Mediolanum/ Rimborseremo i clienti Lehman. Doris ad Affari: ho deciso con Silvio
Giovedí 23.10.2008 16:19
Di Angelo Maria Perrino
Un regalo da centoventi milioni di euro, duecentocinquanta dei vecchi miliardi di lire... Si festeggia stamane in casa dei clienti di Banca Mediolanum che avevano sottoscritto polizze con sottostanti obbligazioni Lehman Brothers.
Erano soldi persi, buttati al vento, dopo il rocambolesco fallimento della mitica banca americana. Ma oggi, a sorpresa
l’annuncio: i principali azionisti di Banca Mediolanum, ossia il Gruppo Doris (40,49 per cento) e la Fininvest Spa (36,02 per cento) mettono mano al portafoglio e staccano un bell’assegno a favore dei clienti. Una specie di Befana insomma, fuori stagione. Proveniente da due famiglie private: i Berlusconi e i Doris.
Improvviso impazzimento in un mondo come quello della finanza dove nessuno regala niente e vige il principio dell’homo homini lupus?
Ennio Doris si schermisce: "Ma no, è un dovere morale e anche un investimento”.
E
spiega ad Affaritaliani il senso di questa decisione “unica al mondo” in cui sono direttamente e personalmente gli azionisti, con il patrimonio personale - non l’azienda - a farsi carico di un devastante rovescio di mercato.
Allora dottor Doris, due famiglie speciali, la sua e quella di Silvio Berlusconi e una decisione decisamente controcorrente.
“Tutto nasce dal rapporto tra me e Silvio Berlusconi, che non è solo un rapporto di affari ma si basa su un feeling molto antico e molto forte. Pensi che quando ci siamo conosciuti, nell’81, e abbiamo deciso di diventare soci lanciando Mediolanum, non abbiamo neanche chiamato gli avvocati per stipulare gli accordi... ci è bastata una stretta di mano”.
Un feeling che ha resistito nel tempo, il vostro.
“Certamente, anzi, si è esteso anche alle famiglie. Basta guardare allo splendido rapporto che c’è tra mia moglie e la signora Veronica. O tra me e Marina o Piersilvio. Quando i due figli di Silvio sono entrati nel business, Marina è venuta nel consiglio di Mediolanum. Quanto a Piersilvio, ho lavorato molto al suo fianco quando è entrato nel mondo della tv, facendogli un po da tutor. Ne è nata una grande stima reciproca. E ho apprezzato subito in loro una grande intelligenza e una straordinaria umiltà”.
Poi?
“Poi il rapporto si è allargato anche ai miei figli, divenuti amici dei loro figli.Del primo matrimonio e del secondo.E oggi nel consiglio di Mediolanum c’è Pierluigi Berlusconi. Frequentandoci molto, specie d’estate, io ho visto la crescita dei figli di Silvio e lui la crescita dei miei figli.Siamo dunque andati ben oltre i rapporti tra partner d’affari”.
Per prendere questa decisione ha parlato direttamente con il premier? Vi siete consultati? Avete concordato questo gesto quasi incredibile?
“Certo che si siamo parlati, con Silvio. Io ho poi parlato soprattutto con il dottor Cannatelli e con Alfredo Messina, i capi di Fininvest. Ma è ovvio che ne ho parlato anche direttamente con il dottor Berlusconi”.
Quando?
“Ci siamo visti una domenica, gli ho illustrato il dossier e lui ha sposato subito e con entusiasmo l’idea di andare incontro ai clienti di Mediolanum”.
Un bel gesto verso i vostri correntisti.
“Silvio è un uomo di grande generosità e di eccezionale sensibilità. Solo chi lo conosce sa quanto siano straordinari in lui questi sentimenti.Lui è un uomo d’affari e dicono che gli uomini d’affari hanno il pelo sullo stomaco, sono dei grande egoisti e disprezzano il prossimo. Nulla di tutto questo nel caso di Silvio, un uomo d’affari davvero speciale”.
In che senso?
“Beh, pensi a Milano 2, la città satellite creata da Silvio negli anni ’70.Si vede chiaramente che è fatta da una persona che vuole riconoscersi nella sua opera, come il pittore o lo scultore che soffia la sua anima dentro l’opera d’arte frutto del suo ingegno. Silvio ha fatto un capolavoro, una città a misura d’uomo, coi percorsi separati per le auto e i pedoni, le piste ciclabili, i bambini che possono scorrazzare liberamente, tutto quel verde meraviglioso. Si vive come in un villaggio vacanze”.
Ci ha fatto anche i soldi, no?
“Ma se l’avesse fatto solo per i soldi non avrebbe realizzato quel capolavoro. Tanto l'apprezzamento del valore immobiliare lo avrebbe avuto ugualmente, in quegli anni. I soldi li avrebbe fatti lo stesso. No, Silvio non l’ha fatto per i soldi…A Milano 2 ha operato come l’artista davanti alla sua opera d’arte.E così è stato per la tv e per la sua discesa in campo in politica. Un altro capolavoro d’altruismo”.
Occhio, dottor Doris, su questo altruismo a sinistra rosicheranno…
“Ma lo sa che la politica a Berlusconi è costata un sacco di soldi? Non nel senso che ce li ha messi dentro, ma nel senso che ha sottratto il suo tempo al lavoro in azienda, che gli avrebbe fruttato tanti soldi... Ha trascurato gli affari,insomma. Le racconto un episodio, riservatamente. Molti anni fa il nostro Foscale aveva beccato un dipendente che faceva la cresta su alcune attività del gruppo e, approfittando dell’assenza di Berlusconi, in quel periodo negli Usa, lo aveva licenziato. Bene, Silvio al suo ritorno non volle smentire il suo dirigente ma, mosso da affetto e solidarietà verso il licenziato, segretamente prese ad aiutarlo con più di un sussidio.Ecco, questo è il grande Silvio, uomo col cuore in mano”.
Una grande attenzione alle persone, insomma, la stessa che si coglie in questa vostra iniziativa bancaria, questa specie di risarcimento.
“Esattamente. Se mettiamo da parte gli stereotipi, se non cerchiamo di dipingerlo negativamente per partito preso, come fanno gli avversari, possiamo non condividere le sue idee politiche, ma non possiamo disconoscere di essere di fronte a un uomo straordinario”.
Dicono che nella recente festa del Pdl al Lido di Milano egli abbia annunciato al microfono: avevo detto che volevo fare la più bella città satellite al mondo, erano scettici ma l’ho fatta…Poi ho detto che avrei fatto il più importante gruppo televisivo privato al mondo - erano scettici, ma l’ho fato. Poi ho detto che avrei fatto la migliore squadra di calcio al mondo - erano scettici e l’ho fatta. Ora voglio fare dell’Italia il primo paese al mondo. E’ vero? Ha in testa questo? Lei che lo conosce bene che ci può dire?
“E’ assolutamente vero. E’ il suo chiodo fisso: fare dell’Italia il primo paese al mondo. E’ in politica per questo, è il suo vero obiettivo.Se fosse spinto non da questa grande molla morale e politica ma solo dalla logica degli affari - come insinuano sempre i suoi critici malevoli - avrebbe seguito i consigli di Confalonieri e Letta e si sarebbe messo d’accordo con i nuovi potenti - ossia i comunisti - come fanno tutti.E avrebbe continuato così a far soldi”.
Berlusconi invece…?
“Vuol passare alla Storia, vuol cambiare il Paese. Quando dicevano: se ne va, molla…io dicevo: non lo conoscono.Non mollerà mai.Vuol fare dell’Italia un paese modello. Un’impresa titanica, la sua; perché, come è stato detto autorevolmente, gestire gli italiani non è difficile, è semplicemente impossibile”.
Pensa di vivere centoventi anni, dicono.
“Vive come se la vita fosse senza fine o come se potesse morire il giorno dopo”.
Ma che Italia sarebbe quella che ha in mente Berlusconi?
“Un’Italia più libera, economicamente più progredita e soprattutto più giusta”.
Soprattutto più giusta? Berlusconi mosso da valori di giustizia sociale come Robin Hood?
“Non c’è dubbio.La sua preoccupazione principale sono i problemi della gente. Si sa poco delle tante attività di Silvio per la ricerca, per i centri di recupero, per la povera gente. Un lavoro intensissimo e generossissimo, di cui si sa davvero poco o niente”.
Sono valori che si intravedono in questo gesto delle vostre famiglie. Che è un investimento nella credibilità di Mediolanum e dunque è anche un’operazione commerciale e di immagine, ma contiene anche una sensibilità per il cliente.
“Il miglior modo per essere egoisti è essere altruisti. C’è un ritorno in termini di credibilità, stima, nuovi clienti che vale più di tanti spot”.
C’è anche un messaggio al sistema bancario da parte delle famiglie Berlusconi e Doris, vero?
“E’ il messaggio che ha dato ieri il governatore Draghi: solo le visioni di lungo termine apportano benefici reali alle aziende”.
Risultato, lei ci ha rimesso 63 milioni di tasca sua. E la famiglia Berlusconi più o meno altrettanto.Uno potrebbe dire: ma lei è ammattito?
“Sono un imprenditore che sa investire. E questo è un investimento. Al di là degli obiettivi del profitto che ogni imprenditore deve perseguire per tutelare l’azienda, i dipendenti, i fornitori, i clienti- è un dovere fare utili!- penso che un imprenditore non debba essere un po’ dottor Jekyll e un po’ mister Hyde, in famiglia generoso e negli affari spietato. Come si è in famiglia si è in società. Così è Berlusconi, gentile, buono e generoso, in privato e in pubblico. E così voglio essere io, come lui”.
La vostra decisione odierna dunque…
“E’ figlia di questi valori. Ci sono momenti in cui bisogna andare oltre il proprio dovere e sentirsi ancora più vicini ai propri clienti. Questa sventura dei titoli tossici era una di quelle occasioni. Abbiamo deciso da fare un sacrificio personale e familiare. A buon rendere”.