l'uomo ha sempre usato droghe, perché, di solito, le droghe danno piacere... e la ricerca del piacere è un fattore comportamentale intrinseco dell'umanità, i cui soli eccessi possono acquisire caratteristiche patologiche
la modificazione dello stato di coscienza, ottenuta attraverso l'uso di reattivi chimici o mediante altre tecniche, è un impulso atavico e transculturale: il consumo di sostanze è diffuso presso ogni popolo della terra ed è attestato fin dal paleolitico
usare le droghe per fuggire la realtà e la propria coscienza non è la regola bensì la sua eccezione, la cui estensione dipende dalla diffusa nevrosi della società moderna.
"Storicamente, il motivo fondamentale e fondante l'uso delle droghe risiede nell'intenzione di conseguire una maggiore comprensione della realtà, non per fuggirla" (G. Samorini)
le droghe psichedeliche, per esempio, se impiegate in opportune condizioni di set e setting, inducono esperienze trascendentali, illuminanti e rivelatrici aiutano a trovare risposta a domande spirituali e a giungere ad una maggiore comprensione di se stessi e del dialogo interiore
L'uso delle sostanze psicoattive è stato interpretato dallo psicofarmacologo Ronald Siegel in termini di "bisogno primario" dell'umanità. Le droghe sarebbero infatti "agenti adattogeni", che aiutano gli individui a far fronte ad una serie di esigenze esistenziali. E la ricerca dell'ebbrezza sarebbe quindi una "forza motivazionale primaria".





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