Alitalia, la Cai ha ritirato l'offerta
Ultimatum scaduto, è rottura. Si va verso il fallimento.
E arriva la cassa integrazione per 4mila lavoratori
ROMA
La Cai ha ritirato l’offerta per Alitalia, dopo l’ultimatum scaduto venti minuti fa. Entro le 15.50 i sindacati avrebbero dovuto dire alla Cai se intendevano accettare il nuovo piano industriale della Newco. L’attenzione era rivolta al "fronte del no" del sindacato: Cgil, Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl avevano inviato una controproposta a Governo e Cai.
Intanto il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, aveva comunicato ai sindacati l’avvio formale della procedura di cassa integrazione straordinaria per i dipendenti direttamente o indirettamente collegati all’utilizzo dei 34 aerei già messi a terra. Riguarda 831 piloti per 12 giorni al mese, 1.383 assistenti di volo per 10 giorni al mese e 2.072 dipendenti di terra per 6 giorni al mese.
La novità della giornata era stata l'apertura di Filt-Cigl, Anpac, Unione piloti, Anpav, Avia e Sdl in una lettera inviata alla Cai, al commissario straordinario Augusto Fantozzi, al ministro dell’Economia e alla Presidenza del Consiglio. Per le sei sigle l’intesa sull’offerta «poteva essere raggiunta attraverso un negoziato seppur in tempi brevissimi». Cgil e autonomi, si legge, «intendono notificare l’interesse e la disponibilità all’identificazione di un accordo sulle condizioni contrattuali dei piloti, degli assistenti di volo, del personale di terra certi che gli obiettivi di produttività e flessibilità esposti dalla Cai possano essere raggiunti e condivisi».
Berlusconi però non aveva lasciato spazio a trattative e già in mattinata aveva gelato Epifani: «Si può andare avanti anche senza la Cgil». Intanto per il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, se la situazione va avanti così «la via obbligata sarà il fallimento», ma si dice anche «fiducioso che si determinino le condizioni affinchè la Cai confermi l’offerta e si possa andare avanti a negoziare». La Cgil intanto si oppone anche al fattore "ultimatum": «Non si capisce il perchè. L’offerta della Cai scade il 30 settembre, per cui ci sarebbe la possibilità di ricercare il consenso più ampio possibile: non è soltanto un problema democratico, è un fatto decisivo per far volare gli aerei», spiega il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni.
Posizione già chiara quella della Cisl: «Ho detto di sì perchè noi abbiamo esercitato tutta la pressione propria di una sindacato che vuole salvare il maggior numero di persone», ha detto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, in una intervista a Il Giornale. Linea simile a quella della Uil che - dice il segretario generale Luigi Angeletti - non nasconde che la proposta sul contratto è «lontana da ciò che i sindacati pensano sia equo pattuire», ma se non si vuole il fallimento va evitato che l’offerta della Cai venga ritirata «perchè i sindacati non hanno accettato». E Renata Polverini, segretario generale dell’Ugl, ritiene giusto «uno scatto di orgoglio per rendere questa vertenza meno brutta possibile», e annunciando il suo sì lancia ai piloti «un appello al senso di responsabilità».
Intanto anche oggi non sono mancate le manifestazioni di protesta a Fiumicino: davanti al varco equipaggi si sono riuniti comandanti, hostess e steward fuori dall’orario di lavoro. I voli, però, sono stati regolari. Continua a fare discutere anche l'attacco lanciato lunedì sera da Berlusconi contro la Cgil e il suo leader (per il Cavaliere «i veri responsabili di un eventuale affossamento della trattativa»). Massimo D'Alema accusa il premier di «indegna aggressione». E sull'utilità che sia firmato comunque questo accordo, eventualmente anche a naso turato pur di evitare il fallimento della compagnia di bandiera, l'ex vicepremier spiega che non è questione di sigle sindacali: «La situazione è grave per colpa della politica. La questione di fondo è che la soluzione trovi il consenso dei lavoratori, perché a guidare gli aerei o a fare le hostess non ci vanno i segretari confederali ma i lavoratori. Se Alitalia vuole tornare competitiva deve avere l’adesione e il consenso dei lavoratori, e non basta quello dei segretari dei sindacati».
http://www.lastampa.it/redazione/cms...6576girata.asp




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