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  1. #1
    a.k.a. tolomeo
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    Predefinito Veltroni: sveglia!!! Non fare il coniglio!

    VELTRONI E IL PUTINISMO



    La vecchia narrazione


    di Pierluigi Battista


    Un partito, oltre che dai suoi programmi e dalle sue linee di condotta, è necessariamente tenuto insieme da una «narrazione», da una chiave narrativa ed emotiva che legge simbolicamente il mondo e modella il lessico del suo popolo, ravvivandone il senso di appartenenza. La denuncia di Veltroni della deriva autoritario- putiniana in cui starebbe sprofondando la maggioranza di governo dimostra che se sul piano dei programmi e dei valori il Partito democratico ha portato a compimento una coraggiosa frattura con il passato, sul piano della «narrazione» appare invece ancora prigioniero degli schemi, degli automatismi mentali e del discorso retorico dell’oramai defunta Prima Repubblica.

    Riaffiora il disegno narrativo che prevede la descrizione dell’avversario come nemico ontologico della democrazia e di conseguenza anima l’appello «unitario» per fronteggiare il pericolo incombente. Contro Putin non si impone forse la mobilitazione straordinaria e la messa tra parentesi di dissensi e diversità? Sembrava che questo schema narrativo finalmente si fosse frantumato con le elezioni, e prima ancora con la scelta dello stesso Veltroni di sottrarsi all’imperativo dell’ammucchiata eterogenea cementata solo da un corale «contro », anziché da un progetto condiviso. Un gigantesco equivoco ha preteso che il nuovo schema dovesse necessariamente prevedere l’autocensura moderata dell’opposizione, la sordina sulle critiche anche veementi all’azione del governo. Invece no, è assolutamente normale che l’opposizione demolisca, eventualmente, la politica economica, le scelte sull’immigrazione, i provvedimenti sulla scuola, gli orientamenti sulla giustizia del governo.

    È ciò che fanno tutte le opposizioni del mondo democratico, che talvolta si confrontano con la maggioranza, e molto più spesso ne contrastano duramente la politica. Ma se si cede alla tentazione di alimentare il sospetto sulla stessa lealtà democratica dell’avversario, se tra la maggioranza e l’opposizione si costruisce un muro invalicabile che tende a dividere inappellabilmente il campo della democrazia da quello dell’antidemocrazia, allora si finisce per svuotare il principio stesso della reciproca legittimazione tra le parti politiche che competono alla guida dell’Italia. Crede davvero il leader del Pd che lo stesso avversario con cui solo pochi mesi fa si chiedeva un patto per le riforme istituzionali più urgenti, che lo stesso Berlusconi con cui proprio in questi giorni D’Alema (ma la coincidenza cronologica è davvero casuale: la conversazione con Bruno Vespa è di alcuni mesi fa) ha avviato una discussione sul modello presidenzialista, che dunque proprio l’interlocutore di ieri si sia trasformato nell’odierno rischio democratico?

    L’ipotesi più verosimile è che Veltroni, dopo aver imboccato con successo (anche se accolto con le reazioni sgarbate del capo del governo) la via del «confronto» nelle ultime fasi della vicenda Alitalia, abbia in mente la scadenza del 25 ottobre, in cui il popolo democratico manifesterà in piazza contro il governo Berlusconi. Conoscendo il suo popolo e le sue pulsioni, il leader del Pd sa quanto la «narrazione » della democrazia in pericolo, costruita in un quindicennio dominato dal vecchio schema, abbia ancora un’influenza pervasiva nella mentalità e nell’emotività diffusa nella sinistra. Un residuo del passato.

    30 settembre 2008


    http://www.corriere.it/editoriali/08...4f02aabc.shtml

    Una manifestazione è finita il giorno dopo.

    Se fallisce, il giorno dopo è finito anche il segretario.

    La coerenza e il coraggio pagano, la pavidità e la sottomissione possono costare molto care.
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  2. #2
    a.k.a. tolomeo
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    L’antiberlusconismo è la sconfitta del Pd




    Alle spalle del Partito democratico vi è la fine della maggioranza Prodi, l’unica che poteva consentire alla sinistra di esistere (...)(...) come alternativa di governo. Ma essa comportava fare maggioranza con una sinistra antagonista incapace di divenire alternativa politica in un Paese occidentale. E solo Prodi come «dossettiano» era in grado di unire la componente cattolica a quella di sinistra. Così gli eredi della Dc e del Pci, che si ponevano come fondamenti della conformità della politica alla Costituzione, venivano allontanati dal governo non solo come realtà ma anche come possibilità. Perché questa volta la vittoria del centrodestra non è effimera. Il sistema paese ha compreso che la maggioranza storica della Repubblica, l'alleanza tra cattolici di sinistra e postcomunisti, non è più la forza che garantisce il governo dello Stato.
    Il grande cambiamento nel voto popolare con Berlusconi, che era già maturo nel ’94 e che si è prodotto nel ’96 e nel 2001, ha raggiunto nel 2008 il suo punto di svolta: quello di dare vita all’unica maggioranza possibile, pur non essendo un partito fondatore della Costituzione appartenente all'antifascismo storico.
    Ci è voluto molto tempo perché una nuova maggioranza che non era quella di centrosinistra divenisse l'unica guida politica del Paese. È un cambiamento non solo della politica, ma della stessa realtà costituzionale della Repubblica. Il governo ha manifestato con gli atti la sua autorità. Ha mostrato di credere con le sue decisioni di capire il fatto nuovo.
    La reazione di Veltroni al fatto Alitalia è lo smarrimento. Il successo della cordata italiana che dimostrava l'autorità di Berlusconi nel mondo dell'impresa e della finanza che non lo aveva mai legittimato, era ormai tale che gli industriali italiani entravano nella Cai garantita dall'autorità personale del presidente del Consiglio. Berlusconi non ha soltanto ottenuto il governo, ma ha anche preso il potere. Ora è ben noto che ciò che viene deciso nel nostro Paese ha per riferimento la maggioranza berlusconiana e che è essa a fissare l'agenda delle istituzioni e della politica. Berlusconi ha vinto non soltanto nel voto ma anche nel sistema, e la prova di questo fatto è l’ingresso di Marina Berlusconi in Mediobanca, il cuore della legittimità non solo finanziaria del Paese. Il governo di centrodestra non ha più bisogno dunque di essere legittimato dal concorso dell'opposizione alle sue leggi. È capace di definire la sua politica senza riferimento alla tradizione di centrosinistra che ha dominato la politica italiana.
    La democrazia ha messo del tempo a determinarsi come forza nel sistema di potere, ma alla fine ci è riuscita.
    Lo smarrimento di Veltroni lo conduce a paragonare Berlusconi a Putin, a scegliere la linea del giustizialismo e dell’antagonismo, cioè di forze estreme lontane dal centro che è il luogo di governo del Paese. Per l’uomo che ha causato la fine della maggioranza di sinistra di Prodi, la sola possibile, è una situazione difficile, tanto più che il partito non lo segue su questa strada che condurrebbe il Pd fuori dalla sua stessa tradizione e dal suo insediamento sociale. La manifestazione del Pd avviene in modo politicamente omologo a quella di Di Pietro. Ed è difficile motivare, se Berlusconi è come Putin, l’esistenza di due manifestazioni invece di una sola. Veltroni, che ha legato il suo nome a una linea di centro e di collaborazione con lo schieramento di centrodestra, sembra spinto fuori dalla strada che egli aveva disegnato candidandosi a leader del Partito democratico. Trovare per il Pd una via di opposizione che non sia ancora l’antiberlusconismo è ormai essenziale per l'unità del partito stesso. Impresa difficile per una sinistra che non è più alternativa di governo.

    Gianni Baget Bozzo
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=294349
    .

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  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    L’antiberlusconismo è la sconfitta del Pd




    Alle spalle del Partito democratico vi è la fine della maggioranza Prodi, l’unica che poteva consentire alla sinistra di esistere (...)(...) come alternativa di governo. Ma essa comportava fare maggioranza con una sinistra antagonista incapace di divenire alternativa politica in un Paese occidentale. E solo Prodi come «dossettiano» era in grado di unire la componente cattolica a quella di sinistra. Così gli eredi della Dc e del Pci, che si ponevano come fondamenti della conformità della politica alla Costituzione, venivano allontanati dal governo non solo come realtà ma anche come possibilità. Perché questa volta la vittoria del centrodestra non è effimera. Il sistema paese ha compreso che la maggioranza storica della Repubblica, l'alleanza tra cattolici di sinistra e postcomunisti, non è più la forza che garantisce il governo dello Stato.
    Il grande cambiamento nel voto popolare con Berlusconi, che era già maturo nel ’94 e che si è prodotto nel ’96 e nel 2001, ha raggiunto nel 2008 il suo punto di svolta: quello di dare vita all’unica maggioranza possibile, pur non essendo un partito fondatore della Costituzione appartenente all'antifascismo storico.
    Ci è voluto molto tempo perché una nuova maggioranza che non era quella di centrosinistra divenisse l'unica guida politica del Paese. È un cambiamento non solo della politica, ma della stessa realtà costituzionale della Repubblica. Il governo ha manifestato con gli atti la sua autorità. Ha mostrato di credere con le sue decisioni di capire il fatto nuovo.
    La reazione di Veltroni al fatto Alitalia è lo smarrimento. Il successo della cordata italiana che dimostrava l'autorità di Berlusconi nel mondo dell'impresa e della finanza che non lo aveva mai legittimato, era ormai tale che gli industriali italiani entravano nella Cai garantita dall'autorità personale del presidente del Consiglio. Berlusconi non ha soltanto ottenuto il governo, ma ha anche preso il potere. Ora è ben noto che ciò che viene deciso nel nostro Paese ha per riferimento la maggioranza berlusconiana e che è essa a fissare l'agenda delle istituzioni e della politica. Berlusconi ha vinto non soltanto nel voto ma anche nel sistema, e la prova di questo fatto è l’ingresso di Marina Berlusconi in Mediobanca, il cuore della legittimità non solo finanziaria del Paese. Il governo di centrodestra non ha più bisogno dunque di essere legittimato dal concorso dell'opposizione alle sue leggi. È capace di definire la sua politica senza riferimento alla tradizione di centrosinistra che ha dominato la politica italiana.
    La democrazia ha messo del tempo a determinarsi come forza nel sistema di potere, ma alla fine ci è riuscita.
    Lo smarrimento di Veltroni lo conduce a paragonare Berlusconi a Putin, a scegliere la linea del giustizialismo e dell’antagonismo, cioè di forze estreme lontane dal centro che è il luogo di governo del Paese. Per l’uomo che ha causato la fine della maggioranza di sinistra di Prodi, la sola possibile, è una situazione difficile, tanto più che il partito non lo segue su questa strada che condurrebbe il Pd fuori dalla sua stessa tradizione e dal suo insediamento sociale. La manifestazione del Pd avviene in modo politicamente omologo a quella di Di Pietro. Ed è difficile motivare, se Berlusconi è come Putin, l’esistenza di due manifestazioni invece di una sola. Veltroni, che ha legato il suo nome a una linea di centro e di collaborazione con lo schieramento di centrodestra, sembra spinto fuori dalla strada che egli aveva disegnato candidandosi a leader del Partito democratico. Trovare per il Pd una via di opposizione che non sia ancora l’antiberlusconismo è ormai essenziale per l'unità del partito stesso. Impresa difficile per una sinistra che non è più alternativa di governo.

    Gianni Baget Bozzo
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=294349
    di solito non amo Don Gianni ma questo scritto è di una lucidità cristallina!

  4. #4
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    Predefinito veltroni dal premier solo insulti e balle FINALMENTE !!!

    http://www.corriere.it/politica/08_s...4f02aabc.shtml

    VAI WALTER, RISPONDI A MUSO DURO. PERSO PER PERSO.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da pacatamente Visualizza Messaggio
    di solito non amo Don Gianni ma questo scritto è di una lucidità cristallina!
    http://www.corriere.it/politica/08_s...4f02aabc.shtml

    IL TUO SILVIO RACCONTA SOLO BALLE ED INSULTA E 'QUELLO CHE GLI RIESCE MEGLIO.!!

  6. #6
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    «Il Pd alle elezioni ha ottenuto un risultato ragguardevole>>

    e altri ne otterrà con questo qua alla guida

  7. #7
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    S'è svegliato tardi.

    Non è che le bugie e gli insulti siano un vezzo recente di Berlusconi. Sono 15 anni che il vecchietto di Arcore fa politica in questo modo.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da pacatamente Visualizza Messaggio
    «Il Pd alle elezioni ha ottenuto un risultato ragguardevole>>

    e altri ne otterrà con questo qua alla guida
    Pelomeno si pulisce la bocca, e fa da eco allarabbia repressa dei votanti del Pd che da anni subiscono ogni sorte di prevaricazione e di insulto, da parte di questo insulso ometto.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da garulfo Visualizza Messaggio
    S'è svegliato tardi.

    Non è che le bugie e gli insulti siano un vezzo recente di Berlusconi. Sono 15 anni che il vecchietto di Arcore fa politica in questo modo.
    Lo so sono anni che predico aggressivita'.Cosa abbiamo da perdere????Niente !!con i modi soft non si ottiene nulla con questo assurdo omunculo.Puo' darsi che l'aggressivita' paghi.

  10. #10
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    da elettore del PDL ho sempre difeso veltroni e la sua scelta bipartitica
    ma stavolta veltroni ha toppato

    spero ritorni ad essere il leader che era prima delle elezioni

    di questa sinistra antiberlusconiana ne abbiamo piene le scatole
    chi non riconosce legittimità a chi governa (perchè ha vinto le elezioni!!) è esso il vero antidemocratico perchè non sa rispettare la volontà dei cittadini.

 

 
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