









secondo me invece fa bene, deve fare l'opposizione basta con questa melassa vogliamoci tutti bene.
Cosa ha fatto, almeno fino ad ora, il governo Berlusconi x ilavoratori, per le famiglie e per le imprese?


trovare una via alternativa all'antiberlusconismo è assurdo..
berlusconi oggi è il male assoluto..
e sino a quando costui rimarrà ai vertici della politica italiana il paese rimarrà sotto tutela del padronato, della chiesa e della massoneria..
lo stesso ingressso della berlusocni in mediobanca è solo l'ultimo assestamento di una lunga serie di convulsioni per il primato che si è concluso con una alleanza tra le forze di cui sopra..
durerà sino a quando gli italiani saranno capaci di sopportare questo peso tremendo... e questo sfruttamento da società tribali.
e veltroni ne sarà complice non in quanto si avvale dell'antiberlusconismo .. ma in quanto usa SOLO l'antiberlusconismo per leggittimarsi.
su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)


in realtà gli articoli riguardano il PD in generale, e molto in particolare Veltroni.
un Piddìmetro dice che Walter può contare solo con un 30% del supporto all'interno del suo partito.
mi auguro che qualcuno con più cervello, coraggio e lungimiranza politica salti fuori da quel partito: un D'Alema, un Letta (Enrico) o un outsider con gli attributi.
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A fool and his money can throw one hell of a party.


«HA AGGREDITO per nome e cognome un magistrato che procede nei suoi confronti»
Veltroni: «Berlusconi dice balle e insulta.
Siamo preoccupati per la democrazia»
Il leader del Pd attacca dopo le dichiarazioni su Alitalia. D'Alema: «Il premier ci rispetti, stupito da falsità»
ROMA - «D'Alema ha chiesto a Walter se fosse impazzito, e così gli è toccato tornare indietro». La ricostruzione della vicenda Alitalia fatta da Silvio Berlusconi non piace a Veltroni. «Berlusconi passa metà del suo tempo a insultare l'opposizione fino ad oggi, quando arriva a dire tre bugie, tre balle per ingannare gli italiani in una strategia di contrapposizione frontale con chi la pensa in modo diverso da lui» ha detto il segretario al seminario sul federalismo dei senatori del Pd in corso a Frascati, aggiungendo che l'opposizione deve restare unita e che esiste una «preoccupazione democratica».
«NON SI INSULTA L'OPPOSIZIONE» - Le «tre balle» si riferiscono appunto alla vicenda Alitalia. «Berlusconi dice che Epifani voleva firmare l'accordo e che io avrei fatto da New York il diavolo a quattro per non farglielo firmare e ancora che D'Alema mi telefona per chiedermi se sono impazzito e quindi io cambio linea su Alitalia - spiega Veltroni ai senatori -. Tre balle per ingannare gli italiani e poi quei giochini di utilizzare me e D'Alema finiscono lì perché nessuno di noi due è disposto a prestarsi». La realtà, aggiunge Veltroni, è che «queste balle fanno parte di una strategia di contrapposizione frontale, mentre in un sistema democratico si convive con le opposizioni, non le si insulta e non le si aggredisce. Il governo scambia il governare con la presa di potere e quindi tutto ciò che non è omogeneo è un fastidio da rimuovere ma il mio è un invito alla moderazione: smettete di occuparvi del potere e tornate a governare l'Italia».
D'ALEMA: «SONO FALSITÀ» - Anche Massimo D'Alema nega la veridicità delle dichiarazioni del presidente del Consiglio dicendosi «stupito per le frasi false»: «I fatti descritti non sono mai accaduti, io ero in America ad occuparmi di altre faccende nei giorni in cui si è chiuso l'accordo per cui si è adoperato anche Walter. Berlusconi rispetti il Pd e dialoghi con Veltroni» ha concluso D'Alema.
«HA PROPENSIONE PER LE BUGIE» - Il leader dell'opposizione non si risparmia e attacca su tutti i fronti: «Il presidente del Consiglio ha una certa propensione per le bugie: è giusto che il Paese lo sappia»; «Il presidente del Consiglio non sa dove sia di casa il rispetto delle istituzioni: il governo riduce il Parlamento a una situazione per la quale sarebbe bastata la votazione del 14 aprile per riceverne il mandato a fare quello che vuole. Il governo deve ricordare però che non ha il consenso del 50% degli italiani. Pretendiamo un clima di rispetto istituzionale». E Veltroni non dimentica gli attacchi alla magistratura: «Ci stiamo abituando a tutto, persino al fatto che il presidente del Consiglio aggredisca per nome e cognome un magistrato che procede nei suoi confronti (la Gandus, ndr)». Veltroni cita «quello che Berlusconi ha detto sulla corte istituzionale. È inaccettabile, noi non possiamo accettarlo».
ATTEGGIAMENTO UNITARIO - Infine un invito ai suoi: «Il Pd alle elezioni ha ottenuto un risultato ragguardevole, un dato che risalta ancor di più se paragonato con quelli delle forze progressiste di diversi Paesi d’Europa e che solo il nostro naturale istinto alla autodistruzione ci ha consentito di negare». Bisogna dunque avere un atteggiamento «unitario e d evitare tutto quello che fa rumore di fondo, perché ci indebolisce».
www.corriere.it
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Non è una novità che Berlusconi sia un bugiardo patologico, lo è da 15 anni. Ha campato di balle in tutte le campagne elettorali.
Lo fa perchè sa che ci sono molti elettori, come gli amici di Cdx di POL, che se le bevono![]()


La vecchia narrazione
di Pierluigi Battista
Un partito, oltre che dai suoi programmi e dalle sue linee di condotta, è necessariamente tenuto insieme da una «narrazione», da una chiave narrativa ed emotiva che legge simbolicamente il mondo e modella il lessico del suo popolo, ravvivandone il senso di appartenenza. La denuncia di Veltroni della deriva autoritario- putiniana in cui starebbe sprofondando la maggioranza di governo dimostra che se sul piano dei programmi e dei valori il Partito democratico ha portato a compimento una coraggiosa frattura con il passato, sul piano della «narrazione» appare invece ancora prigioniero degli schemi, degli automatismi mentali e del discorso retorico dell’oramai defunta Prima Repubblica.
Riaffiora il disegno narrativo che prevede la descrizione dell’avversario come nemico ontologico della democrazia e di conseguenza anima l’appello «unitario» per fronteggiare il pericolo incombente. Contro Putin non si impone forse la mobilitazione straordinaria e la messa tra parentesi di dissensi e diversità? Sembrava che questo schema narrativo finalmente si fosse frantumato con le elezioni, e prima ancora con la scelta dello stesso Veltroni di sottrarsi all’imperativo dell’ammucchiata eterogenea cementata solo da un corale «contro », anziché da un progetto condiviso. Un gigantesco equivoco ha preteso che il nuovo schema dovesse necessariamente prevedere l’autocensura moderata dell’opposizione, la sordina sulle critiche anche veementi all’azione del governo. Invece no, è assolutamente normale che l’opposizione demolisca, eventualmente, la politica economica, le scelte sull’immigrazione, i provvedimenti sulla scuola, gli orientamenti sulla giustizia del governo.
È ciò che fanno tutte le opposizioni del mondo democratico, che talvolta si confrontano con la maggioranza, e molto più spesso ne contrastano duramente la politica. Ma se si cede alla tentazione di alimentare il sospetto sulla stessa lealtà democratica dell’avversario, se tra la maggioranza e l’opposizione si costruisce un muro invalicabile che tende a dividere inappellabilmente il campo della democrazia da quello dell’antidemocrazia, allora si finisce per svuotare il principio stesso della reciproca legittimazione tra le parti politiche che competono alla guida dell’Italia. Crede davvero il leader del Pd che lo stesso avversario con cui solo pochi mesi fa si chiedeva un patto per le riforme istituzionali più urgenti, che lo stesso Berlusconi con cui proprio in questi giorni D’Alema (ma la coincidenza cronologica è davvero casuale: la conversazione con Bruno Vespa è di alcuni mesi fa) ha avviato una discussione sul modello presidenzialista, che dunque proprio l’interlocutore di ieri si sia trasformato nell’odierno rischio democratico?
L’ipotesi più verosimile è che Veltroni, dopo aver imboccato con successo (anche se accolto con le reazioni sgarbate del capo del governo) la via del «confronto» nelle ultime fasi della vicenda Alitalia, abbia in mente la scadenza del 25 ottobre, in cui il popolo democratico manifesterà in piazza contro il governo Berlusconi. Conoscendo il suo popolo e le sue pulsioni, il leader del Pd sa quanto la «narrazione » della democrazia in pericolo, costruita in un quindicennio dominato dal vecchio schema, abbia ancora un’influenza pervasiva nella mentalità e nell’emotività diffusa nella sinistra. Un residuo del passato.
30 settembre 2008
http://www.corriere.it/editoriali/08...4f02aabc.shtml
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A fool and his money can throw one hell of a party.


La tentazione di considerare l'avversario come non democratico è una pulsione alla quale anche Berlusconi ha ceduto spesso e volentieri e continua a cedervi, accusando i magistrati e referenti politici dietro di essi di praticare non meglio precisate "scorciatoie giudiziarie".
Quanto alle responsabilità dei leader di Centrosinistra, che hanno accusato spesso Berlusconi di essere poco democratico, ricordiamo la scarsa propensione del Cavaliere al dialogo con gli avversari (se non per interessi personali), la tendenza a farsi certe leggi "su misura", la sua passata appartenenza alla Loggia P2, mai rinnegata mi risulta.
La tentazione di considerare il potere come roba sua e guai a chi giela tocca è presente più che mai nel Berlusconi di oggi, che minaccia una radicale riforma della giustizia se la Corte Costituzionale non gli darà ragione circa la costituzionalità del Lodo Alfano.
Veltroni starà anche facendo un po di propaganda per mobilitare i militanti ed i simpatizzanti PD, in vista della manifestazione del 25 ottobre.
Però bisogna dire che Berlusconi, dopo essersi sistemato gli affari suoi la scorsa primavera, attaccando Veltroni frontalmente e minacciando la Corte Costituzionale, sta dando al segretario PD più di qualche motivo per rispondere così.