "grande opportunità" al punto da proporre di trastormare la penisola italica in un grande molo per l'attracco delle portacontainer cinesi (ultimo testa a tasta televisivo con Berlusconi ).


    Italiani, non avete voluto fare come bossi, che andava contro la locomotiva con arco e frecce, ed ora la locomotiva cinese vi ha travolti in pieno.
    Ben vi sta furbastri della munnezza!
    "... e accenderemo un altro rogo il 4, al "fante ignoto" che non vuol più stare a Roma divenuta una Bisanzio putrefatta sempre più gonfia della sua putrefazione"

    (G. D'Annunzio)

  7. #27
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    Predefinito Rif: La Bialetti diventa cinese.

    Citazione Originariamente Scritto da grandpa Visualizza Messaggio
    Repubblica, e altri giornali, la vendono in modo un po' diverso: chi dirà il vero ?

    L'omino con i baffi della Bialetti va all'estero

    l'azienda chiude lo stabilimento di Omegna

    Lo storico produttore di caffettiere potrebbe spostare la fabbrica di moka express nell'est europeo. In mobilità 120 lavoratori. Il presidente della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola. "Non ci può essere negoziazione"

    La moka express dell'omino coi baffi
    VERBANIA - Chiude la fabbrica dove nel 1919 fu fondata la Bialetti, per decenni sinonimo di caffettiere. E Mette in mobilità i 120 dipendenti dell'impianto piemontese, tra operai e impiegati. L'annuncio è stato dato oggi dall'azienda che ha ventilato la possibilità di trasferire l'intera produzione italiana di moka express dallo stabilimento di Crusinallo, vicino ad Omegna, a un paese dell'est europeo.

    L'omino con i baffi, logo che l'ha resa famosa in tutto il mondo e che imperversò sul Carosello dal 1958, potrebbe, dunque, espatriare e, insieme con lui, un pezzo di storia italiana, industriale e culturale. Il padre dell'industria della moka per eccellenza, Alfonso Bialetti, aprì l'officina di Crusinallo per produrre semilavorati in alluminio, ma nel 1933 lo spirito imprenditoriale unito all'intuizione creativa, lo portò a sposare la causa del caffè. La moka, dal design art decò, da lì a pochissimo tempo entrò nelle case degli italiani per non lasciarle più. Nonostante i cambiamenti, nell'assetto societario come nelle diversificazione produttiva, il marchio Bialetti resiste e uno studio recente ha calcolato che il 90% delle famiglie italiane possiede una caffettiera dell'omino con i baffi.

    Oggi la Bialetti Industrie, nata dalla fusione di Alfonso Bialetti & C. con Rondine Italia, è impegnata in più settori produttivi. Sotto il marchio Bialetti ce ne stanno altri non meno importanti e con una lunga tradizione: oltre a Rondine, Girmi, Aeternum e Cem che immettono sul mercato accessori da cucina, piccoli elettrodomestici, caffettiere non elettriche. Dal luglio 2007, Bialetti Industrie è quotata sul Mta di Borsa Italiana. Il Gruppo, con circa 1000 collaboratori, copre tutti i principali mercati geografici. Cinque le filiali all'estero (Francia, Germania, Spagna, Turchia, India) e 5 gli stabilimenti produttivi di cui uno, quello di Crusinallo, finora specifico nella produzione delle moka. Bialetti Industrie produce e commercializza in più di 90 paesi.

    Nonostante i venti di crisi spirassero da un po' di tempo, i sindacati hanno vissuto l'annuncio di oggi come una doccia fredda e hanno chiesto l'immediato intervento degli enti locali, della Regione Piemonte e dei parlamentari piemontesi. Immediata la presa di posizione del presidente della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola, Massimo Nobili. "La posizione ferma e condivisa a tutti i livello provinciali - ha detto - è che non ci può essere negoziazione sulla chiusura della fabbrica".

    L'azienda, in un comunicato diffuso a Torino, ha fatto sapere di essere "disponibile da subito ad aprire un tavolo con le organizzazioni sindacali per identificare il miglior percorso e le migliori soluzioni in termini di ammortizzatori sociali e piani di formazione, riqualificazione/ricollocamento". La decisione di chiusura "fa seguito - si legge nella nota - ad altri interventi di riorganizzazione della struttura industriale del Gruppo Bialetti, già realizzati nel 2009".

    Non tutta la produzione delle caffettiere andrà all'estero ma si realizzerà, continua il comunicato, "un modello di business integrato, Italia - estero" che consentirà di mantenere nel territorio del Verbano-Cusio-Ossola alcune parti "attraverso fornitori strategici che già da tempo collaborano con la società. La fase di Ricerca e Sviluppo, che garantisce l'innovazione, lo studio del design e la definizione degli standard di qualità resteranno - conclude la nota informativa - in capo a Bialetti e saranno centralizzati presso lo stabilimento di Coccaglio (Brescia)".

    L'omino con i baffi della Bialetti va all'estero l'azienda chiude lo stabilimento di Omegna - Torino - Repubblica.it
    Che vadano in cina, in lapponia, in bosnia, sfigonia, trombonia o terra di nessuno poco importa : secondo me, dovremmo tenere traccia noi consumatori delle aziende che delocalizzano ed evitare come la peste di acquistare i loro prodotti....al limite preferisco spendere qualcosa in più, ma sapere che i miei soldi finiscono nelle mani di imprenditori italiani coraggiosi(ai quali va la mia piena solidarietà ed aiuto in caso servisse, dato che gli stessi si battono insieme alle loro maestranze) che fanno lavorare italiani.

  8. #28
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    Predefinito Rif: La Bialetti diventa cinese.

    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    amici, dobbiamo imitare i cinesi non i francesi.
    Cioè dobbiamo far lavorare al nero gli operai giorno e notte nelle cantine e mandare in giro gli sfruttatori a comperare bar, negozi, muri e attività con valigette colme di contante?:sofico:
    Ultima modifica di ugolupo; 28-04-10 alle 14:43
    "... e accenderemo un altro rogo il 4, al "fante ignoto" che non vuol più stare a Roma divenuta una Bisanzio putrefatta sempre più gonfia della sua putrefazione"

    (G. D'Annunzio)

  9. #29
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    Predefinito Rif: La Bialetti diventa cinese.

    Citazione Originariamente Scritto da Generale gothic Visualizza Messaggio
    Veramente io ne ho comprata una 2 settimane fa e proprio della Bialetti.....
    e c'era ressa, immagino.
    Anagramma di Mariastella Gelmini:
    La galleria mi smentì (S. Bartezzaghi)

    _

  10. #30
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    Predefinito Rif: La Bialetti diventa cinese.

    Scusate ma non mi sembra che la produzione di moka sia una produzione d'eccellenza ad alto contenuto tecnologico. E' un po' come pensare di produrre ancora giocattoli di plastica. Guarda caso aziende che producono prodotti a maggiore richiesta valore aggiunto, macchine per caffè professionali, da bar, a contenuto d'eccellenza come De Longhi, Saeco, Gaggia, ecc sono vendute all'estero e non stanno (per ora) fallendo
    Against all odds

 

 
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