d.ma.: Da qualche minuto si parla sempre più di un governo di minoranza dei conservatori. Ma dipende tutto da Brown.
Freedomland, il blog di Simone Bressan


d.ma.: Da qualche minuto si parla sempre più di un governo di minoranza dei conservatori. Ma dipende tutto da Brown.
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BREAKING NEWS Mr Brown says that, if talks between Nick Clegg and David Cameron fail, he will talk to Mr Clegg. He says they have concerns in common - political reform and dealing with the economic challenges ahead.
Mr Brown says the economic challenges the country faces must be met. He understands and respects Nick Clegg's decision to make contact first with David Cameron, he adds.
BBC News - Election 2010 - Live coverage - General Election 2010
Ultima modifica di Florian; 07-05-10 alle 15:01


d.ma.: Immediate legislation è la parola d'ordine del giorno.
Freedomland, il blog di Simone Bressan
Ultima modifica di Florian; 07-05-10 alle 15:00




Brown dopo l'atteggiamento bellicoso di prima mattina è venuto a più miti consigli e lascia campo libero ad un'eventuale intesa tra conservatori e libdem. Se Cameron e Clegg si mettono d'accordo è fatta.![]()


Gb, il politologo Tim Bale: "Senza solide alleanze si ritornerà a votare"
La Stampa, 7/5/2010
Il professore del Sussex: «I Tory vincono per sbaglio»
Il professor Tim Bale, politologo dell'Università del Sussex e autore del saggio «The Conservative Party from Thatcher to Cameron», ha studiato proiezioni e dati fino all'alba. Per uno dei massimi esperti di storia Tory, lo scenario è interessante per definire il partito ancora alla ricerca dell'identità post-thatcheriana.
Che cosa deve aspettarsi oggi il Regno Unito?
«I Tory vincono ma restano al di sotto dei 326 seggi necessari per governare da soli. Se stamattina con gli ultimissimi spogli dovessero ottenerne più di 310, credo che faranno a meno dei Libdem e tenteranno un governo di minoranza con l'appoggio degli unionisti irlandesi. In questo caso torneremo alle urne molto presto, perché gli unionisti chiederanno in cambio un trattamento speciale che Cameron non potrà concedere, a meno d'inimicarsi scozzesi e gallesi. L'alternativa è un accordo con i Libdem, indispensabile se i Tory prendono meno di 310 seggi, ma comunque insufficiente a garantirci un governo che duri 5 anni».
È più verosimile un matrimonio Libdem-Laburista o Libdem-Tory?
«Per i Libdem sarebbe sciocco allearsi con i conservatori. Primo: possono ottenere molto di più dai laburisti, che sono più in difficoltà. Secondo: l'elettorato e l'establishment Libdem non vedono di buon occhio i Tory e Nick Clegg ha bisogno di tre quarti del partito per entrare in qualsiasi coalizione. Terzo: Cameron non appoggerà mai la riforma elettorale. Infine la distribuzione delle poltrone: impossibile che Clegg diventi ministro degli Esteri con un partito così euroscettico o Vince Cable sfili il posto di Cancelliere a George Osborne, prediletto di Cameron».
Sembrava un voto di routine e si è rivelato storico. Perché?
«I dibattiti tv hanno catalizzato un malumore che cresceva da anni. I Tory si apprestavano a vincere per inerzia, senza aver convinto la gente che loro rappresentavano davvero il cambiamento. I Libdem, nuovi nel panorama politico, hanno colmato quel vuoto. Per la prima volta dal '92 siamo andati nell'incertezza. Nel '97 tutti si aspettavano che Blair avrebbe trionfato, seppure non in quel modo. Clegg però deve fare attenzione, se non riesce a trasformare il suo successo nella riforma elettorale di cui ha bisogno per sopravvivere si sgonfierà e i Libdem torneranno al dignitoso ma minoritario 23% che avevano prima dell'exploit del 16 aprile».
Al di là della performance personale di Gordon Brown, come uscirà il Labour Party da questo annus horribilis?
«Il Labour sopravviverà. Quel che tramonta oggi è l'esperienza del New Labour, l'era blairiana che però si era probabilmente già conclusa con l'uscita di scena di Tony Blair. È interessante capire quale sarà la sentenza della storia. Secondo un sondaggio, il 40% degli inglesi ritiene che l'avvento del New Labour nel 1997 sia stato un male per il Paese, solo un quarto degli interpellati ne ha un giudizio positivo. È ingeneroso, sotto il cancellierato Brown la Gran Bretagna ha avuto una crescita impressionante, da vera età dell'oro. Ma c'è ancora tempo per il requiem. Vedremo oggi se i laburisti sapranno scartare a sorpresa raggiungendo un rapido accordo con i Libdem, magari a costo di sostituire al volo il premier con David Miliband, Alan Johnson o Alistair Darling».
La campagna elettorale è stata emozionante. La prestazione del vincitore, Dave Cameron, un po' meno. E' d'accordo?
«I Tory vincono per sbaglio, il loro successo non ha nulla a che vedere con la volata di Blair nel '97. Il problema però è il partito, non David Cameron. In 4 anni Cameron ha fatto miracoli. Nel 2005 i conservatori erano morti, lui ha dato loro un volto nuovo e un centinaio di parlamentari in più in Parlamento»
Gb, il politologo Tim Bale: "Senza solide alleanze si ritornerà a votare" - LASTAMPA.it
Ultima modifica di Florian; 07-05-10 alle 15:15


ANALISI / Un'occasione perduta per la storia coraggiosa di Cameron?
di Andrea Romano
Il Sole 24 Ore, 5 maggio 2010
Al momento il Parlamento britannico è senza una maggioranza chiara, al termine della campagna elettorale più incerta dell'ultimo quarto di secolo. Un sistema elettorale impietoso, e non del tutto comprensibile per chi come noi è abituato a ragionare su uno sfondo proporzionale anche nel contesto di un sistema maggioritario, ha privato il partito conservatore di quel ritorno a Downing Street che David Cameron andava preparando da cinque anni. Un'occasione perduta per una storia di coraggiosa innovazione politica, che lo ha visto scommettere sulla conquista di quell'area di centro che aveva garantito al New Labour la realizzazione delle sue politiche più innovative. Un centro da intendersi non nell'accezione italiana, e dunque come area paludosa del compromesso opaco, ma come leva delle riforme e del cambiamento. Cameron ha dunque capovolto la retorica del nostalgismo thatcheriano nella quale erano affondati i Tories scommettendo su una società dove la diversità etnica e culturale, l'attenzione all'ambiente e la garanzia di servizi pubblici efficienti sono ormai considerati pilastri del discorso pubblico. Ed è riuscito a far convivere (per ora in termini puramente teorici) una parte del bagaglio ideale del Partito conservatore con le suggestioni più avanzate del neolaburismo, che tra i suoi successi può ben vantare quello storico di aver cambiato nel profondo la costituzione simbolica e culturale della Gran Bretagna. D'altra parte il Labour smentisce le previsioni più catastrofiche, tenendo ben saldo il secondo posto e confermando quel vasto radicamento dal quale potrà uscire in tempi relativamente brevi un successore alla leadership ormai esaurita di Gordon Brown. E' un risultato comunque scoraggiante, per un paese che già nei prossimi giorni avrà bisogno di una guida politica chiara e lucida per tempi tutt'altro che semplici.
5 maggio 2010
ANALISI / Un'occasione perduta per la storia coraggiosa di Cameron? - Il Sole 24 ORE


a.man.: 14.05 The results of a Comres flash poll says that 81% think that the leader of the party with the most votes in the election should be PM.
Other results include:
51% say the leader of the party with the most seats should be prime minister
In the event of a hung parliament I would prefer David Cameron to be prime minister - 48% to 45%
61% say they would not prefer Gordon Brown to be prime minister in the event of a hung parliament.
Freedomland, il blog di Simone Bressan
Vai Dave, vaiii!!!![]()
Ultima modifica di Florian; 07-05-10 alle 15:23


Ora sulla BBC sta parlando Cameron.
Ultima modifica di Bèrghem; 07-05-10 alle 15:47
Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)