Io, a 32 anni, se mi drogo, senza l'influenza di una compagnia di amici, non sono uno che lo fa per "obbligo" culturale, ma uno sfigato per altri motivi. E' il messaggio revisionistico che rende importante la frase del ministro, rivolto a chi, frequentando certi ambienti e avendo certi tipi di divertimenti, sentendosi sfigato, per ragioni senz'altro di debolezza, diverrà sfigato davvero.






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