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Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: Zeon

  1. #1
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    Predefinito Zeon

    Salve vescovosilvano,
    proprio oggi mi sono iscritto a POL.

    Vorrei chiederle delle informazioni sullo zeon, sulla sua nascita e su come si sia evoluta questa "pratica" in oriente. Le pongo questa domanda proprio perchè questo elemento liturgico, dal mio punto di vista cattolico romano, è un elemento alquanto "bizzarro" (il termine non vuole essere spregiativo) nel senso che l'aggiunta di acqua, dopo la consacrazione verrebbe ad alterare la realtà del sacramento.
    Vorrei anche chiederle se c'entri, in merito, anche la questione della consacrazione per contatto che una volta mi capitò di incontrare leggendo riguardo la liturgia dei presantificati.

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Zeon

    Prima cosa rispondo alla consacrazione per contatto: La consacrazione dei Preziosi Doni avviene normalmente con l'Anafora eucaristica che ha il suo culmine nell'epiclesi in cui si invoca il Tuttosanto Spirito perchè venga sulla Chiesa e sui preziosi Doni e li benedica, li consacri e li muti nel Corpo e nel Sangue del Signore Gesù Cristo perchè comunicando ad essi i fedeli siano riuniti nel suo solo Corpo.
    Ma la consacrazione può avvenire anche per un gesto manuale come l'immistione dei Sancta in elementi non ancora consacrati. L'uso è molto antico ed era in uso sia in Santa Sofia di Costantinopoli sia nella Roma di san Gregorio Magno.
    Detto questo preciso che lo Zeon non c'entra con questo.
    Lo Zeon è un elemento simbolico nella Liturgia che parla per simboli. Riscaldando il vino del Calice già mutalo, si vuole indicare che si comunica al Sangue di un Vivente, non di un Morto; è il Sangue prezioso e vivo che da Vita al mondo.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Zeon

    Mi scusi, ma dal mio punto di vista la cosa è difficile da comprendere. L'acqua immersa quindi viene anche trasformata? (ecco cosa c'entrava la consacrazione per contatto) altrimenti non altererebbe la specie eucaristica del vino?
    Sapevo del significato spirituale di questo gesto, mi chiedevo proprio in che momento storico nasca dato il fatto che è un elemento proveniente proprio unicamente dalla Tradizione.

    Riguardo alla consacrazione per contatto, se non ricordo male (ma altri di questo forum possono dire melgio), prima della riforma di Pio XII, Venerabile, anche nel rito romano, come nell'attuale rito bizantino, v'era la preparazione del calice con vino ed acqua.
    Attualmente quanto c'è nel calice viene considerato come santificato per contatto no?

  4. #4
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    Predefinito Rif: Zeon

    Il Vino e l'acqua del Calice che formano un "unum" sono santificati nella Divina Liturgia dalla Santa Anafora, non per contatto. Così, cioè per contatto, con un gesto invece che con la parola, è santificato, nell'uso attuale, il Vino solo quando la Comunione è ai presantificati. I Russi non lo pensano, per influsso tardolatino, nonostante che il più bel saggio relativo alla teologia Liturgica dei Presantificati sia proprio di un autore russo. Infatti i Russi quando bevono al calice non dicono: "comunica al prezioso Sangue..." ma bevono senza nulla dire. E non comunicano ai presantificati i lattanti che possono bere solo una goccia del Vino e non anche una particella del Pane.
    Inoltre i Dicono che dovrà consumare i resti dei Sancta non comunica al Calice, proprio perchè i russi considerano il vino non consacrato dall'immistione del quarto dell'Agnello consacrato. Niente di tutto ciò è mai esistito nella tradizione greca, ove la Comunione ai Presantificati si fa esattamente come nella Liturgia del Crisostomo o di Basilio ove i Sancta sono fatti tali dalla Santa Anafora.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Zeon

    La "Consacrazione per contatto" diciamo che è la medesima contemplata dal Messale Romano antico prima delle riforme di Pio XII per la Funzione del Venerdì Santo (appunto in passato chiamata Messa dei Presantificati).
    Il sacerdote infatti preparava il calice come per la Messa, poi lasciava cadere nel calice (come alla Messa) il pezzo piccolo dell'Ostia "presantificata" il Giovedì Santo e in questo modo si ottiene la consacrazione di tutti gli elementi eucaristici.
    Chiedo scusa per la spiegazione poco precisa, ma volevo testimoniare che ciò avveniva ancora nella Liturgia Romana fino a 50 anni fa e dunque penso dall'epoca di S. Gregorio il Grande.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Zeon

    Vedi bene. La Liturgia dei Presantificati del venerdì santo del rito latino in antico consacrava il vino per contatto ma, all'epoca si era perso in significato (di ricostruzione delle due specie anche perchè si era persa l'idea che non fosse ammissibile la comunione con una specie sola). Anche in quel modo era una bella testimonianza di antichità. Questa volta non è stato il distruttivismo liturgico latino post-vaticano II a farla sparire ma il messale del 62.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Zeon

    Citazione Originariamente Scritto da vescovosilvano Visualizza Messaggio
    Vedi bene. La Liturgia dei Presantificati del venerdì santo del rito latino in antico consacrava il vino per contatto ma, all'epoca si era perso in significato (di ricostruzione delle due specie anche perchè si era persa l'idea che non fosse ammissibile la comunione con una specie sola). Anche in quel modo era una bella testimonianza di antichità. Questa volta non è stato il distruttivismo liturgico latino post-vaticano II a farla sparire ma il messale del 62.
    Giustissima osservazione Eccellenza!
    Più che il Messale del '62 sono state le riforme della Settimana di Pio XII nel 1956 se non sbaglio.
    Questo è un segno evidente che ciò che è accaduto dopo il Concilio Vaticano II già covava come la brace da tempo...

  8. #8
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    Predefinito Rif: Zeon

    Non parliamo del Vaticano II, parliamo magari di una ideologia che falsamente a quel santo sinodo si richiama.
    Interessante comuqnue è questa questione ma, restando al tema, è stato importante il recupero, o, meglio, lo spostamento, dell'epiclesi nell'anafora (anche se velatamente presente nel Canone Romano). Epiclesi che, in maniera non tanto nascosta si trovava invece nel vecchio rito di offertorio. Ma qui andiamo off-topic.

 

 

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