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Discussione: sinistra democratica.

  1. #91
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    Citazione Originariamente Scritto da Rossodisera Visualizza Messaggio
    scusa Demi Romeo, ma come fai a parlare di Craxi senza parlare del sistema delle tangenti?? cioè per citarti sempre il caso macroscopico di cui sopra, sarebbe come parlare di Mussolini e evitare di citare le leggi razziali o l'entrata in guerra...ma un uomo politico, secondo te, può essere giudicato al di là della sua condotta politica e umana?? e in particolare, un socialista?? mettere in piedi un sistema come quello della corruzione, non fa parte del'operato politico?...accettala come una simpatica provocazione...ma la tua risposta mi sembra un pò ideologica, peggio di quella che potrebbe dare un "comunista"!

    Ti invito a vedere la puntata di "blu notte" che Carlo Lucarelli ha dedicato a Tangentopoli (la trovi sul sito della trasmissione). Credo si tratti di una ricostruzione equilibrata che offre numerosi spunti di discussione.
    Craxi non è solo tangenti.
    riconosco determinati sbagli, ci mancherebbe, ma sarebbe anche ora che si riconoscessero obiettivamente le idee politiche, le intuizioni, l'operato in politica interna ed estera, compreso il ruolo nell'IS e nell'ONU, oppure ancora in carica di premier o di novello deputato durante gli anni di piombo.

    siccome ci stiamo occupando di RIFORME, di POLITICHE, di RISPOSTE a determinate questioni, il fattore-tangente non ci riguarda!

    smettiamo di essere prevenuti e piuttosto cerchiamo di cogliere l'eredità di un'esperienza politica a sinistra che non può essere né evitata né dimenticata!

    inoltre non è stato Craxi a metter su quel genere di sistema!

    il finanziamento illecito esiste dalla Liberazione e riguarda tutti i partiti, a maggior ragione i partiti di massa, i partiti che si contendono il primato elettorale... e non solo (siamo in guerra fredda)!

    prima e dopo Craxi ci sono stati diversi scandali, anche di entità maggiore rispetto a tangentopoli.
    cito lo scandalo internazionale Lockheed o Bancopoli di qualche anno fa, riguardante esponenti politici non socialisti e persino a distanza di trent'anni!

    se dovessimo cogliere il lato buio della politica, verrebbe meno e andrebbe delegittimata l'opera politica di grandi esponenti della storia repubblicana: da De Gasperi a Togliatti, da Berlinguer ad Andreotti!

    questo non vuol dire giustificare determinati fatti, ma sicuramente si cerca di scrutare gli avvenimenti con un'ottica mirata e concentrata sull'oggetto della questione!

    per onestà intellettuale dovremmo riconoscere quanto detto!

  2. #92
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    Da una parte si parla di Craxi dall'altra di Togliatti.. ma siamo destinati a morire??? Ecco perchè appoggio Sd: nè con togliatti nè con craxi.

  3. #93
    European Socialist
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    Citazione Originariamente Scritto da Tambourine Visualizza Messaggio
    Da una parte si parla di Craxi dall'altra di Togliatti.. ma siamo destinati a morire??? Ecco perchè appoggio Sd: nè con togliatti nè con craxi.
    e allora cosa siete?

    è lo stesso ragionamento dei piddini.

    unire due tradizioni, non vuol dire superare le differenze e creare un soggetto coerente nell'agire politico.

    SD nella prassi è molto più vicina a Berlinguer (non dico Togliatti) che a qualsiasi forma di socialismo europeo attuale o passato.

    se dovessimo realmente confrontare il programma del PS con quello di Rifondazione e SD, la Sinistra risultante non sarebbe persino capace di gestire le politiche del Lavoro perchè le singole parti hanno maturato nei decenni (appunto il riferimento storico) un approccio diverso alla risoluzione dei fatti.

    non a caso SD e Rifondazione parlano ancora di scala mobile mentre il PS ritiene doveroso anzitutto abbattere l'inflazione.

    cosi come altri mille esempi!

    in ogni caso il PS è il referente del Socialismo Europeo e nel suo programma è perfettamente allineato alle grandi sinistre europee appartenenti alla nostra stessa famiglia!

    per cui dovremmo riflettere sull'adattabilità riuscita della sinistra socialista in Europa rispetto a quella di stampo comunista o post-comunista, oltre naturalmente alla vittoria storica sul comunismo e su tutto quello che ha prodotto.

  4. #94
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    Vorrei esprimere il mio parere.
    Innanzitutto chiarisco una cosa: sono un militante del PRC, area "Rifondazione per la Sinistra" (Nichi Vendola), e sono (e continuerò ad essere) Comunista. Mi sono schierato per la costituente di Sinistra. MA la costituente di Nichi Vendola e Claudio Fava non mi convince, e credo che non mi convincerà mai del tutto. Per un motivo molto semplice: NON è più quel progetto ambizioso che era prima dei congressi. In particolare, non c'è più (parole di Claudio Fava) la volontà di unire tutta la Sinistra (e per Sinistra intendo tutta la ex-SA, i movimenti, la "sinistra diffusa"), ma più banalmente "chi ci sta", a determinate condizioni. In più, stiamo assistendo all'ennesimo accordo di vertice, che porterà tre minoranze (del PRC, del PdCi, dei Verdi), insieme a SD (che non è "quantificabile"), a confluire in un soggetto politico che, inevitabilmente, entrerà in "collisione" con un eventuale nuovo Partito Comunista (PRC+PdCi). Per portarci a quale risultato? Vogliamo prendere il 2,5% ciascuno e non superare lo sbarramento?

    I compagni di SD mi diranno che i Ferreriani e i Dilibertiani hanno deciso di isolarsi. Ok, ma noi abbiamo fatto tutto il possibile per offrire uno "spazio" adeguato anche a loro? Stiamo continuando a fare qualcosa in questo senso? O ci stiamo isolando anche noi?
    Dico questo perchè vedo che, nel PRC, accadono cose sempre più assurde. Da un lato abbiamo la maggioranza, contraria a qualsiasi costituente, isolazionista, anti-governativa a priori. Maggioranza che, tra l'altro, ha vinto il congresso con un vero e proprio "golpe". Ma, comunque, l'ha vinto (e dovremmo tutti farcene una ragione..). Dall'altra parte abbiamo la minoranza impegnata, più che altro, a criticare e boicottare qualsiasi iniziativa della maggioranza. Ne consegue un clima di scontro continuo, un "mettere paletti" da entrambe la parti, continui botta e risposta su tutto, anche su cose piuttosto futili. Dovrebbero calmarsi un pò tutti e collaborare per il bene del partito e della sinistra, e invece continuano a scannarsi... il PRC è riuscito a dividersi anche durante la manifestazione dell’11 ottobre, con Ferrero & co. davanti e Vendola & co. dietro, a debita distanza. Ma che segnale è? Che razza di Sinistra vogliamo costruire? Vogliamo solo aizzare Ferreriani contro Vendoliani e viceversa?

    Ferrero, su alcune cose, ha pienamente ragione... Come si fa a ricostruire la Sinistra partendo con una scissione (anzi, con più scissioni)? Non è un controsenso? Ed è questo che non mi convince nell'attuale costituente di Sinistra... Io sogno un partito che sia l'unione di TUTTE le forze veramente di Sinistra, e cioè quelle che componevano la SA, senza dimenticare la "sinistra diffusa" e i movimenti. Questo tipo di costituente è un progetto ambizioso, di ampio respiro, rivoluzionario, non la costituente che unisce le minoranze e spacca i nostri già debolissimi partiti, per ripresentarci, alla fine, un quadro politico sostanzialmente invariato perché ancora troppo frammentato.

    Tra l'altro, rimanere divisi non ha alcun senso. Non ha senso perchè nessuno dei nostri partiti, da solo, ha la forza per contare qualcosa a livello nazionale. E di fronte a colossi come il PDL e il PD, o conti qualcosa (a livello di milioni di voti, di punti percentuali…) oppure la tua presenza o meno in parlamento è totalmente ininfluente (vedi UDC). Nemmeno come opposizione sarebbe possibile far “pesare” la nostra voce. Poi, se l’unico obiettivo è quello di avere una rappresentanza qualsiasi solo perché “ci dobbiamo essere”, ok…ma non capisco l’utilità dell’operazione.
    Rimanere divisi non ha senso perché, di fronte alla drammatica offensiva portata avanti da governo e confindustria, una risposta frammentata e disordinata non ci porta da nessuna parte, non produce nessun effetto.
    Ma soprattutto, rimanere divisi non ha senso perché, anche se non ce ne rendiamo conto, lottiamo per le stesse, identiche cose. Le priorità politiche sono esattamente le stesse, inutile ripeterle, sono quelle esposte durante la manifestazione dell’11 ottobre. Sotto questo punto di vista, che per un partito è quello principale, c’è una pressoché totale convergenza.
    E allora, perché concentrarsi sulle micro-differenze e non su queste enormi affinità? Perché continuare a litigare a suon di “..io sono più comunista di te..”, “..io mi sento più socialista..” ecc ecc.? Basta, vi prego… noi non facciamo altro che litigare e, nel frattempo, Berlusconi ha già sfornato leggi ad personam per salvarsi dai processi, ha distrutto la scuola pubblica, ha regalato Alitalia ai furbetti e scaricato i debiti su di noi… e chissà cos’altro ci aspetta.

    La verità è che, forse, i veri razzisti non sono i leghisti, ma siamo noi, che ci guardiamo con sospetto tra compagni, tra persone provenienti dalla stessa cultura. Sì, proprio noi, tutti, cominciando da Rifondazione per finire a Sinistra Democratica.

    Ad esempio, cos’è che vuole in fondo Diliberto? Conservare l’identità comunista? Ma è quello che voglio anch’io! E perché non lo può fare in un partito più grande del suo, che vada al di là dei suoi recinti, insieme a gente che condivide la sua lotta politica, ma magari proprio comunista non è o non lo è più? E “noi della costituente” , siamo proprio sicuri di aver offerto a Diliberto e a Ferrero questa possibilità? Di avergli messo a disposizione uno “spazio” adeguato? O ci stiamo ghettizzando esattamente come loro, né più né meno? Sinceramente, anche io avrei qualche difficoltà a relazionarmi, ad esempio, con Occhetto, perché per me è il simbolo della distruzione del PCI. Ma ora Occhetto è, insieme a me, impegnato nella costruzione della nuova Sinistra, e si batte quotidianamente per gli stessi ideali per i quali mi batto io. E questo mi basta per cancellare il mio pregiudizio. Oltretutto, la maggior parte dei militanti di SD che conosco non rimpiange affatto né i DS né il PDS, quindi…

    Per realizzare una vera unità, abbiamo considerato delle alternative alla costituente? Rifondazione rappresenta attualmente un elemento di frattura all’interno della Sinistra, ma potrebbe anche, paradossalmente, costituire una chance per l’unità della Sinistra, se la Sinistra si ricostruisse partendo proprio da Rifondazione Comunista. A chi sta già storcendo il naso, vorrei ricordare che il PRC nasce dall’ideologia comunista (da tanti considerata un’antica reliquia), ma negli anni ha portato avanti uno straordinario processo di arricchimento (“modernizzazione” proprio non mi piace) e di contaminazione. Il PRC ha introdotto, nella tradizione comunista, temi fondamentali come la non-violenza, il pacifismo, la difesa dell’ambiente; ha appoggiato i movimenti no-global, anzi è stato protagonista della stagione movimentista; è al fianco dei movimenti gay, lesbo, trans, ed è riuscito ad eleggerne una rappresentante, Vladimir Luxuria. Insomma, il PRC non è certo un residuo del passato ma, al contrario, un partito che ha saputo evolversi, un partito precursore sotto tanti punti di vista. Non dimentichiamoci che il PRC ha anche espresso un presidente regionale, Nichi Vendola, a capo di una maggioranza di centrosinistra che ha trasformato la Puglia nella regione che cresce di più in Italia e che vanta, ad esempio, risultati record nel campo della produzione di energia da fonti rinnovabili. E a chi accusa Nichi di “anticomunismo”, vorrei dire che, se oggi esiste il PRC, è anche merito suo.

    Un partito moderno, quindi, non solo di lotta ma anche di governo. E, tuttora, nettamente il partito di Sinistra più “grosso” (se così si può definire dopo la batosta) e più radicato sul territorio. E allora, se può servire ad unire tutte le anime della ex-SA, perché non ripartire proprio da Rifondazione? Perché non cercare un compromesso che consenta a tutti di sentirsi a proprio agio in una ipotetica Rifondazione allargata ed ulteriormente evoluta? Magari con la falce e il martello tanto cari a Diliberto, ma senza paletti e recinti come piace a Claudio Fava (e a me). Certo, ognuno dovrebbe rinunciare a qualcosina, ma il compromesso sarebbe più semplice e ne guadagnerebbe la sostanza, l’azione unitaria.

    La ricerca di più forme di unità ha portato, in questi mesi, ad ulteriori divisioni, sempre nel PRC. Esempio: la dichiarazione di Diliberto, che auspicava una lista comune con il PRC per le europee (sappiamo, inoltre, che il PdCi sostiene la cosiddetta “costituente comunista”). Risposta di Gennaro Migliore: “Mai!”. Ora, io sono per la sinistra unita e sto con Migliore… ma perché, se l’ipotesi SD + min. PRC + min. PdCi + min. Verdi (l’attuale cost. di sin.) è considerata buona e giusta, l’ipotesi PRC + PdCi dovrebbe invece essere considerata sbagliata a priori? In fondo, sono due interpretazioni dello stesso bisogno di unità. Non dimentichiamo che il PdCi non è altro che una parte del PRC e che, ormai, non hanno alcun senso due partiti comunisti divisi.

    In ogni caso, Claudio Grassi ha recentemente “aperto” a possibili liste comuni, per le europee, con PdCi, SD o suoi componenti, Sinistra Critica e Partito Comunista dei lavoratori. Non è la Sinistra Unita, ma è già qualcosa. Ma io dico: se, a quanto pare, non sarà più possibile presentarci da soli, con il simbolo del PRC (perché c’è sempre il rischio di non superare lo sbarramento), che senso ha rimanere isolati, come partito?

    Per concludere, vorrei parlare del tema che più di tutti ci divide, e che mi vede lontano dalle posizioni di Claudio Fava: l’alleanza col PD. Io sono assolutamente contrario, almeno per ora, perche:
    -il PD ha rotto l’alleanza con noi ad aprile, per inseguire l’utopia dell’autosufficienza, nonostante tutti gli appelli per l’unità
    -il PD ci ha portato via un sacco di voti con il trucco del “voto utile”, contribuendo alla scomparsa della sinistra e dei socialisti
    -il PD ha rifiutato persino l’invito ad organizzare una manifestazione unitaria del centrosinistra
    -il PD, invece di tornare sui suoi passi e ammettere i propri errori (come invece abbiamo fatto noi), insiste e cerca, oggi, un’assurda alleanza con l’UDC
    -ma, soprattutto, il PD è, oggi, lontano anni luce dall’Ulivo del 2006 (margherita compresa). La sua linea politica attuale, troppo moderata e centrista, è certamente incompatibile con le nostre posizioni. In pratica, sarebbe solo un’accozzaglia incoerente per cercare di vincere, ma dopo?

    Io, invece, credo che un po’ di opposizione non ci farebbe male. Ci aiuterebbe a capire i nostri errori. Inoltre, se si riuscisse a costruire una Sinistra Unita in grado di rappresentare tutti gli elettori di SD, PRC, PdCi e Verdi, il PD non potrebbe ignorarci (o, peggio, fagocitarci come sta accadendo con parte del PS), perché l’elettorato potenziale di un soggetto simile non è certo roba da poco. E, una volta riconquistato un certo consenso (e solo allora) la Sinistra potrebbe pensare ad un’alleanza col PD, perché a quel punto potrebbe far valere le proprie ragioni. Così, divisi e frammentati, possiamo essere solo una “stampella” per il PD.
    In sintesi: uniamoci, e ricominciamo a farci sentire, ma con una sola voce.




    P.S. : io credo che i più grandi innovatori della politica italiana siano stati Enrico Berlinguer e Aldo Moro.

  5. #95
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    Citazione Originariamente Scritto da Anthonynet1984 Visualizza Messaggio
    Vorrei esprimere il mio parere.
    Innanzitutto chiarisco una cosa: sono un militante del PRC, area "Rifondazione per la Sinistra" (Nichi Vendola), e sono (e continuerò ad essere) Comunista. Mi sono schierato per la costituente di Sinistra. MA la costituente di Nichi Vendola e Claudio Fava non mi convince, e credo che non mi convincerà mai del tutto. Per un motivo molto semplice: NON è più quel progetto ambizioso che era prima dei congressi. In particolare, non c'è più (parole di Claudio Fava) la volontà di unire tutta la Sinistra (e per Sinistra intendo tutta la ex-SA, i movimenti, la "sinistra diffusa"), ma più banalmente "chi ci sta", a determinate condizioni..
    Compagno Anthonynet, concordo con te sull'esigenza che la sinistra dovrebbe essere unita tutta. Il problema (e lo abbiamo visto già con il progetto di Sa) è che a sinistra si ragiona in termini "conservativi" invece che evolutivi e di trasformazione. In sostanza siamo più conservatori noi dei conservatori di destra!

    Basta vedere la discussione avuta prima con gli amici socialisti. Superare Craxi e il craxismo è un ostacolo, come per Diliberto marx ecc ecc. Invece di creare una forza politica QUI e ORA che reinterpreti e superi le tradizioni singole, senza ideologie preconcette e contrapposizioni sul passato, guardiamo all'identità particolare a scapito del generale.

    A mio parere la SA è stata sconfitta (non è fallita, e c'è una bella differenza!) non per dei limiti intrisechi al progetto, ma proprio per la mancata piena realizzazione dello stesso, che ha portato a percepire la stessa come un insieme di forze distanti tra loro ed eterogenee, confuse e litigiose. Mentre Migliore spingeva per il partito unico, la Palermi diceva di non volerlo fare...e via dicendo.

    Anche dopo la batosta si è continuato a ragionare alla stessa maniera, e invece di insistere su un progetto unitario coerente, ci si è daccapo sfaldati in 200 partitini.

    Io ero (e sono) d'accordo con la linea che fu di Bertinotti...e cioè sull'accettare storicamente il fallimento del comunismo, almeno quello applicato. Poi se ne possono salvare tanti aspetti (sopratutto nelle micro-storie, e nell'ideale che vede le persone tutte uguali) ma il comunismo applicato è un'ideologia che si è rivelata fallimentare. Questo naturalmente fa storcere il naso anche a parecchi qua dentro al forum...ma pace, io la penso così e non si tratta di fare (come qualcuno ha detto) "la bolognina degli sfigati"- quella era datata 1991, altri contesti e altre situazioni...anche perchè la bolognina alla fine non ha portato al compimento di un partito realmente socialista ( è finita nel pd!).

    Allo stato attuale delle cose, quindi, la sinistra è meglio farla con chi ci sta e vuole remare nella stessa direzione. Chi si nutre di dietrologie o isolazionismi, può rimanerci serenamente fuori...magari prenderà 10-15 mila o più voti, ma una sinistra "moderna" deve porsi in un'ottica di saper guardare anche al governo di un paese (non a tutti i costi, però) senza perdere contatto con le piazze e i suoi luoghi tradizionali.
    Tutto ciò potrà sembrare utopico e irrealizzabile...ma è l'unico modo per dare la REALE alternativa di sinistra al governo della destra, che il PD in questo momento non è in grado di dare, su più svariati temi.

  6. #96
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    Citazione Originariamente Scritto da Demi Romeo Visualizza Messaggio
    Craxi non è solo tangenti.
    riconosco determinati sbagli, ci mancherebbe, ma sarebbe anche ora che si riconoscessero obiettivamente le idee politiche, le intuizioni, l'operato in politica interna ed estera, compreso il ruolo nell'IS e nell'ONU, oppure ancora in carica di premier o di novello deputato durante gli anni di piombo.

    siccome ci stiamo occupando di RIFORME, di POLITICHE, di RISPOSTE a determinate questioni, il fattore-tangente non ci riguarda!
    Demi Romeo, anche in questo caso non posso concordare con te.
    Non c'è risposta politica, o riforma, o altro, che non passi prima dall'assoluta integrità morale dell'individuo. Non si può concedere aiuti alle classi più bisognose, se poi quelle stesse vanno a pagare un servizio pubblico 3 volte tanto per colpa di un sistema di corruzione. E' un non-senso, e diventa populismo.
    Forse hai un' idea del sistema politico di tangentopoli come solo di un finanziamento ai partiti "illegale" o di un arricchimento personale che non andava a toccare altri ambiti, ma purtroppo non è così. Era un sistema "drogato", con uno sperpero senza fine di soldi pubblici, che aveva dissestato l'economia dello stato, e che in ultimo, pagavano i più deboli...quelli che per avere un servizio che lo stato non offre non possono rivolgersi a privati.

    Forse Craxi non sarà stato l'iniziatore di tutto ciò (anzi, sicuramente), nè l'unico ad approfittarne...e aggiungo io, forse è passato come l'unico grande colpevole di tutto ciò, a torto. Ma l'essere stato tra i principali "gestori" di questo sistema inquinato è un'evidenza che è difficile da cancellare...e il "craxismo" in questo senso (con le sue adunate faraoniche, con i suoi eccessi) è stato un tumore mortale in seno al socialismo italiano...
    Salviamone anche alcuni aspetti...ma riconosciamolo come tale.

  7. #97
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  8. #98
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    Citazione Originariamente Scritto da Rossodisera Visualizza Messaggio
    Compagno Anthonynet, concordo con te sull'esigenza che la sinistra dovrebbe essere unita tutta. Il problema (e lo abbiamo visto già con il progetto di Sa) è che a sinistra si ragiona in termini "conservativi" invece che evolutivi e di trasformazione. In sostanza siamo più conservatori noi dei conservatori di destra!

    Basta vedere la discussione avuta prima con gli amici socialisti. Superare Craxi e il craxismo è un ostacolo, come per Diliberto marx ecc ecc. Invece di creare una forza politica QUI e ORA che reinterpreti e superi le tradizioni singole, senza ideologie preconcette e contrapposizioni sul passato, guardiamo all'identità particolare a scapito del generale.

    A mio parere la SA è stata sconfitta (non è fallita, e c'è una bella differenza!) non per dei limiti intrisechi al progetto, ma proprio per la mancata piena realizzazione dello stesso, che ha portato a percepire la stessa come un insieme di forze distanti tra loro ed eterogenee, confuse e litigiose. Mentre Migliore spingeva per il partito unico, la Palermi diceva di non volerlo fare...e via dicendo.

    Anche dopo la batosta si è continuato a ragionare alla stessa maniera, e invece di insistere su un progetto unitario coerente, ci si è daccapo sfaldati in 200 partitini.

    Io ero (e sono) d'accordo con la linea che fu di Bertinotti...e cioè sull'accettare storicamente il fallimento del comunismo, almeno quello applicato. Poi se ne possono salvare tanti aspetti (sopratutto nelle micro-storie, e nell'ideale che vede le persone tutte uguali) ma il comunismo applicato è un'ideologia che si è rivelata fallimentare. Questo naturalmente fa storcere il naso anche a parecchi qua dentro al forum...ma pace, io la penso così e non si tratta di fare (come qualcuno ha detto) "la bolognina degli sfigati"- quella era datata 1991, altri contesti e altre situazioni...anche perchè la bolognina alla fine non ha portato al compimento di un partito realmente socialista ( è finita nel pd!).

    Allo stato attuale delle cose, quindi, la sinistra è meglio farla con chi ci sta e vuole remare nella stessa direzione. Chi si nutre di dietrologie o isolazionismi, può rimanerci serenamente fuori...magari prenderà 10-15 mila o più voti, ma una sinistra "moderna" deve porsi in un'ottica di saper guardare anche al governo di un paese (non a tutti i costi, però) senza perdere contatto con le piazze e i suoi luoghi tradizionali.
    Tutto ciò potrà sembrare utopico e irrealizzabile...ma è l'unico modo per dare la REALE alternativa di sinistra al governo della destra, che il PD in questo momento non è in grado di dare, su più svariati temi.
    scusa, perchè i Socialisti dovrebbero cambiare veste?!

    esistono grandi partiti socialisti in tutta Europa, quali al governo quali all'opposizione!

    facciamo parte di un organo internazionale che si dice Socialista, idem di un eurogruppo che si definisce "del Socialismo Europeo".

    superare il Socialismo per noi vuol dire abbandonare e ritenere obsoleta l'esperienza attuale di Zapatero, Blair, Socrates, la quale invece si è dimostrata perfettamente moderna, estremamente riformista e competitiva nel fornire una guida di governo e persino una cultura sociale innovativa e di cambiamento.

    non capisco con quale presunzione la Sinistra italiana debba dare lezioni all'Europa, pretendere la fine del Socialismo e il suo superamento attraverso un progetto costituente voluto dai vertici per sistemare qualche dirigente!

    la Sinistra che volete è una Sinistra che IGNORA un riformismo atto a promuovere la sostenibilità sociale della flessibilità del lavoro attraverso misure ben mirate sulla previdenza sociale e sull'equiparazione dei diritti del lavoratore indipendentemente dalla tipologia contrattuale.

    la Sinistra che volete si oppone al Trattato di Lisbona!

    la Sinistra che volete NON CONCEPISCE una politica retributiva inerente alla situazione attuale, né è in grado di comprendere le ragioni di fondo per cui è doveroso ripartire dall'abbattimento dell'inflazione per rilanciare i consumi e il potere d'acquisto della famiglie!

    ma allora di quale SINISTRA moderna e utile stiamo parlando!?

    l'esperienza europea premia una direzione della Sinistra verso tutt'altro senso!

    come vedi non c'entra l'ideologia, bensì la PROPOSTA POLITICA su date questioni!

    finora però nessuno, né simpatizzanti, né i vertici dei partiti interessati alla Costituente hanno proposto un Partito a partire dall'azione politica e dalle risposte che può fornire alla società civile!

    e qualora verranno invitati i Socialisti a prender parte al progetto (SD però non nutre interesse perchè ciò accada) le contraddizioni pragmatiche e storiche verranno necessariamente fuori, confermando l'esistenza di più Sinistre!

    ... ma che non si venga a dire che il Socialismo Europeo sia obsoleto!!!

  9. #99
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    Demi Romeo, anche in questo caso non posso concordare con te.
    Non c'è risposta politica, o riforma, o altro, che non passi prima dall'assoluta integrità morale dell'individuo. Non si può concedere aiuti alle classi più bisognose, se poi quelle stesse vanno a pagare un servizio pubblico 3 volte tanto per colpa di un sistema di corruzione. E' un non-senso, e diventa populismo.
    Forse hai un' idea del sistema politico di tangentopoli come solo di un finanziamento ai partiti "illegale" o di un arricchimento personale che non andava a toccare altri ambiti, ma purtroppo non è così. Era un sistema "drogato", con uno sperpero senza fine di soldi pubblici, che aveva dissestato l'economia dello stato, e che in ultimo, pagavano i più deboli...quelli che per avere un servizio che lo stato non offre non possono rivolgersi a privati.

    Forse Craxi non sarà stato l'iniziatore di tutto ciò (anzi, sicuramente), nè l'unico ad approfittarne...e aggiungo io, forse è passato come l'unico grande colpevole di tutto ciò, a torto. Ma l'essere stato tra i principali "gestori" di questo sistema inquinato è un'evidenza che è difficile da cancellare...e il "craxismo" in questo senso (con le sue adunate faraoniche, con i suoi eccessi) è stato un tumore mortale in seno al socialismo italiano...
    Salviamone anche alcuni aspetti...ma riconosciamolo come tale.
    se modifichi il Concordato, l'atto di riforma è indipendente dalla condotta di chi l'ha proposto, avanzato e ottenuto!

    se i terroristi sequestrano una nave italiana e il premier riesce a liberare, attraverso una vasta mediazione internazionale, 300 ostaggi e a rivendicare l'attività giurisdizionale dello Stato, la condotta è pur sempre indipendente dal fatto oggettivo.

    la Riforma o l'Atto vanno giudicati come TALI.
    la personalità del legislatore non riguarda l'azione politica che invece deve essere valutata secondo gli esiti ottenuti!

    con ciò non voglio giustificare clientelismi vari, ma è fazioso ritenere Craxi il responsabile della nascita di un sistema clientelare perfettamente condiviso da tutto l'arco parlamentare ed esistente dai tempi della Liberazione.

    Craxi è morto in Tunisia; Andreotti è senatore a vita (con accuse ben più gravi alle spalle) ... pensa un po'!

    trovo ingiusto pure che nelle cooperative le assunzioni vengano fatte mediante il tesseramento al PCI o che un partito venga finanziato da una nazione nemica!

    comunque non mi interessa parlare di malefatte, ma dei meriti e dell'esperienza politica, altrimenti dovremmo rivalutare tutta la storia repubblicana in base ad una condotta intrinseca al sistema politico e necessaria per il suo sostentamento!

    siccome questo sistema è in grado di legiferare e di offrire risposte alla società civile (belle o brutte che siano), a questo punto siamo in sede di valutare queste risposte obiettivamente per come si presentano e per gli esiti prodotti!

    inoltre giudicare il Craxismo come "politica delle tangenti" è estremamente riduttivo e oscurantista!

    il Craxismo è una condizione del Socialismo Italiano che ha saputo interpretare il cambiamento sociale in atto tra gli anni '70 e '80 (il cosiddetto Riflusso) e fornire una risposta coerente in termini di politiche a sostegno delle categorie emergenti e alle nuove esigenze sociali.

    l'abbiamo visto durante la marcia dei 40.000, con il fallimento del referendum sulla scala mobile, col rilancio delle esportazioni, nell'Italia quinta potenza mondiale, nell'Italia che si prestava a divenire una società post-industriale e terziaria, nell'Italia dei movimenti antinuclearisti e per i diritti civili di nuova generazione!

    questa è la sintesi storica del Craxismo nella società italiana.
    una società che Craxi capì non essere più la stessa rispetto a quella del 1968 e degli anni di piombo!

    i rapporti sociali ed economici erano del tutto mutati e con essi anche il ruolo della Sinistra, che a maggior ragione per la prima volta siede alla presidenza del Consiglio.

    col senno di poi molte intuizioni sono state condivise dalle sinistre europee, soprattutto nel concepire un modello di Stato Sociale rinnovato.

    Grande Riforma che in Italia Craxi sostenne fermamente ma che non fu mai attuata!

  10. #100
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    Citazione Originariamente Scritto da Demi Romeo Visualizza Messaggio
    scusa, perchè i Socialisti dovrebbero cambiare veste?!

    esistono grandi partiti socialisti in tutta Europa, quali al governo quali all'opposizione!

    facciamo parte di un organo internazionale che si dice Socialista, idem di un eurogruppo che si definisce "del Socialismo Europeo".

    superare il Socialismo per noi vuol dire abbandonare e ritenere obsoleta l'esperienza attuale di Zapatero, Blair, Socrates, la quale invece si è dimostrata perfettamente moderna, estremamente riformista e competitiva nel fornire una guida di governo e persino una cultura sociale innovativa e di cambiamento.

    ... ma che non si venga a dire che il Socialismo Europeo sia obsoleto!!!
    Demi romeo, questo discorso potrebbe stare in piedi, se in Italia avessimo una situazione politica non dissimile da gli altri paesi europei, e cioè un partito socialista (o di ispirazione socialista) che contendesse il governo a delle formazioni conservatrici. Così capirei perfettamente il tuo ragionamento e direi "fate bene voi socialisti a non cambiare"...ma così non è, mi pare. I socialisti in Italia non sono al 30-35%, e nemmeno al 15. Quindi mi puoi ricondurre a modelli vincenti in europa (ma quello di blair e quello di zapatero sono realmente simili? non credo) ma poi in italia??? non basta dire "vedi come vince il modello socialista fuori dall'Italia!" se poi in terra patria sei ridotto allo 0,4 o giù di lì. Devi creare modelli e organizzazioni condivise più grandi, altrimenti sei condannato all'emarginazione e alla testimonianza. Insomma anche in questo caso, l'HIC et NUNC della prassi politica dov'è??

 

 
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