Tu dici che: << E dunque...coloro che non rinascono più nel kamaloka e neppure nell'arupaloka...colui che è definito "anagamin", e che non rinasce più in toto...cosa possiamo dire di costui? E' nella libertà assoluta dello spirito ma appartiene sempre e tuttora al manifesto?
Se vi appartiene non è libero. Ciò che permane nel manifesto ESISTE, e l'esistenza non dà libertà >>.
Allora, se ho capito bene la tua affermazione, devo dire che è semplicemente errata.
Colui che si definisce "anagamin", se è vero che non rinasce più nel kamaloka, rinasce invece in una "dimora pura" che si trova nei piani divini del kamaloka. Solo l'arhat, tra gli sravaka, realizza il nirvana, la liberazione dai tre mondi, anche quelli divini.
Cosa significa: << Ci si ferma a quel che serve davvero..non si va oltre >>; tu pensi veramente che il nirvana e l'illuminazione sia un fermarsi a metà strada?





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