Non apro il topic per sbandierare mie teorie più o meno enfatiche. Anzi, lo apro per stimolare una discussione e sentire le vostre opinioni.
Notiamo tutti che la Cina si sta comportando in modo inusuale rispetto ad altre superpotenze: il suo non-interventismo è ormai un classico. La logica la sappiamo (la guerra danneggia le rotte commerciali, il commercio è tutto, dunque viva la pace e noi intanto vi facciamo le scarpe).
Se non fosse che la Cina non tollera insurrezioni nei propri confini. Vedi Tibet, ma vedi soprattutto Xinjang (o Turkestan Orientale).
Come si rapporta la Cina sostanzialmente atea a una minaccia terroristica di origine religiosa?
Vi ricordo gli enormi interessi economici cinesi in due aree dove vi è anche la componente islamica: Asia Centrale, Africa (la questione malese è in parte sopita).
Come proseguirà questo confronto già aspro ma senza ancora alcuna conseguenza globale?
Butto nel calderone ancora uno spunto: la Cina è tradizionale competitor dell'India, ma per una volta entrambe sono sotto lo scacco del terrorismo islamico. La cosa può unirle?




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