



La vera più grande tragedia del XX secolo è stata la rivoluzione bolscevica in Russia.
Non è un caso Lebensraum tedesco stia diventando lo stesso terreno su cui la Nato costruisce la sua offensiva nel continente eurasiatico. Ho trovato molto interessante l'ipotesi di A. Dugin riguardo "L'identificazione dell'Iperborea con l'Atlantide, del Nord con l'Occidente [che] nella dottrina di Wirth, orientò in senso ben preciso la volontà imperiale e militare della Germania, trasformando in nemici i popoli di tradizione turanica" [...] I Pangermanisti si comportarono come i classici atlantisti colonizzatori, portatori di una coscienza eurocentrica" .


Che non è vero, è stato anzi un evento eccezionale. Ha restituito l'indipendenza a numerosi popoli europei ed asiatici che non avevano ragione di essere uniti insieme ed ha restituito la Russia alla civiltà europea e le ha permesso di riscoprire la sua anima slava. La dimensione massima della Russia dovrebbe essere quell'Unione Russa teorizzata da Solgenicyn.
Questo è il punto di vista americano/eurocentrico. In realtà è stato catastrofico sotto il profilo economico, politico e sociale. Ha riportato in auge nazionalismi etnici contrapposti alla storica vocazione imperiale russa. Non ha permesso di riscoprire nulla, non c'entra un piffero la slavofilia nè il panslavismo. L'esistenza storica della Russia si è incarnata nell'autocrazia e nella ortodossia, incancellabili.


A dire la verità l'opposto...Perdendo Ucraina e Bielorussia si è ritrovata nel versante asiatico...E le scelte geopolitiche lo dimostrano.L'Urss aveva prodotto con il pan-slavismo e il pan-russismo di fondo, la russizzazione completa dei tanti popoli dell'ex impero: cosa che gli Zar mai si sono azzardati a fare, lasciando vivere in autonomia le miriadi di culture presenti in quei vasti territori.Se qualcuno avesse dato ascolto a Solzhentizyn e le sue teorie strambe, ci si sarebbe ritrovati in un caos pari a quello balcanico: ossia il grande desiderio degli americani.







