Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 15
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    9,410
     Likes dati
    3
     Like avuti
    6
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Gli Usa tra deliri di onnipotenza e incompetenza strategica

    da Effedieffe: http://www.effedieffe.com/content/view/4236/164/

    La superpotenza non ha i mezzi

    Maurizio Blondet 23 agosto 2008

    Era l’aprile 2003. Sei settimane dopo l’invasione dell’Iraq, George Bush mascherato da pilota da caccia annunciava all’America: «Mission accomplished». Baghdad era caduta. David Frum e Richard Perle, due famosi neocon e veri promotori della «guerra al terrorismo globale», sancirono che quella era «una vivida e indiscutibile dimostrazione della capacità americana di strappare una vittoria rapida e totale».

    Il generale Tommy Franks, comandante dell’invasione, modestamente definì la propria strategia come «senza uguali per eccellenza negli annali bellici». Max Boot, un noto commentatore di cose militari, giunse a scrivere che le forze armate USA avevano superato la Wehrmacht. La rapida disfatta di Saddam rendeva «generali leggendari come Erwin Rommel e Heinz Guderian, al confronto, decisamente incompetenti».

    Già nel 2002 del resto Boot aveva esaltato l’eccellenza militare americana, che «supera di gran lunga in qualità quei presunti egemoni come Roma, la Gran Bretagna e la Francia di Napoleone». Ormai, con le forze americane che avevano raggiunto «una superiorità senza confronto in ogni singolo aspetto della guerra», anche gli alleati europei erano diventati un peso morto: «Noi non abbiamo più bisogno dell’aiuto di nessuno».

    A leggere oggi queste frasi, maliziosamente riportate da Andrew Bacevich (forse il maggior esperto di strategia militare) nel suo rovente saggio «The limits of power», c’è da tremare di fronte ad un simile auto-incensamento, ad una così ridicola sopravvalutazione di sè; perchè è questo delirio d’onnipotenza a rendere disastrosa l’America, e pericolosa nel mondo.

    I generali USA che sono convinti di aver superato Rommel e Napoleone, sono da sette anni in Afghanistan - campagna-lampo, nelle loro intenzioni - e non riescono a vedere la «vittoria»: anzi il nemico si rafforza giorno per giorno, la guerra non ha una fine prevedibile.

    In Iraq, dopo quattro anni d’occupazione, gli americani non sono in grado di controllare il territorio. Sono proprio il contrario di Guderian: sembrano giocatori di scacchi principianti, incapaci di concludere la partita con uno scacco matto. E precisamente questa fantasia di onnipotenza ha indotto Bush a gettarsi in conflitti costosissimi, preventivi, e simultanei su fronti diversi.

    Nei giorni dell’11 settembre, egli disse: siamo pronti a «a portare la guerra nel campo del nemico, sconvolgere i suoi piani, e affrontare le peggiori minacce prima che emergano». Nel 2003, ancora ripeteva: «Abbiamo applicato la nuova potenza della tecnologia... per colpire la forza nemica con incredibile rapidità e precisione. Grazie alle nostre strategie creative e alle tecnologie avanzate, stiamo redifinendo la guerra nei nostri termini. In questa nuova epoca dell’arte bellica, possiamo colpire un regime, non una nazione». Iracheni e afghani tendono a dissentire.

    Questa folle sopravvalutazione, dice Bacevich, ha creato a Washington una fiducia eccessiva nell’efficacia delle armi americane, che si è tradotta in un costosissimo errore strategico.

    «Anche nell’epoca della invisibilità, delle armi di precisione, e delle comunicazioni istantanee, la forza armata non è la soluzione ad ogni problema politico. Anche nella presunta epoca unipolare, la potenza militare americana è risultata alquanto limitata».

    Com’è potuto avvenire? A causa, risponde Bacevich, di tre grandi illusioni che si rinforzano l’un l’altra.

    La prima illusione consiste nella credenza che gli USA «siano riusciti a reinventare la guerra», una «American Way of War che il mondo non aveva mai visto». Precisamente, di aver trasformato la forza militare, che era un rozzo randello nelle mani dei poveri Guderian e Napoleone, in un bisturi chirurgico. Questa convinzione ha finito per «cambiare la missione stessa della Difesa: la sua funzione esplicita è divenuta non già la sicurezza nazionale, ma di assicurare la preminenza americana nel mondo».

    Da qui l’accanita ricerca, nella dottrina, della «full spectrum dominance», ossia della supremazia assoluta in tutte le forme di guerra; superiorità che gli stati maggiori USA hanno creduto di aver ottenuto grazie alla «innovazione tecnologica e la superiorità nell’informazione».

    Questa dottrina di «full spectrum dominance» deriva direttamente dall’ideologia americanista, accusa l’esperto, dalla credenza (illusoria) nella superiorità dei «valori americani». Essa è, nel settore militare, ciò che la «fine della storia» proclamata da Francis Fukuyama rappresenta nell’americanismo ideologico.

    Per Fukuyama, dopo la caduta dell’URSS, era stato dimostrato che il capitalismo democratico era lo stadio finale dell’evoluzione dell’umanità, non più superabile. La «full spectrim dominance» era il modo terminale di fare la guerra, dopo il quale non se ne poteva immaginare un altro superiore.

    I guerriglieri talebani e sunniti, dopo anni di veccchissimi modi di fare la guerra, possono nutrire legittimamente un diverso parere. E l’azione russa in Georgia ci dice che la storia continua.

    La seconda illusione, per Bacevich, è nata dalla dimenticata volontà di non ripetere mai più un disastro simile al Vietnam, che aveva rovinato la reputazione di presidenti (Lyndon Johnson) e ministri (MacNamara) e generali (Westmoreland). Dalla riflessione «strategica» sul fallimento, nacque la dottrina Weinberger-Powell, dal Caspar Weinberger che fu ministro della Difesa sotto Reagan, e Colin Powell capo di Stato Maggiore negli stessi anni.

    Secondo questa dottrina, gli USA dovevano:
    a) combattere solo quando erano in gioco interessi nazionali vitali;
    b) per ottenere obbiettivi concreti e raggiungibili, chiari in anticipo;
    c) mobilitando tutte le risorse necessarie, «morali e politiche oltre che materiali», per vincere in modo decisivo e pronto;
    d) uscendo dal conflitto senza lasciare strascichi e situazioni irrrisolte («lose ends»).

    Applicate i punti della dottrina Weinberger-Powell, sopra specificati, all’azione bellica russa in Georgia, e vedrete che è stato Putin, coi suoi generali, ad applicarla alla perfezione. Invece, gli americani l’hanno violata punto per punto. Come mai?

    La colpa è dei «bellicosi civili», gli strateghi da tavolino che mai hanno indossato una divisa, la cui «imprudenza la dottrina Weinberger era intesa a frenare», risponde Bacevich, ed ha in mente i neocon israeliti, guerrieri da tavolo come Wolfowitz e Perle.

    In realtà, la lezione del Vietnam era stata dimenticata già nel ‘93: allora Madeleine Albright, segretaria di Stato di Clinton, a Colin Powell che nicchiava di fronte all’intervento «umanitario» nei Balcani, disse: «Che senso ha possedere questa superba forza armata di cui parliamo continuamente, se non la possiamo usare?».

    Frase rivelatrice: ancora una volta, era la (presunta) potenza dell’armamento a dettarne l’uso, anzichè «gli interessi vitali nazionali» e la «chiara definizione degli obbiettivi, concreti e raggiungibili». Ed ancora una volta, i civili che non hanno mai visto una guerra hanno preteso di usare lo strumento delle armi, visto che ce l’avevano, in modo improprio: «interventi umanitari» o pseudo-tali, «mantenimento della pace» e via. Errore fatale.

    Per inciso, quello che sta ripetendo, più ridicolmente ma non meno stupidamente, il nostro Ignazio LaRussa, avvocato di Paternò, mandando i nostri soldati a fare di tutto, dagli spazzini a Napoli ai sub-poliziotti dovunque, fino a proporli come forza d’interposizione in Georgia, dopo che già sono impegnati in una dozzina di «interventi umanitari» che li hanno sparsi per il mondo.

    Il Kossovo e il suo status incerto è stato uno dei problemi irrisolti (lose ends) dell’«umanitarismo» della Albright; per tacere della Somalia, del Golfo dove l’effetto dell’invasione dell’Iraq ha prodotto una egemonia non voluta dell’Iran sugli sciiti, e delle manovre mestatrici in Asia Centrale per soffocare la Russia creando «democrazie colorate» tutto attorno, con dittatorelli avventuristi come Saakashvili.

    Questo bellicismo infantile di civili incompetenti («umanitari» per di più, o «portatori di democrazia») ha lasciato una quantità di queste questioni pendenti, incancrenite, ormai irrisolvibili. Dopo aver sputato sugli alleati europei di cui non hanno più bisogno, gli americani dipendono da «alleati-satelliti»infidi, come i pakistani e gli etiopici o i georgiani, che devono armare e pagare.

    I generali americani che dovevano seppellire la memoria di Rommel e Bonaparte si sono rivelati capaci di vincere solo quando il nemico si fa scrupolo di combattere come vogliono loro, secondo le «regole» che permettono di usare i mezzi strapotenti della tecnologia avionica, elettronica e satellitare - «ma la fine di Saddam assicura che non troveremo avversari così accomodanti in futuro», sogghigna Bacevich.

    E qual è il terzo errore o illusione fatale? Per Bacevich, l’illusione - nata dopo la prima guerra del Golfo, «Desert Storm» - che la società americana aveva superato il trauma del Vietnam con le divisioni e il «divorzio» dall’apparato militare che ne era conseguito.

    «Il popolo americano è di nuovo innamorato delle forze armate», disse allora Colin Powell.
    «Mai più la nazione abbandonerà i suoi soldati». E dunque, la società - il fronte interno - poteva ingollare la «lunga guerra» promessa da Bush, senza rivoltarsi.

    Pia illusione. Sostenuta, in tempo di pace, dalla trasformazione delle armate americane in forze di tutti volontari stipendiati. Allora era facile mostrarsi patriottici, sventolare bandierine il 4 luglio. Ma appena scoppiata la «guerra globale al terrorismo», non si è vista la corsa dei giovani americani ad arruolarsi, abbandonando gli studi ad Harvard e i posti lucrosi a Wall Street. Al contrario.

    «Il post 11 settembre ha mostrato l’incoercibile preferenza del popolo americano ad assumere qualcun altro onde espandere la democrazia, combattere il terrorismo e assicurare le fonti energetiche»: immigrari messicani e sudamericani in genere, le stesse frange sociali assunte per pulire le camere degli alberghi e i pavimenti dei ristoranti. A cui si sono aggiunti una nutrita schiera di mercenari strapagati: tragicomico segnale di come l’avanzatissima «revolution in military affairs» facesse di nuovo ricorso ad un passato e superato sistema, abbandonato in Europa da 4 secoli perchè si era appurato che i mercenari non vicono le guerre.

    I politici hanno illuso il popolo americano che, con l’armata di soli volontari, si possono difendere l’egemonia USA nel pianeta «senza disturbare le finalità che l’americano medio persegue, la ricerca della felicità individuale». Qui.

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    9,410
     Likes dati
    3
     Like avuti
    6
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    -

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    02 May 2003
    Località
    gallia cisalpina
    Messaggi
    4,702
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Nulla è per sempre!

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    17 Feb 2004
    Messaggi
    5,102
     Likes dati
    0
     Like avuti
    21
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Si , in tutto questo , la cosa più ridicola è che la NATO ruggisce (ma forse dovrei scrivere "raglia") :

    " interromperemo la ccoperazione militare con Mosca "

    Quale cooperazione vorrebbe interrompere , non è dato sapere : da quando esiste la NATO, ha avuto come precipuo, o forse unico , scopo, di comprimere circondare depredare e sopprimere la Russia (prima URSS).

    Se interromeprà questi pluridecennali tentativi di pugnalamento alla schiena ... sai che guaio !

    Nel frattempo , è la Russia che replica (ma forse dovrei scrivere " ghigna" ):
    "smettiamo noi , di cooperare con voi ... ".


    Molti dimenticano , infatti, che in questo preciso momento la NATO ha 33.000 narcotraficantes della Coalizione dell'Oppio, imbottigliati in Aghansitan , sottoposti ad un attacco concentrico dei Mujhaeddin, cui chiaramente non riescono a resisteree.
    Quei 33.000 sventurati ( e mi spiace che per colpa dei nostri governacci degli ultimi 7 anni vi siano 1-400 Italiani) avevano due linee di rifornimento (ovest, Iran ovviamente escluso) :
    - Khandahar e/o Khost , via Pakistan ;
    - Mazar al Sharif , via Turkmenistan.

    La via Est , è chiaramente perduta , con la caduta di Musharraf. Ne consegue che i 33.000 sventurati son votati alla cattura e/o alla morte già in questo autunno , se ... cessa la cooperazione , sulla seconda (che Putin può far chiudere con una telefonata).

    In queste situazione, la NATO a Putin lo dovrebbe/potrebbe solo supplicare.

    Invece ... lo minaccia !


  5. #5
    Forumista
    Data Registrazione
    02 Apr 2008
    Messaggi
    483
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    di rifornimento (ovest, Iran ovviamente escluso) :
    - Khandahar e/o Khost , via Pakistan ;
    - Mazar al Sharif , via Turkmenistan.

    La via Est , è chiaramente perduta , con la caduta di Musharraf. Ne consegue che i 33.000 sventurati son votati alla cattura e/o alla morte già in questo autunno , se ... cessa la cooperazione , sulla seconda (che Putin può far chiudere con una telefonata).

    Analisi assolutamente ridicola.

    In primo luogo i Taliban NON HANNO LA POTENZA DI FUOCO per attaccare e travolgere le basi della Nato.

    I Taliban POSSONO AL MASSIMO ORGANIZZARE qualche imboscata e BASTA.

    Per travolgere le truppe occidentali hanno bisogno di ARTIGLIERIA, MEZZI CORAZZATI, E SUPPORTO AEREO. Tutte cose che NON CI SONO.

  6. #6
    Registered User
    Data Registrazione
    13 Apr 2005
    Messaggi
    3,002
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Anche secondo me i russi non vedevano l'ora di scaricare il fardello diplomatico della "collaborazione" con la Nato, ennesimo cavallo di troia americano per spiarli in casa, infiltrarli, e magari immettere germi putrescenti di ideologia antirussa anche nell'esercito russo.

  7. #7
    Sospeso/a
    Data Registrazione
    03 May 2006
    Messaggi
    38,300
     Likes dati
    0
     Like avuti
    19
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da SHERLOCKHOLMES Visualizza Messaggio
    Analisi assolutamente ridicola.

    In primo luogo i Taliban NON HANNO LA POTENZA DI FUOCO per attaccare e travolgere le basi della Nato.

    I Taliban POSSONO AL MASSIMO ORGANIZZARE qualche imboscata e BASTA.

    Per travolgere le truppe occidentali hanno bisogno di ARTIGLIERIA, MEZZI CORAZZATI, E SUPPORTO AEREO. Tutte cose che NON CI SONO.
    È vero, i Talebani possono solo "giocare alla guerriglia e fare solo imboscate", ma questo per loro, nell'attuale situazione, basta e avanza, se poi ci mettiamo la chiusura del corridoio "russo", allora per loro è il massimo del divertimento, visto che la guerra, ogni giorno che passa, costa un casino di soldi in più agli Usa e alleati, i quali continuano a rimanere in una situazione di stallo con i "corridoi pakistani e russi", figuriamoci ora che questi corridoi sono in bilico di apertura.

  8. #8
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    29 Jun 2009
    Località
    Tv
    Messaggi
    16,382
     Likes dati
    4,331
     Like avuti
    5,127
    Mentioned
    18 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da SHERLOCKHOLMES Visualizza Messaggio
    Analisi assolutamente ridicola.

    In primo luogo i Taliban NON HANNO LA POTENZA DI FUOCO per attaccare e travolgere le basi della Nato.

    I Taliban POSSONO AL MASSIMO ORGANIZZARE qualche imboscata e BASTA.

    Per travolgere le truppe occidentali hanno bisogno di ARTIGLIERIA, MEZZI CORAZZATI, E SUPPORTO AEREO. Tutte cose che NON CI SONO.
    imboscate che hanno atto fin'ora parecchie vittime tra gli alleati .. in iraq hanno fatto saltare in aria la + grande base che c'era .. 300 vittime e tutti gli equipaggiamenti distrutti ..

    la nato sta rischiando grosso a offendere la russia ..

  9. #9
    email non funzionante
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Messaggi
    5,256
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da SHERLOCKHOLMES Visualizza Messaggio
    Analisi assolutamente ridicola.

    In primo luogo i Taliban NON HANNO LA POTENZA DI FUOCO per attaccare e travolgere le basi della Nato.

    I Taliban POSSONO AL MASSIMO ORGANIZZARE qualche imboscata e BASTA.

    Per travolgere le truppe occidentali hanno bisogno di ARTIGLIERIA, MEZZI CORAZZATI, E SUPPORTO AEREO. Tutte cose che NON CI SONO.
    Con tutto il rispetto, questa è una colossale cazzata scritta da chi cerca disperatamente di dimostrare il teorema "noi belli e buoni, loro brutti e cattivi".
    Vai a chiederlo agli inglesi, che l'anno scorso furono pesantemente attaccati per settimane e i reduci di quella battaglia dissero che fu un inferno perchè erano in netta inferiorità numerica e gli attaccanti combattevano con abilità e buon coordinamento...non ricordo se hanno dovuto abbandonare la posizione, ma di sicuro qualche mutanda si è riempita di merda, sia lì che a Londra.

  10. #10
    Moderatore
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Messaggi
    5,725
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da cocis Visualizza Messaggio
    imboscate che hanno atto fin'ora parecchie vittime tra gli alleati .. in iraq hanno fatto saltare in aria la + grande base che c'era .. 300 vittime e tutti gli equipaggiamenti distrutti ..

    la nato sta rischiando grosso a offendere la russia ..
    al massimo in Pakistan. ah il cervello...

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Deliri di onnipotenza!
    Di Il Pretoriano nel forum Destra Radicale
    Risposte: 12
    Ultimo Messaggio: 30-10-09, 15:36
  2. Incompetenza
    Di Myrddin-Merlino nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 25-03-08, 00:06
  3. deliri di onnipotenza di un magistrato italico
    Di tucidide nel forum Politica Estera
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 07-10-07, 01:03
  4. Deliri di onnipotenza
    Di fischiailvento nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 15-04-07, 14:14
  5. Referendum: arginare i deliri di onnipotenza
    Di Thomas Aquinas nel forum Cattolici
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 21-02-05, 13:22

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito