Ripeto: Una domanda ai liberali: nella dinamica lavoro-capitale, lavoratori-imprenditori (assunzioni, orari, paghe, redistribuzione degli utili ecc ecc) dove sta l'equilibrio tra il singolo ed il singolo? Se manca una rappresentanza della parte più debole (inevitabilmente più debole contrattualmente) dove sta la necessaria spinta al miglioramento? Che c'è solo dove esiste lotta vera? Quella che costringe al miglioramento dell'insieme?
Mi scusino gli altri




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