Nel merito della prima "accusa": non credo che essere antiabortisti (e non nel senso di sostenere il divieto di aborto, ma nel chiedere che ci siano limiti all'aborto come metodo spicciativo per evitare di concepire figli prima di fare i quali non si son prese le precauzioni oggi esistenti e facilmente reperibili ovunque, perfino in pillole) sia una questione di liberalismo o meno, è unicamente questione della propria opinione circa la natura di vita umana o non vita umana di ciò che è un feto e non ancora un bambino. Può essere antiabortista anche un comunista, e non è scandaloso lo sia un liberale (e preciso: in PL io sono in assoluta minoranza, e nè lo statuto nè il programma di PL hanno oggi al loro interno la condanna dell'aborto). Tanto più che come ho già detto prima la mia posizione (e non da oggi, ci sono i post) si è ammorbidita nel tempo circa l'aborto. In generale, tuttavia, non è una posizione del tipo "l'embrione è una vita umana come il feto come il bambino, non puoi usare contraccettivi, non puoi diagnosticare, non puoi ricercare, non puoi fecondare artificialmente, non puoi abortire mai nemmeno se ti stuprano", ma è una posizione del tipo "l'embrione è un insieme di cellule che solo ha 1 probabilità su 6 di esitare in un feto e come tale non va tutelato, il feto è una vita umana come il bambino, puoi usare contraccettivi e anche misure post concepimento ma preimpianto, puoi diagnosticare, puoi ricercare, puoi fecondare artificialmente anche in via eterologa, puoi abortire se ti stuprano o se ci sono rischi per la salute della madre o se è oggettivamente impossibile sostenere chi dovrebbe nascere, dal punto di vista economico, però non puoi in ogni caso abortire se ciò non vale anche per il padre cioè se egli non consente (ed in quel caso si prende a carico il figlio), che con te -a meno dello stupro- ha stipulato un contratto che non puoi cancellare eliminando chi è anche figlio suo.".
Io non credo che questa sia una posizione assurda, talebana o estremista, credo sia solo una posizione di buonsenso di chi non ritiene accettabile l'omicidio di chi considera un uomo, anche se ancora non è nato, perchè è una creatura in un certo senso anche cosciente e che ha alte probabilità di nascere.
Consideri l'aborto un diritto per ogni donna, e hai ragione. E' diritto individuale sacrosanto e intangibile.
io lo considero un diritto positivo, tangibile eccome, e lo reputo in taluni casi in contrasto con un diritto naturale, quello del padre (ovviamente non se frutto di violenza) a vedere rispettato il contratto con la donna che ha stretto nell'atto e quello del feto a non venire ucciso in quanto uomo... è una opinione. Non è un principio condiviso come non uccidere il concetto di "si può abortire", mi spiace.
Nel merito della seconda "accusa": non credo che essere monarchici sia una questione di liberalismo o meno (quanto all'essere Aostano e non Vittoriano credo non importi niente a nessuno, quindi lascio da parte). Non solamente ci sono stati liberali monarchici e l'esempio è l'indimenticato Luigi Einaudi, ma ci sono (e sono anche importanti) pure dei libertari monarchici. L'esempio è Hans Herman Hoppe, illustre allievo di Rothbard che ha sostenuto con argomentazioni di tipo libertario la monarchia. Non è -secondariamente- indifferente il modo in cui si è monarchici, giacchè si può essere monarchici per diritto divino (Re' per grazia di Dio della tradizione cattolica) o monarchici per positivismo giuridico (un sistema sì Kelseniano ma che preveda la monarchia per scelta dei padri costituenti) o monarchici per decisionismo (Sovrano è chi decide nello stato d'eccezione, quindi se il Re' ha le armi allora è lui il capo come poteva dire Schmitt) o monarchici per utilitarismo. Mi soffermo sulla monarchia per utilitarismo, per chiarire cosa vuol dire esser monarchico e perchè non c'è niente di illiberale o antiliberale:
- un portato del libertarismo è l'obiezione logica che l'uguaglianza di fronte alla legge è falsa in qualunque forma di governo che preveda "potere", quindi non si viola l'uguaglianza se si immagina un governo di una sola persona, perchè nessuna uguaglianza ha senso in un sistema in cui qualcuno ha il potere di fare la legge uguale per tutti
- un concetto fondamentale del liberalismo è il governo limitato ed il governo della legge che consiste nel fatto che chi ha il potere debba comunque essere vincolato da una serie di leggi e azioni politiche fatte da altri che hanno potere prima o che lo avranno dopo di lui o che lo hanno assieme a lui tali da rendergli difficile esercitare il potere in forma non convenzionale (non costituzionale), ed esso non è affatto incompatibile con la monarchia, sicchè la monarchia costituzionale è unicamente una forma di democrazia al pari della democrazia per sorteggio ateniese, in cui al posto del sorteggio c'è l'esito della sessualità del sovrano, quindi la dinastia in cui "non si sa" come sarà l'erede, al pari di un capo di stato sorteggiato, può nondimeno essere sottoposta ad un rule of law a seconda del sistema costituzionale e sociale e di quanto bene funzioni. In Inghilterra ha funzionato per secoli e la Magna Charta l'ha firmata un Re'.
- inoltre le argomentazioni a favore dell'utilità del Re' come sovrano sono fondate su una logica tutto sommato sensata quale quella ad esempio che: il sovrano avendo un orizzonte temporale che è la propria vita e quella di proprio figlio tenderà a considerare gli effetti sul lungo periodo delle azioni, per suo personale interesse oltre che per dovere, ed avrà quindi qualcosa in più e qualcosa di utile rispetto ai governi con un orizzonte limitato di 5 o 8 anni tale che i governanti pensano solo a risolvere i problemi che rientrano nel loro mandato, lasciando le cose grosse ai successori finchè incancreniscano, perchè tanto anche se le risolvessero difficilmente ci guadagnerebbero qualcosa, anzi (guardate dove è finito prodi nel 96 nonostante il risanamento!) probabilmente provando a risolverle ci perderebbero. Lo stesso discorso può farsi per i Re' "memoria storica" come è Elisabetta di Inghilterra, senza la quale molti PM avrebbero fatto errori che la sua esperienza e le sue conversazioni settimanali con essi hanno evitato.
- ultima argomentazione (che sostengo da sempre) è quella che uno stato con un "rappresentante ultimo" (capo dello stato) di tipo monarchico in questo mondo moderno è molto debole... e come tale il capo dello stato è impossibilitato a esercitare dei suoi poteri di capo di Stato (potere militare in primis) affermando di essere egli "l'Italia" o "l'Inghilterra", come invece molti sovrani "democratici" (Hitler fu eletto democraticamente) fecero nel tempo. Se un Re' si mettesse a fare cazzate, essendo palese a tutto il popolo che è lì per una fondamentale diseguaglianza con tutti, semplicemente oggidì finirebbe in galera. C'è poco da dire: Putin è molto più stabile sulla base della sua legittimazione democratica fondata sull'ideologia diffusa nella testa della gente comune che lui possa dire "sono i russi, rappresento i russi" rispetto che se fosse Zar Putin, caso in cui al primo errore serio avrebbe le rivolte di piazza e finirebbe giù dal trono in breve tempo essendo "solo se stesso". Il mondo di oggi, non è più convinto che "il Re' è il Re'" ma è convinto che "il Re' non è il Re'" e quindi qualsiasi Re' è visto con sospetto e ha pochi poteri. L'esempio Spagnolo, di un Re' che con Zapatero collabora benissimo e non si sognerebbe mai di fare il Re' di destra (nonostante fosse stato messo dove è oggi all'epoca con poteri di capo assoluto dal precedente capo assoluto Franco) è del tutto emblematico di come le obiezioni alla monarchia non tengano il passo coi tempi, tant'è che le monarchie del nord o lo stesso giappone stanno benissimo anche se non hanno un capo di stato eletto dal popolo.
Infine l'ultima questione (scontata): può un anarchico essere monarchico? Sembrerebbe assurda, una barzelletta, ma non lo è. Basta porsi la domanda: può un anarchico essere Repubblicano?. Se ci si pone queste due domande si capiscono due cose
- per un anarchico scegliere il meno peggio non è assurdo, è l'unico modo di scegliere, perchè per il resto siamo una iperminoranza senza poteri
- è ovvio che nessun anarchico fra un totalitarismo comunista repubblicano stile cina e una monarchia consociativa mezzo socialista come l'inghilterra non sceglierebbe l'inghilterra
e quindi se ne deriva una terza:
l'unico tipo di monarchicità (passatemela) che può star bene ad un anarchico è quella utilitarista. Quindi l'esser monarchici è solo una OPINIONE sulla qualità migliore/peggiore di un sistema istituzionale versus un altro, non è niente di che.
quindi, consistendo la monarchia nella casualità della successione, non c'è niente di male nell'appoggiare un Re' decaduto e sostenere che con metodi democratici debba essere sostituito dal Parlamento nel luogo del prossimo Presidente della Repubblica, anche se magari si auspicherebbe la sparizione dello stato domani. Stop. Niente di più.
Quindi con il libertario hans herman hoppe e con il liberale einaudi io son monarchico. Se questo fosse un problema vorrebbe dire che radical non sarebbe una associazione liberale ma una associazione repubblicana anche piuttosto chiusa e poco tollerante, per cui ad einaudi non lo avrebbero fatto entrare e ad hans herman hoppe nemmeno. E allora grazie, preferirei aspettare fuori con einaudi (e troncare) piuttosto che entrare io da solo.