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come pretendi di ottenere rispste serie se le tue sono uno sfottò continuo ai compagni del forum a cui attribuisci posizioni radical chic e ultralibertarie che la tua frazione (quando era maggioranza) ha imposto al partito e che ancora sostiene e rivendica come giuste?
Le vostre contraddizioni sono roba da commedia degli equivoci...


Guarda che io non sono una funzione, sono una persona con le sue posizioni, e ho già detto che sulla questione bolognese la penso diversamente dall'intero Prc, compreso Vendola.
Tempo fa, in innumerevoli post, ho palesato la mia distanza dal "giovanilismo" del Prc bertinottiano.
Se devo fare la mia dendrocronologia leaderistica ho stimato molto Cossutta, Grassi, ed ora credo che la prospettiva di Vendola sia politicamente la più entusiasmante.
Se per favore mi trovi lo sfottò nei miei serissimi commenti qui sopra, ti ringrazio.






tu non hai nulla contro i sindaci sceriffo perché sei un poeta. Un poeta bianco e italiano....e con un lavoro.
La trasformazione di un processo complesso e articolato (immigrazione + ruolo della città + trasformazione del ruolo e metodo produttivo + nuova realtà delinquenziale diffusa) in una dinamica di puro ordine pubblico è stata la risposta del PD (gli amici tuoi) in alcune città laboratorio (Torino e Bologna in primis).
Oltre ad essere una bestemmia per ogni Comunista (anche per chi il Comunismo lo vede come tendenza culturale e gli piace di più il cazzo) non ha funzionato proprio per un cazzo. I problemi non si sono risolti, il segmento sociale differenziato si è allargato ancora di più, il senso di insicurezza non è diminuito ma aumentato (a fronte del calo dei reati, l'84% si sente meno sicuro dell'anno scorso).
Questo è quello che piace a te? Pensare di trasformare una città in post-industriale indebitando, costruendo salotti, mettendo polizia e risolvendo il problema immigrazione-precariato-lavoro nero-delinquenza con l'allargamento del CPT e le colonne di blindati?
Vai va, pedala...


No, non è questo che piace a me.


Sempre meglio le vedove del 77 che le vedove del PCI collaborazionista.
Mi sono un po' scocciato di questo modo di porsi nelle discussioni. Si possono avere tutte le argomentazioni che si vogliono però l'idea che ci sia qualcuno che ha capito tutto mi sembra, oltre che contraria all'evidenza, sinceramente anche un tantino infantile.
Io, onestamente, di compagni che hanno chiarissimo quello che c'è da fare, che hanno seguito di massa e che le cose che dicono poi le fanno non è che ne veda molti.
Dobbiamo, tutti, avere la consapevolezza che è necessario prima di tutto farsi un bagno di realtà e riprendere il filo della comunicazione con gli sfruttati e gli alienati da questo sistema di produzione.
Che il capitalismo possa disintegrarsi è forse non un'ipotesi ma anche cronaca di questi giorni, però ricordiamo che l'alternativa non è necessariamente il socialismo, ci sono anche le barbarie. E allo stato, considerando il livello di forza e di organizzazione degli anticapitalisti, opterei per la seconda ipotesi come più probabile.


Io ho letto di Bifo un'interessante analisi, bela, puntuale e condivisibile. Purtroppo la risposta a questa analisi anche per certi versi avanzata, è la riproposizione di una TAZ in versione magnum.
Ora, al di là del fatto che un Bifo mi venga a dire: "voi avete sbagliato tutto", dopo che sono 30 anni che continua a parlare e sbagliare e mai una volta che se ne esca con: "scusate, ho detto cazzate la volta scorsa", beh, adesso che se ne esce con una TAZ, dopo che l'esperienza dei CSA si avvia al tramonto...mmmmh...qualche dubbio mi viene.
Purtroppo continuo ad essere dell'idea, e i fatti economici che ci capitano sulla testa in sti giorni ce lo confermano, che la "trippa" è meglio della "novelle cousine". Dove per trippa intendo il lavoro sul territorio, quello vero, inclusivo, da mani callose e zozze, e la novelle cousine sono quelle scorciatoie mediatico/situazioniste a cui la gestione Bifo/Negri/Casarini ci hanno abituato da tempo.


Ma a parte che io non ho "un lavoro" ma alterno per sopravvivere contratti di tre mesi in fabbrica a settimanate di call-center, e l'attività letteraria la curo la notte o nei periodi di disoccupazione, a parte questo:
Ad un "poeta" (così come lo si intende in questo luogo, e cioè un idealista a cui piace fare l'anima bella), solitamente si confà un atteggiamento buonista e scandalizzato dalle decisioni di responsabilità e realismo.
Io non ho mai neppure per un barlume di attimo pensato che le ricette di destra basate sulla "repressione" (e cioè sul contenimento) delle "conseguenze" di errori di Struttura, siano da accogliere.
Ma basta rigirare fino allo stremo dell'inconcludenza le due facce della medaglia.
Una radicale alternativa di Sinistra deve sia contenere e difendere, sia risalire (attraverso politiche sociali ed economiche di radicale riforma) dalla Struttura alle conseguenze.
I comunisti nei quartieri operai del primo Novecento avevano un servizio d'ordine da PAURA, per estirpare dall'interno le risposte delinquenziali alla povertà.
Oggi possibile che nessun comunista riesca semplicemente a capire che reprimere lo spaccio vuol dire, anche, reprimere i collegamenti tra Mafia e nuovo proletariato, e quindi recidere una forma di feroce controllo?
Siccome la Destra questo lo fa in maniera borghese, perbenista e razzista (come se il clandestino, schifoso, fosse causa del proprio male - e del proprio schifo), la Sinistra lo può (e lo dovrebbe) invece fare con un'ottica umanista, e cioè per "liberare" il clandestino dalla propria clandestinità - e non per rimuovere la sua visione dal centro storico.
Possibile che non si possano dire queste cose dentro un Partito comunista?
E poi, sinceramente, io prima stavo parlando di punkabbestia con la carta di credito che semplicemente rompono i coglioni.