





Andrò in controtendenza ma non mi curo del rabbino. Insomma, userà anche toni inopportuni nel chiedere alla Chiesa una cosa che non riguarda l'ebraismo ma lui fa il rabbino e dice ciò che ci si aspetta di sentire da un rabbino.
Io se un vescovo fosse invitato ad una riunione di un'altra confessione religiosa mi piacerebbe sentirlo parlare di Cristo. E penso che chi inviti un vescovo è ragionevole che si aspetti che questi venga a parlare di Cristo.
Il mio dubbio è un altro: a che serve invitare un rabbino ad un sinodo cattolico? Salvo poi lamentarsi della coerenza del rabbino?io sarei anche favorevole ad inviti extra cattolici se il tema del sinodo è un tema sociale. In molti e su molti problemi sociali vi possono essere delle convergenze e su quelle si può collaborare. Ma sarebbe tutto separato dalla dottrina e l'invito andrebbe fatto nella "sessione" apposita di discussione.
Io ritengo che non si possa aprire il recinto dell'ovile, far accomodare il lupo e poi lamentarsi che si sia mangiato qualche pecorella. In quel caso più che col lupo me la prenderei col pastore.![]()
UT UNUM SINT!




ed è una sottomissione strana poichè la vogliamo unilateralmente noi quasi fossimo in crisi di consenso e cercassimo bacetti. E non è solo con gli ebrei ma si nota quest'attegiamento un pò ovunque. Della serie: Ti prego abbracciami fratello, farò questo e questo ma dammi il tuo abbraccio di fronte ad un fotografo.
Ti porto un esempio, una settimana fa tutti i giornali strombazzavano lo "storico passo avanti" fatto tra cattolici ed ortodossi in occasione della visita del cardinale di Napoli al Patriarca Alessio II. Bene in che consiste l'accadimento storico? Che il Cardinale ha portato in dono una santa reliquia di S.Gennaro al Patriarca che ha accolto il dono con tutti gli onori e ringraziato per il permesso ed il favore da parte della curia napoletana al culto ortodosso russo a Napoli. Quindi i soliti tre baci rituali e la rassicurazione che S.Gennaro nel patriarcato è tenuto in altissima considerazione come martire della Cheisa Ortodossa.
Ora mi chiedo ammazza dell'accadimento e dell'accordo storico! Gli abbiamo dato una reliquia del più venerato dei santi nel napoletano, permesso e favorito il culto ortodosso russo nel napoletano... e in cambio gli ortodossi ci hanno dato... UN PAIO DI CIUFOLI!
I bacetti da mandare ai giornali
C'è a Mosca un Patriarca che sta per i c...i suoi da 20 anni, non ci caga neppure di striscio ed è dal pontificato di GPII che ci spacchiamo in quattro per un udienza di SS il Patriarca, un suo bacetto etc... finirà che lo pagheremo perchè si compiaccia non dico di venire a trovarci ma di permettere che un pontefice Romano abbia l'elevato onore di ragiungerlo a Mosca e baciarlo. E non è detto che tale onore ce lo conceda facilmente...
Ora mi chiedo: c'è da prendersela col Patriarca (bontà sua) o con certa pastorale cattolica di nuovo corso?
UT UNUM SINT!


Analogamente gli ebbrei... sono lì, non chiedono di parlare coi cattolici, non vanno a trovare le autorità cattoliche ad ogni spostamento etc... non ci cagano insomma eppure ogni viaggio del pontefice, specie da quando il pontefice è un tedesco, DEVE comprendere una visita in sinagoga etc... ora gli inviti supplichevoli al Sinodo, inviti spesso rifiutati o accettati con manifesta opposizione interna da parte di rabbini più concilianti che comunque vengono ad esporre nettamente il loro punto di vista: "voi mi avete invivtato, voi mi avete pregato di venire, voi dovete scoltare ciò che vi dico". E la logica sta tutta dalla parte dei rabbini che infatti affermano cose come:«Il mio essere con voi in quest'aula mi fa sentire che possiamo aspettarci il vostro aiuto».
Cioè non: "su questo noi chiediamo il vostro aiuto" infatti loro manco ci cagavano... ma: "dato che ci state smartellando i santissimi e facendo salamelecchi e vi state autodichiarando nostri amici in modo unilaterale... ne traggo la conseguenza che ci state appoggiando".
E scusate lo sfogo in uno stile forse crudo....
UT UNUM SINT!


Catholikos, siamo perfettamente d'accordo. Queste cose le devi dire a Benedetto XVI e all'episcopato - ammesso che siano veri vescovi - che sposa e attua la prassi da te descritta. Personalmente, credo che quella che noi vediamo essere la Chiesa docente abbia smesso da decenni di professare la fede cattolica (intendo dire integralmente - ma la fede o viene professata tutta o non viene professata). Il che apre varie questioni di ordine teologico. Ma, lasciando da una parte l'esame di queste e andando a ricercare i motivi che hanno portato a questa situazione pazzesca e assurda (che i tuoi esempi vogliono descrivere), penso che non si possa far altro che chiamare in causa la perenne lotta tra il bene e il male, non potendosi il fenomeno spiegare brevemente. La cosa che produce smarrimento, tuttavia, non sta tanto in questa feroce lotta, bensì nel fatto che a partire da un certo momento della storia le idee che avevano sempre combattutto la Chiesa sono entrate all'interno di essa fino a raggiungere il suo vertice e fino a dare l'impressione che la Chiesa operi distruggendo se stessa.
Diceva Feuerbach che "L'uomo sarà felice solo quando avrà ucciso quel cristianesimo che gli impedisce di essere uomo. Ma non sarà attraverso una persecuzione che lo si ucciderà, perché la persecuzione alimenta e rafforza. Sarà attraverso l'irreversibile trasformazione interna del cristianesimo in ateismo umanista, con l'aiuto degli stessi cristiani, guidati da un concetto di carità che nulla avrà a che fare con il vangelo". Ora, a me pare che la "trasformazione interna" di cui parla Feuerbach sia cominciata, che il passo verso l'abisso sia stato compiuto.

