Incredibile. A Vicenza c'è la fantastica opportunità di aumentare l'indotto, di costruire nuovi edifici, di portare in saccoccia contributi milionari, di dare lustro all'intera provincia, ma sinistra e Partito Democratico locale, in nome di un antiamericanismo ormai rancido e fuori dal tempo, si oppongono all'ampliamento della base statunitense e all'arrivo di migliaia di soldati (appartenti non ad una potenza nemica, ma al più grande paese libero el mondo, alleato da decenni al nostro paese).
Di fronte all'assenso del precedente esecutivo di centrosinistra guidato da Prodi, e a quello attualmente in carica, per concedere i terreni e l'utilizzo della base esistente alle forze americane, viene organizzato un referendum-farsa, con lo scopo di chiamare i cittadini ad esprimersi sul nulla.
E' chiaro, infatti, che il governo ha tutto il diritto di confermare, e il dovere di rispettare, impegni internazionali.
Nonostante la recente lettera di Berlusconi al sindaco di Vicenza Variati, in cui si chiede di fermare l'inutile e anzi dannoso voto referendario, la giunta locale di centrosinistra ha deciso di andare avanti, contro il sì di ben 2 successivi governi nazionali di diverso colore, il sì della giunta precedente, il sì del TAR all'avvio dei lavori.
Stupefacente l'autolesionismo del PD locale, e vergognoso l'antiamericanismo che impregna ancora questo partito che si dice "riformista".
Inaccettabili le violenze dei manifestanti contrari alla base, giustamente fermati dalle forze di polizia solo qualche giorno fa.
Di fronte a questo atteggiamento, tutte le persone serie e consapevoli non possono che esprimere il loro convinto "SI'" al Dal Molin, alla presenza americana a Vicenza, alla riaffermazione della stretta amicizia fra Italia e Stati Uniti.




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