finchè avrai la scritta nifocomunista cosa pretendi?


finchè avrai la scritta nifocomunista cosa pretendi?






Vediamo se riusciamo ad imbastire una discussione per tematiche. Partiamo dal piano di salvataggio di 700 miliardi in trance da 50 miliardi che il Governo Americano pensa di far passare al Congresso. Si sostiene che il piano passerà, ma subito è da considerare la forte clausola voluta dal Mr. Paulson. Cito dall'articolo del Sole
L'economista Nouriel Roubini sostiene altresì che tale pacchetto non eviterà la recessione nel 2009. «Il treno recessivo ha gia' lasciato la stazione – ha dichiarato Roubini – ma sara' un viaggio in recessione di 18 mesi e non di cinque anni come avrebbe potuto essere".gestire in piena autonomia l'operazione (al riparo da eventuali azioni legali e dall'intervento dei tribunali)
Nel frattempo Merrill Lynch verrà fusa a Bank of America. Sorte incerta per altri due colossi dell'investment banking: Morgan Stanley e Goldman Sachs. Non so se sapete, ma le 10 più importanti banche d'investimento hanno stabilito di stanziare un fondo di sopravvivenza per temperare la crisi. E' un fatto notevole dal mio punto di vista.
Il piano del Tesoro americano è dunque quello di aprire fondi d'investimento che tra due anni verranno rivenduti, sperando che la crisi sia passata. Sempre nell'articolo del Sole si afferma che la percentuale dei mutui insolventi sia contenuta (problema subprime) e perciò se le cose andranno bene, il Tesoro non dovrebbe aumentare di troppo il già enorme debito.
Questa una visione di massima riferita all'ultimo colpo di scena.
Quali secondo voi gli effetti sulle importazioni nel mercato americano, in funzione del cambio dollaro/euro?
Per ora penso che basti.
A voi.
בראשית
Non è vero che il 90% delle discussioni riguardano le beghe interne, le quali sono poi aizzate sempre da chi ha perso il congresso, da chi sperava di costruire un nuovo e altro partito sopra la struttura economica e materiale del PRC.
Tra i comunisti, in questo periodo, c’è una carenza di economisti. Giusto chiedersi perché.
Prendersela con un forum è però veramente ingeneroso. Se poi lo si considera un passatempo, perché tanta acredine?
Se mancano gli economisti marxisti, non c’è da stupirsi che anche su questo forum non si parli di economia in senso specifico e di settore.
Purtroppo quello che manca sono economisti che sappiano parlare chiaro e magari siano pure comunisti, come Lenin.
Io intervengo su ciò che mi ritengo competente e preparato, di ripetere a pappagallo ciò che scrivono i guru e gli opinionisti di economia perennemente smentiti dai fatti e impreparati ad eventi come quelli di questi giorni, che mettono una parola in inglese ogni quattro, che fanno di tutto per non farsi capire, non ne vedo l’utilità.
Sui fallimenti bancari di questi giorni avrei potuto scrivere che, non ho mai pensato che stia arrivando l’apocalisse e che il capitalismo sia entrato nelle sue ultime ore, che immaginavo che ci sarebbe stata un’impennata speculativa delle borse nei giorni seguenti, ma non avevo argomenti scientifici, solo un po’ di logica ed empirismo storico. Aspettavo comunque interventi di persone più ferrate come Feliks o Red Shadow.
Sul fatto che lo Stato salvi una banca alla faccia dello sbandierato liberismo, c’è poco da dire. Che il liberismo è una truffa ideologica qui lo sanno tutti.
Non sono un analfabeta in economia, non sono un economista. Mi interesso di economia, ma non ho intenzione di laurearmi in economia; e sono comunista. Spero che ciò non sia sospetto a Feliks, che tra l’altro mi è pure simpatico; E che sicuramente sa che il marxismo è dialettico, per cui l’economia non si trova solo nell’economia in senso specifico, e che per un comunista il campo economico è fondamentale, ma non è più importante degli altri o prioritario.
Vi presento una mia breve critica (spero non troppo banale o noisa) riferita a quanto lei sostiene. Liberissimi di criticarla ovviamente
Comprendere il Capitale non è meno impegnativo che un testo di Economia Politica, proprio perchè Marx nacque sì filosofo, ma poi rese la filosofia uno strumento dialettico per parlare e trattare di economia. Non riesco perciò a concepire come una persona che si definisce comunista possa anche solo minimamente non studiare, anche non professionalmente, l'economia, specie quella capitalistica. L'economia è l'argomento più politicizzato che ci possa essere, benchè risulti anche, insieme alla filosofia e scienze naturali, quella più ignorata nei contenuti fondamentali.
Per criticare qualcosa o qualcuno bisogna prima conoscerne i pregi ed i difetti, altrimenti non si risulta credibili ed oggettivi, ma solo ideologizzati per partito preso.
Questo mi fa presupporre che alcuni comunisti (non saprei dare una percentuale precisa, ma credo sufficientemente ampia) non abbiano mai letto neanche qualche passaggi del Capitale. Invece è molto probabile che lo studente di economia di stampo capitalista abbia dovuto sorbirsene i contenuti.
Non prendetela sul personale, ma ritengo che un comunista che parli di comunismo e critichi il capitalismo senza averne i mezzi teorici per farlo sia alla stregua di chi professa una religione senza aver mai letto almeno una volta il proprio testo sacro.
Lei sostiene che non vi siano ancora scuole interne al partito che si occupino di economia: io personalmente ritengo la formazione instillata da un partito il metodo meno scientifico per procedere, ma si tratta solo del mio punto di vista. Se però ritenete che quei corsi siano fondamentali ma assenti, allora perchè non ve li organizzate separatamente? Immagino che abbiate iniziato a leggere di Marx e di comunismo senza che nessuno vi obbligasse. Ed allora continuate a farlo con tutto ciò che ne consegue. Specie se ciò che ne consegue è assolutamente vitale da imparare e comprendere se si vuole andare a discutere con gli industriali di potere d'acquisto evitando di fare magre figure.
Il motivo per cui il comunismo italiano non fa più presa sull'elettorato ad esso naturalmente legato è che, sempre secondo me, non si ha più la minima idea di che cosa voglia dire economia comunista.
Se prendessi a caso un militante del vostro partito, egli od ella sarebbe in grado di dimostrarmi con raziocinio che cosa voglia dire economia comunista in relazione a quella capitalista?
Se la risposta fosse negativa allora sarebbe il caso di correre ai ripari, altrimenti non vi lamentate se le percentuali elettorali sono quelle che sono.
Poi a me fa solo comodo che voi rimaniate a quelle cifre, sia ben inteso, ma mi stupisce vedere come persone così interessate alla politica siano poi così poco curiose di sapere esattamente di che cosa stanno parlando.
Saluti
בראשית


Minchia c'hai ragione...quando ho letto che il governo americano s'era comprato quelle due grosse compagnie d'assicurazioni sono quasi caduto dalla sedia
Adesso si ricomprano i titoli spazzatura...a me pare un gran castello di carta, un altro po' e succede un casino di quelli colossali...


>Vi presento una mia breve critica (spero non troppo banale o noisa) riferita a quanto lei sostiene. Liberissimi di criticarla ovviamente
Comprendere il Capitale non è meno impegnativo che un testo di Economia Politica, proprio perchè Marx nacque sì filosofo, ma poi rese la filosofia uno strumento dialettico per parlare e trattare di economia. Non riesco perciò a concepire come una persona che si definisce comunista possa anche solo minimamente non studiare, anche non professionalmente, l'economia, specie quella capitalistica. L'economia è l'argomento più politicizzato che ci possa essere, benchè risulti anche, insieme alla filosofia e scienze naturali, quella più ignorata nei contenuti fondamentali.
Sorvolo sull'utilizzo del lei in questo determinato contesto.
Io mi definisco comunista e sto studiando, nei limiti delle mie capacità e del tempo a disposizione, un numero ragionevole di testi marxisti-leninisti. Questo fatto però non mi ha portato automaticamente a sviluppare un'idea chiara sulle prospettive economiche che la crisi dei mutui americani sta producendo semplicemente perchè preferisco non sproloquiare a vanvera in argomenti in cui non sia ferrato al 120%.
>Questo mi fa presupporre che alcuni comunisti (non saprei dare una percentuale precisa, ma credo sufficientemente ampia) non abbiano mai letto neanche qualche passaggi del Capitale. Invece è molto probabile che lo studente di economia di stampo capitalista abbia dovuto sorbirsene i contenuti.
Non prendetela sul personale, ma ritengo che un comunista che parli di comunismo e critichi il capitalismo senza averne i mezzi teorici per farlo sia alla stregua di chi professa una religione senza aver mai letto almeno una volta il proprio testo sacro.
Credo che un approccio ideologico agli elementi di base del marxismo non sia di per se sbagliato, visto e considerato a che classe di riferimento faccia riferimento. Lo stesso Pasolini, prima di iniziare a leggere Marx e Gramsci, ha avuto una sorta di folgorazione ideale per le lotte del movimento operaio. E' logico che da questo tipo di approccio in poi sia necessario andare oltre ma pretendere che un forum in larga parte composto da under 30 sia il gotha del pensiero marxista occidentale mi sembra eccessivamente fuori luogo, specie se il partito a cui fanno riferimento ha fino a ieri avversato e dileggiato questa tipologia di critica della società.
>Lei sostiene che non vi siano ancora scuole interne al partito che si occupino di economia: io personalmente ritengo la formazione instillata da un partito il metodo meno scientifico per procedere, ma si tratta solo del mio punto di vista. Se però ritenete che quei corsi siano fondamentali ma assenti, allora perchè non ve li organizzate separatamente? Immagino che abbiate iniziato a leggere di Marx e di comunismo senza che nessuno vi obbligasse. Ed allora continuate a farlo con tutto ciò che ne consegue. Specie se ciò che ne consegue è assolutamente vitale da imparare e comprendere se si vuole andare a discutere con gli industriali di potere d'acquisto evitando di fare magre figure.
Quello che secondo me manca in questo determinato contesto è una linea chiara e univoca, una sintesi di interpretazione del marxismo da parte del partito, senza la quale siamo relegati ad essere ognuno un partito a se. Dato che la mia ambizone non è quella di giocare a fare l'intellettuale maledetto, ma di portare qualcosa di chiaro all'esterno del partito, credo che prima di studiare il marxismo sia necessario verificare se ci sono le possibilità oggettive, fino a ieri non scontate e tuttora da sviluppare, affinchè il partito a cui faccio riferimento possa essere considerato un partito comunista. Se si analizza la storia di Rifondazione Comunista e la molteplicità di correnti che l'hanno composta, ci si rende conto che non si potrà mai arrivare ad una soluzione del problema fino a che non saranno eliminate tali posizioni contrastanti all'interno del partito. Di contro, se determinate correnti non fossero state create, oggi non avremmo neanche questo partito contraddittorio. Il partito sta comunque organizzando in questo periodo delle scuole per ovviare a questa mancanza, in passato sono state organizzate in più sedi iniziative di formazione, ma è logico che finchè si resta nella sfera individuale e non si allarga il campo il discorso resta a livelli di base e sottoforma di lettera morta.
>Il motivo per cui il comunismo italiano non fa più presa sull'elettorato ad esso naturalmente legato è che, sempre secondo me, non si ha più la minima idea di che cosa voglia dire economia comunista.
Se prendessi a caso un militante del vostro partito, egli od ella sarebbe in grado di dimostrarmi con raziocinio che cosa voglia dire economia comunista in relazione a quella capitalista?
Se la risposta fosse negativa allora sarebbe il caso di correre ai ripari, altrimenti non vi lamentate se le percentuali elettorali sono quelle che sono.
Il problema di fondo è che manca un'analisi marxista del contesto attuale rivolta al nostro paese che risulti credibile e non ultraminoritaria. E' logico che un tipo di analisi simile non possa essere messa su da tre o quattro ventenni su un forum, ma debba esser frutto dell'analisi di un'intero partito. Credo tu possa tranquillamente renderti conto che un lavoro simile è possibile soltanto quando determinate forme autolesioniste di far politica (leggasi rifondazione per la sinistra) saranno state messe fuori dal partito.
Ai ripari siamo corsi col congresso di luglio, in questa fase è necessario ricostruire il partito e cercare un approccio unitario tra le correnti di maggioranza, così da andare - nei limiti del possibile - oltre il superamento di queste.
>Poi a me fa solo comodo che voi rimaniate a quelle cifre, sia ben inteso, ma mi stupisce vedere come persone così interessate alla politica siano poi così poco curiose di sapere esattamente di che cosa stanno parlando.
Saluti
בראשית
Sono particolarmente curioso di sapere per quale motivo ti fa comodo che il partito rimanga a quelle determinate cifre.
1. il lei lo concedo a tutti coloro i quali non conosco. E' una semplice forma di rispetto per interlocutori con cui inizio a discutere. Se non le fa piacere, passo alla forma più colloquiale, nessun problema.
2. le fa onore non parlare a vanvera di argomenti a lei non troppo conosciuti
3.come fa a stabilire le possibilità oggettive di qualcosa se, come lei ammette, non conosce appieno le motivazioni economiche che stanno alla base (vero motore scatenante del marxismo)?prima di studiare il marxismo sia necessario verificare se ci sono le possibilità oggettive, fino a ieri non scontate e tuttora da sviluppare, affinchè il partito a cui faccio riferimento possa essere considerato un partito comunista
4. lei confonde giovinezza biologica con giovinezza (acerbità) intellettuale. Non le devo di certo io raccontare a che età Gramsci scrisse i suoi primi articoli di attacco alla borghesia italiana ed europea.
5. non entro nel merito delle questioni interne al vostro partito: ognuno sciacqui i propri panni in Arno. Una volta ripuliti, allora si discute col mondo circostante. Non pensi che sia molto interessante per i non militanti cosa accade entro le mura del proprio partito; ciò che conta è il messaggio dato all'esterno.
6. il motivo per cuimi fa comodo che il vostro partito rimanga a quelli percentuali? Molto semplice, nessuno mistero: la politica è fatta per chi vuole - e DEVE - governare, e se i propri avversari si fanno fuori da soli, tanto di guadagnato. Oppure pensa che in politica ci si dia una mano tutti insieme, come in una grande famiglia? L'unica cosa che al limite posso concedere al mio avversario è il rispetto, fin quando esso si mantiene nei limiti delle regole comunemente condivise. Oltre a ciò, è una guerra e non si fanno sconti caritatevoli a nessuno.
בראשית