parole sante
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La camorra non si combatte con l'omertà
Sono sostanzialmente daccordo.
Sull'attentato a Saviano però ho i miei dubbi, rafforzati da questo intervento del giudice Magi
http://www.agi.it/news/notizie/20081...11060-art.html
GIUDICE MAGGIA: PERPLESSO SU DICHIARAZIONI PENTITO DA 15 ANNI
"Sono rimasto un po' perplesso da dichiarazioni rese da un soggetto che 15 anni fa ha iniziato a collaborare con la giustizia". Lo ha dichiarato il giudice Raffaello Magi, giudice del processo Spartacus contro i Casalesi, intervenuto in 'Viva Voce' su Radio 24 sulle minacce a Roberto Saviano. "Carmine Schiavone - ha aggiunto Magi ai microfoni di Radio 24 - dovrebbe essere sterile dall'ambiente di provenienza, quindi delle due l'una: o cosi' non e' e questo soggetto raccoglie ancora notizie da un ambiente da cui dovrebbe essere fuori, oppure le voci di questo tipo sono talmente insistenti da arrivare anche in localita' protette". Magi ha poi ricordato il contributo di Schiavone al processo Spartacus: "E' stato importante e ha consentito di aprire una finestra sull'attivita' dei Casalesi. Per questo mi domando come sia possibile che dopo tanto tempo sia in possesso di notizie su quello che dovrebbe accadere adesso". Sulla situazione territoriale e i rischi concreti di nuove azioni di forza dei Casalesi, Magi e' stato chiaro: "I fatti parlano da soli. In concomitanza della chiusura dell'appello al processo Spartacus ci sono stati episodi inquietanti, il piu' grave dei quali e' la strage di Castelvolturno. E' evidente che c'e' una fibrillazione sul territorio, sono in atto tentativi di ristabilire un'egemonia che poteva sembrare messa in crisi da un certo risveglio civile". E sulla sua vita, sull'opportunita' di mettere a repentaglio la propria sicurezza per il proprio lavoro, Magi ha risposto: "Purtroppo chi vive in questi territori rischia la vita anche senza saperlo. Basti pensare che le organizzazioni criminali hanno imbottito di veleni i terreni su cui vengono coltivati prodotti alimentari. Chi fa il proprio lavoro in modo coscienzioso e onesto non deve temere nulla e quantomeno e' consapevole dei rischi che corre. Mi chiedo pero' quali sono i livelli di rischio di chi abita in queste zone e certe cose non le sa". Nella trasmissione e' intervenuto anche Lorenzo Diana, ex senatore, da 13 anni sotto scorta perche' 'condannato a morte' dai Casalesi. Diana ha commentato cosi' la decisione di Saviano di andare temporaneamente all'estero per recuperare spazio alla propria vita: "Lo spazio della vita e' non piegare la testa - ha detto Diana -. E' difficile accettare di vedersi negare le liberta'.
Non si sceglie di correre rischi, ci si trova nel momento in cui non si vuole rinunciare a liberta' e diritti fondamentali della persona umana. Per questo Saviano ha fatto benissimo a scrivere 'Gomorra' e sono convinto che il primo a essere convinto di aver fatto la cosa giusta e' Roberto stesso". (AGI) - Roma, 15 ottobre
Quello che sfugge è che la "cultura" dei casalesi sta diventando quella della maggioranza del popolo italiano.
Ovvero quella di denigrare chi denuncia il malaffare, coprire i malfattori e collaborare con l'illegalità.
Oramai in italia le mafie non sono quattro, sono cinque.
E la piu' grossa siede in Parlamento, in perfetta sinergia ed accordo con le altre.
che odiosi "le iene".
quanto a saviano, sto furbetto che campa di "lotta alla mafia" (senza essere magistrato o poliziotto): gli si tolga la scorta (pagata dai contribuenti) e che vada a lavorare come tutti.
Il servizio era già stato trasmesso all'epoca, circa un anno fa. La cosa più bella del servizio si è vista quando un tizio ha accusato Saviano di essere "piezz'e'mmerd" in quanto sarebbe il responsabile della multa che ha preso perchè guidava senza patente, perchè "prima certe cose non succedevano" :D
Innanzitutto se tutti parlassero, la camorra non potrebbe ammazzare tutti se non altro perchè poi gli mancherebbero le persone da sfruttare, in altre parti d'italia o del mondo non c'è la mafia non perchè gli altri siano scemi o non abbiano voglia di fare i miliardi, ma perchè non c'è una cultura omertosa che glie lo permetterebbe. Chi è omertoso è ancora più responsabile della mafia dei mafiosi stessi.
Ma una cosa è la cultura omertosa, un altra cosa è ciò che abbiamo visto a casal di principe: la gente non è che non parlava, la gente parlava per insultare saviano, accusarlo di tutto e di più, dire che Casale è tranquillissima che la camorra non esiste eccetera. Se volevano solo il quieto vivere potevano semplicemente stare zitti! invece questi qua sono proprio mafiosi nel DNA tutti quanti, loro più di quelli con la pistola.