



e se dei lavoratori non la pensano come questo ipotetico sindacato unico?
Nell'immediato dopo guerra c'era solo la CGIL, poi alcuni si sono staccati ed hanno dato vita a CISL ed UIL , sono convinto che non ritieni abbiano fatto male. L'idea che ci sia qualcosa o qualcuno che possa, genericamente, fare il bene di tutti è propria di un pensiero politico che tende alla semplificazione dei problemi, ; le modernità è invece tentativo di comprensione della complessità e valorizzazione del dubbio, anche il pensiero federalista democratico dell'800 nasce in questo ambito. Il pluralismo dei territori ha un senso democratico se vi è pluralismo nei territori.
Comunque io mi ero limitato a fare due esempi di come immaginare che i sindacati siano solo un guaio porta a risultati controproducenti per qualsiasi economia moderna.


Deserto morale e nozionistico... La marcegaglia poi e' l'ultima che dovrebbe parlare...






Adesso la Marcegaglia sostiene che l'intervento pubblico va bene , ma per tempi limitati, poi mano libera ai privati. Praticamente vuole che lo stato intervenga per finanziare gli errori del liberismo e poi torni a lasciare che si riprenda a farli. Anche Keynes, per molti, è un pericoloso sovversivo; e solo parlare di programmazione, come faceva Ugo La Malfa, sembra nuovamente una cosa da soviet


Pensa un po'. Abbiamo i salari più bassi del mondo occidentale, numeri di morti e infortuni sul lavoro da guerra civile e abbiamo i sindacati più forti del mondo occidentale insieme a quelli francesi.
Fra l'altro mi sfugge perché gli imprenditori dovrebbero trattare con i sindacati invece che con i singoli lavoratori.


ntesa e Sviluppo Italia insieme per salvare Cit
http://www.denaro.it/VisArticolo.asp...yW=MARCEGAGLIA
</td> </tr> </tbody></table> </td> </tr> </tbody></table> </td> </tr> </tbody></table> <p align="justify"> <span class="Articolo">é nelle mani di Banca Intesa e di Sviluppo Italia il futuro di uno maggiori tour operator in crisi di liquidità: la Compagnia italiana di turismo (Cit). In queste ore l'istituto di credito e l'agenzia statale per il Mezzogiorno stanno esaminando la possibilità di un intervento simultaneo nella società, sotto forma di partecipazione all'aumento di capitale per 39 milioni di euro deliberato dall'assemblea della Cit. Se l'operato della banca presieduta da Giovanni Bazoli non desta sorpresa, visto che in un intreccio finanziario poco noto è socia di Cit con il 6 per cento e negli ultimi anni eroga prestiti alla stessa azienda, l'eventuale intervento di Sviluppo Italia, l'agenzia statale amministrata da Massimo Caputi, manager vicino al gruppo Caltagirone, è escluso dagli addetti ai lavori. Anche perchè lo stesso Caputi, in manifestazioni pubbliche, assicura di non voler salvare aziende in crisi, bensì di voler investire in società in fase di sviluppo. Invece non solo Caputi nomina due advisor, Deloitte e Bain, per stilare un nuovo piano industriale di Cit, ma sta progettando di entrare come azionista nella compagnia che ha 1.100 dipendenti. Il legame nel campo del turismo tra Sviluppo Italia e Banca Intesa non si ferma alla Cit: il prossimo 14 settembre, l'istituto guidato da Corrado Passera acquisterà una quota di Sviluppo Italia Turismo, una controllata di Sviluppo Italia, insieme con Ifil e il gruppo che fa capo alla famiglia <acronym>Marcegaglia</acronym>, raggiungendo così il 49 per cento. </span></p> <br /> <span class="Data">del <span class="Data">08-09-2004</span> num. <span class="Numero">166</span></span></td>


Lei si che se ne intende di salvataggi pubblici


perchè i singoli lavoratori hanno deciso, da oltre un secolo ad oggi di unirsi in sindacato, per avere un po' più di forza. Se sono deboli è perchè l'economia ha posto in essere nuove figure professionali meno sindacalizzabili, perchè lo sono sempre quando l'economia ristagna, perchè sono spesso oggetto di campagne denigratorie finanziate da chi ha interesse in questo ( che si sono meritate , ma in maniera abbastanza limitata). Non credo che i sindacati inglesi o tedeschi siano più deboli di quelli italiani. Tra l'altro in Inghilterra contano sulle Casse di resistenza in occasione di scioperi; fanno meno scioperi perchè la controparte sa che quando li fanno, finiscono col colpire duramente