
Originariamente Scritto da
aussiebloke
Post molto interessante (come sempre) gatto.
Lasciami fare un commento personale, visto che da un paio di anni lavoro in partnership con un istituto di ricerca cinese e passo anche un po' di tempo la' (quest'anno sono qui a Pechino per alcuni mesi).
Secondo me l'unico cretino e' il giornalista che ha commentato questa frase.
E' come andare a intervistare Ratzinger e riportare poi il giorno dopo la "clamorosa quanto sorprendente affermazione" che Ratzinger e' cattolico.
Ci sono 1.3 miliardi di cinesi in Cina e altri 200 milioni fra Taiwan, Singapore, Malaysia. (Senza contare quelli in USA, Australia.) Di questi 1.5 miliardi, a occhio e croce 1.4999 avrebbero detto esattamente la stessa cosa senza trovarla per nulla sorprendente. Ci sono 2 caratteri etici o culturali (in un certo senso collegati) che i cinesi trovano inconciliabili col mondo occidentale, e lo ripetono a ogni occasione:
a) il lavoro, che per i cinesi e' piu' importante che per noi...noi qui si lavora per vivere e per guadagnare abbastanza da godersi qualche svago. Un cinese vive per lo studio o per il lavoro, e' la cosa piu' nobile dell'esistenza umana. Contenti loro.
b) l'ordine sociale. Nella mentalita' occidentale, i diritti individuali vengono prima dell'ordine sociale. Anzi nel caso estremo c'e' chi sostiene che l'interesse collettivo non e' altro che la somma degli interessi individuali. Per i cinesi e' l'opposto: l'individuo spesso dal suo punto di vista limitato non puo' fare le scelte giuste per il progresso o l'interesse collettivo; in caso di conflitto e' sempre quest'ultimo che deve prevalere. Associato a questo anche il rispetto inculcato fin dalla nascita per ogni tipo di gerarchia senza la quale la societa' non potrebbe funzionare "armonicamente". La famiglia, poi il maestro a scuola, poi i professori, poi gli amministratori pubblici, ecc.
Non e' questione di governo comunista o meno, e' una cosa molto piu' profonda...e' lo stesso a Taiwan (governo nazionalista di destra), a HongKong (sistema misto capitalista/comunista) ed e' stato lo stesso per secoli nella storia cinese (governo imperiale). Ed e' lo stesso anche per i cinesi emigrati in USA o Australia, anche quelli perfettamente integrati.
Regimi "sociali" avevano tentato di imporre questi valori in itaglia (mussolini), Germania, URSS, ma erano falliti anche perche' la mentalita' occidentale e' troppo individualista, libertaria e insofferente di tale mentalita' (e mi fa piacere cosi', non la cambierei assolutamente!). In Cina la mentalita' e' collettiva e il governo la rispecchia.
(Che sfiga povero mussolini...chissa' che invidia avrebbe avuto se fosse venuto a Pechino...invece lui doveva plasmare gli itagliani, per forza che ha fallito...)
Chiedi a chiunque, anche qualsiasi persona istruita, in una libera e onesta conversazione al caffe' a Pechino o a Sydney, cosa ne pensano di quel centinaio di dissidenti che il governo reprime. Ti dicono tutti (anche quelli politicamente anticomunisti a Sydney) che i dissidenti hanno torto perche' tradiscono i valori cinesi di sacrificio delle rivendicazioni individuali a vantaggio di quelle collettive...grazie al punto di vista "collettivo" la Cina ha ottenuto innegabile progresso in benessere, ricchezza, tecnologia, sviluppo (qui a Pechino lo stile di vita e' al pari di Londra o Sydney), e percio' fintanto che dal punto di vista collettivo la cina avanza, tali dissidenti dovrebbero avere l'umilta' di sacrificare le loro rivendicazioni individuali e accettare che il progresso collettivo e' piu' importante dei loro dirtitti individuali. Anche chi perde la casa, deve capire che al posto di quella vecchia capanna (che era la sua casa) sorgera' un nuovissimo parco tecnologico con stazione metro, e dunque l'interesse collettivo batte quello individuale, come si fa anche solo a discuterne? Al massimo criticano il metodo di repressione.
(Non mischiamo qui la situazione Tibet, quella e' un'altra storia,
un'occupazione etnica di un'altra nazione. Qui voglio limitarmi
al discorso dell'ordine sociale fra cinesi).
Non voglio assolutamente fare il clarinetto, tutto il contrario. Non potrei mai adattarmi a quella mentalita', non mi piace. Pero' non si puo' sostenere che ci siano 1 miliardo di cinesi oppressi da un regime malvagio (non potrebbero fisicamente reprimere 1 miliardo di persone!) Ci sono 1 miliardo di cinesi che pensano sia giusto sacrificare diritti individuali in nome dell'armonia collettiva. Forse perche' hanno gli hanno sempre detto questo, i loro padri, i loro nonni, sui libri di scuola, ecc. Nella storia della Cina si e' sempre privilegiata la dimensione collettiva rispetto all'iniziativa individuale (ci sono varie ragioni economiche dovute alla necessita' di gestire le alluvioni dei grandi fiumi).
Percio' al momento, la domanda che si pone l'elite sociale cinese delle citta e': il governo sta facendo politiche che portano allo sviluppo collettivo? Se si', ok, va bene continuare cosi'. Quando non sara' piu' cosi' (esempio, se dovesse crescere la disoccupazione, calare il PIL, ecc), allora sara' ora di cambiare governo e/o politica, ma SEMPRE tenedo conto che la politica collettiva precede le rivendicazioni individuali.
Diventeremo tutti cosi' in occidente? Sicuramente no, per fortuna no. C'e' proprio una cultura diversa. E' piu' facile che i cinesi assorbano pian piano l'individualismo occidentale (sta accadendo in Korea e Giappone dal 1945) piuttosto che il contrario.