







Attenti a votare, in giro ci sarebbe gente che vorrebbe sentirselo dire.Ma in realtà è solo un po' sfigata.


mbè? sti nomi????
cos'è un radical chic?


Definizione divertente.
http://www.renatocrotti.it/crotti/dizio/radical.htm
Termine coniato nel 1970 dal giornalista Wolf riferendosi a un concerto di beneficenza diretto da Leonard Bernstein in favore del movimento estremista delle Black Panthers e ripreso da Indro Montanelli per definire una particolare categoria di intellettuali.
Chi, specialmente in campo politico, ostenta atteggiamenti anticonformisti o di rottura con la tradizione, ma in realtà rimane fondamentalmente conformista e assume atteggiamenti da aristocratico della cultura.
Radical-chic sono quegli intellettuali che hanno la pretesa di insegnare agli altri ciò che loro stessi non sanno e non capiscono. I radical-chic si dividono in due categorie: i radical-chic "innocenti", che non sanno nulla di economia e si lasciano andare a dichiarazioni e ad atteggiamenti dettati dal cuore e non dalla ragione; e i radical-chic "pericolosi", che capiscono di economia ma fanno scientemente di tutto per ingannare l’opinione pubblica quando si deve giudicare correttamente l’economia di mercato (Eugenio Scalfari è il leader riconosciuto di entrambe queste categorie).


il demauro
ra|di|cal–chic
agg.inv., s.m. e f.inv.
ES ingl. agg.inv., s.m. e f.inv., iron., spreg., che, chi manifesta per moda e snobismo tendenze politiche di sinistra: locale frequentato da r., borghesia r. | agg.inv., di qcs., che rivela tali tendenze: atteggiamento, abbigliamen-to r.
http://www.demauroparavia.it/90212
questo invece l'ho trovato in rete:
Intellettuale di sinistra, spesso universitario. Parla di politica e di lotte sociali ma è di ceto medio-alto ed ha il sedere al caldo.
qui invece la genesi
http://www.ibs.it/code/9788876150951...c-fascino.html
Negli anni Sessanta e Settanta diventò estremamente di moda, per gli intellettuali newyorchesi ricchi e affermati, ospitare nei propri salotti ogni possibile rivoluzionario radicale, dalle Pantere Nere agli antimilitaristi agli hippy psichedelici. In questo libro Tom Wolfe mette in ridicolo quegli ambienti (di cui esiste anche una versione italiana), descrivendo una serie di serate mondane all'insegna di "Invita-una-Pantera-Nera-al-Cocktail". Quando il libro apparve per la prima volta nel giugno del 1970 sul "New York Magazine", lo scandalo fu grande: fu una dura e sana presa in giro della Buona Coscienza Progressista, tuttora attuale.
I vostri commenti


Ero radical-chic ma ho smesso, troppo buonisti.
Ora voglio la ghigliottina in ogni terrazzo![]()
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