
Originariamente Scritto da
viltrio
si è detto che i radicali non parlano molto di economia.
personalmente penso che uno dei migliori pensatori riguardo alle tematiche economiche l'abbiano cresciuto proprio i radicali.
Benedetto della Vedova ha deciso di distaccarsi dai radicali al momento della svolta socialista, e ormai, data la sua vocazione bipartitista, sarà irrecuperabile. peccato.
se fossi nato vent'anni prima probabilmente avrei votato radicali, almeno fino al 1987.
Sinceramente non ho capito la svolta transnazionale (apropos, se qualcuno che l'ha vissuta può spiegarmela in 2 righe), tanto più che nelle elezioni post-tangentopoli avrebbero potuto ottenere, come PR, un risultato dignitoso intercettando i voti dei craxiani in fuga verso berlusconi.
alcune battaglie radicali rimangono molto valide, e di solito vengono riprese da altri senza neanche 'citare la fonte'. altre sono più sconclusionate (e di solito sono quelle che vengono da Pannella)
oggi a mio avviso la scelta più adatta è quella di far eleggere qualche rappresentante in uno dei due grandi partiti (personalmente, tra i due, preferisco il pd), e cercare di portare avanti qualche iniziativa insieme alle infinite associazioni che compongono la galassia.
il sogno sarebbe quello di ricreare una lista attorno ad una personalità forte ma non troppo trita e ritrita per avere un risultato intorno al 6-7 % (sullo stile di Bonino alle europee '99).
tuttavia il tempo delle'grandi battaglie' mi sembra concluso, e sono sostanzialmente d'accordo con questo post a commento della rassegna di stamattina (di Marco Cappato, sicuramente uno dei miei politici preferiti).
http://malvino.ilcannocchiale.it/post/2031859.html